Scienza

Occhio al sole

Tutto quello che bisogna sapere per proteggere i nostri occhi dal sole prima di una passeggiata a mare o in montagna

Sunglasses by the pool

Redazione

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In fatto di protezione dal sole, l’enfasi è sempre stata sulla pelle: che bisogna mettere le creme solari lo abbiamo sentito ripetere per anni. E gli occhi?  Sono non meno vulnerabili, tanto che un articolo del Journal of Clinical Ophthalmology, ripreso dal New York Times, avverte che più del 50 per cento dell’esposizione ai raggi ultravioletti viene dai riflessi di ogni cosa intorno a noi, nuvole incluse.

Quindi non solo quando il sole è a picco, ma anche nei giorni nuvolosi siamo così esposti che portare occhiali da sole per proteggere gli occhi è quasi un obbligo. Il rischio è quello di causare secchezza alle cornee, congiuntiviti e con l’età l’insorgenza di malattie più gravi.

Per fortuna, la tecnologia delle lenti ha raggiunto livelli di sofisticazione tali offrire protezioni molto maggiori di qualche anno fa. Come spiega Pierluigi Pagliari, ex-insegnante di ottica e contattologia e responsabile di Techno Logic Contact, “le tecniche dei filtri solari oggi esistenti sono notevolmente migliorate nella definizione di contrasti, lunghezze d’onda dei colori e assorbimento della luce ( che può andare dal 25 al 75 per cento). Oggi ci sono anche lenti polarizzate a basso assorbimento nel colore azzurro e nel rosso (e che appaiono rispettivamente azzurrognole o rosate)».

Sono palpebre e film lacrimale a proteggerci naturalmente dalla luce il cui spettro contiene anche frequenze nocive alla retina. Però, soprattutto nelle condizioni climatiche attuali, in montagna o in spiaggia, questa protezione non basta.

«L’esposizione prolungata al sole a ai raggi ultravioletti può creare una spiccata fotofobia anche fastidiosa e permanente specie nei soggetti con iride chiara, cioè con minore quantità di melanina, un pigmento che conferisce protezione dalla luce solare» chiarisce Pagliari «nei portatori di lenti a contatto invece l’esposizione crea intolleranza e disidratazione delle lenti».

Inoltre, i raggi ultravioletti unite al calore, al vento e alla salsedine possono accentuare malattie come la cataratta e la maculopatia e causare l’insorgenza di congiuntiviti e cherato-congiuntiviti attiniche.

«I materiali utilizzati nelle lenti a contatto costruite su misura, e anche alcune lenti di tipo usa e getta, hanno ormai quasi tutte inibitori di ultravioletti di tipo A e B. Ma ciò non basta: è bene usare occhiali protettivi da ultravioletti e polarizzati. Infatti le lenti a contatto coprono solo una piccola parte di superficie oculare» fa notare Pagliari «In generale al mare o in montagna un buon filtro ultravioletto e polarizzato di categoria 3 è l’ideale.

Ad alte quote con un trattamento specchiato e filtro di tipo 3 al 75% polarizzato si ha la migliore protezione». La polarizzazione di una lente ha un effetto sulle onde elettromagnetiche (che costituiscono la luce) il cui risultato è uno smorzamento marcato degli ultravioletti, della luce riflessa e dei riverberi.

Ciò permette per esempio di vedere meglio un fondale marino o di un lago, di vedere più nitidamente e in lontananza con i colori naturali e di affaticare meno gli occhi.

« Sempre meglio scegliere occhiali da sole grandi per proteggere gli occhi dalla luce. Siccome spesso la scelta ricade prevalentemente sull’aspetto estetico, bisogna almeno fare attenzione al filtro che viene utilizzato. In presenza di fotofobia marcata ed utilizzo dell’occhiale in zone ventose o alte quote le montature con aste larghe sono da preferire» aggiunge Pagliari.

Se si può, è meglio evitare l’uso delle lenti a contatto al mare perché la salinità dell’acqua altera l’osmosi, e quindi fa asciugare le lenti morbide e le danneggia. In ogni caso, specie in presenza di caldo e vento, è bene usare lacrime artificiali o colliri a base di acido ialuronico.



«Anche le lenti a contatto per computer sono una novità recente: hanno protezione dai raggi ultravioletti e un’area centrale a valori decrescenti per aiutare l’accomodazione alla mezza distanza dal computer» conclude Pagliari. Scegliere lenti a contatto colorate per motivi estetici non ha controindicazioni, a parte il fatto che chi ha difetti alla vista deve stare attento al colore che, per esempio, potrebbe alterare il contrasto. 

Se proprio una persona deve usare lenti a contatto, per esempio un individuo affetto da cheratocono, può trovare un valido aiuto in lubrificanti a base di acido ialuronico. Dovrà però anche aiutarsi da solo bevendo molto e alimentandosi con una dieta ricca di vitamine sali naturali aiutando così l’organismo a idratare il sistema occhio.

I bambini sono un caso a sé almeno fino ai 12 anni, perché i loro occhi sono molto sensibili alla luce, specialmente quelli dei neonati. In questi casi meglio tagliare la testa al toro indossando sempre un cappello con visiera in aggiunta agli occhiali da sole con massimo assorbimento della luce.



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