Scienza

Cos'è l'ulcera carnivora, l'epidemia che sta colpendo l'Australia

Un batterio causa lesioni della pelle e dei tessuti molli che possono diventare molto gravi. I medici non sanno come fermarlo: servono fondi per la ricerca

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Marta Buonadonna

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Si sta diffondendo in zone dove prima era sconosciuta e nessuno sa esattamente come fermarla. Per l'ulcera carnivora che sta colpendo lo stato di Victoria in Australia gli esperti sanitari parlano già di epidemia, anche se i casi registrati nel 2017 sono stati "solo" 286. Il problema è che erano appena 74 nel 2013, saliti poi a 186 nel 2016. Insomma la malattia nota come ulcera di Buruli, causata dal batterio Mycobacterium ulcerans, è in rapida crescita. Ecco quel che c'è da sapere.

Che cos'è

Mycobacterium ulcerans, che appartiene alla stessa famiglia di microbi che causano malattie orribili quali tubercolosi e lebbra, produce una tossina che distrugge la pelle, causando ulcere di grandi dimensioni, soprattutto sulle braccia o sulle gambe, secondo quanto riporta l'OMS. Senza un trattamento precoce, i pazienti possono sviluppare disabilità a lungo termine, come per esempio limitazioni dei movimenti articolari, oppure aver bisogno di interventi di chirurgia plastica.

Il vettore non è noto, quindi ancora non è chiaro esattamente come si diffonda la malattia. Per il momento quelle dei ricercatori sono solo teorie. Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, agenzia governativa statunitense, il batterio può passare all'uomo dagli insetti che si trovano nell'acqua. Lo farebbe sospettare il fatto che spesso le persone sono colpite nelle vicinanze di fiumi e laghi.

Nello specifico qualcuno ha suggerito le zanzare come possibili vettori, gli insetti sono stati trovati positivi per M. ulcerans, e l'uso di repellente per insetti è stato collegato a un ridotto rischio di infezione, secondo un rapporto appena pubblicato sul Medical Journal of Australia. Resta però difficile prevenire la malattia dal momento che non si sa di preciso come si trasmette l'infezione.

I fattori di rischio

Diversi animali in Australia, come opossum, cani, gatti e koala, hanno sviluppato l'ulcera di Buruli, ma ancora non si sa se abbiano un ruolo nella diffusione della malattia. Prove recenti suggeriscono che l'infezione non si diffonda da persona a persona.

I ricercatori sostengono la necessità di un "approfondito ed esauriente esame dell'ambiente, della fauna locale, del comportamento e delle caratteristiche umane e delle interazioni tra di loro" per comprendere meglio la malattia e i suoi fattori di rischio. "È solo quando siamo armati di questa conoscenza critica che possiamo sperare di fermare l'impatto devastante di questa malattia attraverso la progettazione e l'attuazione di efficaci interventi di sanità pubblica", spiegano i ricercatori.

Come si sposta

In tutto il mondo sono segnalati all'incirca 2000 casi di ulcera di Buruli all'anno, più comunemente dalle regioni tropicali dell'Africa occidentale o centrale. In Australia, i casi sono segnalati frequentemente dalla regione di Daintree (95 casi tra il 2009 e il 2015), meno comunemente nel Queensland, e solo occasionalmente nel Northern Territory, New South Wales e Western Australia.

Tuttavia, la maggior parte dei casi sono ora segnalati nello stato sud-orientale di Victoria, che ha un clima temperato, considerato solitamente poco adatto alla diffusione della malattia. Proprio qui si sta verificando un peggioramento dell'epidemia, con casi in rapido aumento, un maggior numero di casi gravi e la comparsa della malattia in aree geografiche nuove, come spiega il rapporto.

Come si cura

Inizialmente l'infezione si presenta sotto forma di pomfo arrossato sotto pelle, simile alla puntura di un insetto, o di placca o di gonfiore. Col passare dei giorni si formano lesioni anche molto estese sulla pelle. Appena si sospetta di essere in presenza dell'ulcera di Buruli occorre iniziare la terapia antibiotica. Tutte le persone sono suscettibili alla malattia, inclusi i bambini.

La tossina veicolata dal batterio ha proprietà immunosoppressive locali che consentono alla malattia di progredire senza dolore e febbre, spiega l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Senza trattamento o talvolta anche durante il trattamento con antibiotici, il nodulo, la placca o l'edema ulcereranno entro 4 settimane. Occasionalmente è interessato anche l'osso il che può comportare gravi deformità.

Diverse combinazioni di antibiotici somministrate per 8 settimane vengono utilizzate per trattare l'ulcera di Buruli indipendentemente dallo stadio della malattia. In Australia, in particolare, fa sapere l'Oms, una combinazione di rifampicina e moxifloxacina viene abitualmente utilizzata con buoni risultati, ma la sua efficacia non è stata dimostrata da studi randomizzati.

Molte informazioni essenziali per combattere efficacemente la malattia sono ancora ignote. "Il momento di agire è ora", concludono i ricercatori australiani autori del rapporto sulla malattia appena pubblicato, "e chiediamo che i governi locali, regionali e nazionali si impegnino urgentemente a finanziare la ricerca necessaria per fermare l'ulcera di Buruli".

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