Politica

I vecchi errori del popolo della sinistra

Nel commentare sui social la vittoria della Lega il solito copione: avversario = ignorante

Gad Lerner

"Già in passato le classi subalterne si illusero di trovar tutela nella trincea della nazionalità. Non finì bene". (Gad Lerner)

"Siccome non voglio essere pessimista mi rallegro per quel 65,7% che non ha votato Lega".

"Che voglia di andare a pagare le tasse in un altro paese fatto da gente intelligente".

"Orgoglioso di Milano e dintorni. Cultura, inclusione, solidarietà e lungimiranza: se questi elementi non mancano, sovranismo e ignoranza si riducono a macchietta".

"La speranza è l’ultima a morire! In tutto questo nero qualche squarcio di luce si intravede!
E comunque... o a Milano ci siamo bevuti il cervello oppure se lo è bevuto il resto del Paese... delle due l’una!".

Sono alcuni (navigate pure, ne troverete a centinaia) dei commenti di sostenitori del Pd o della sinistra in generale postati sui social oggi per commentare il successo della Lega nelle Elezioni Europee.

Commenti che hanno un unico denominatore comune: noi siamo quelli intelligenti, i leghisti sono tutti cretini, ignoranti, stupidi etc etc etc.

La cosa non sorprende. Immaginiamo il mal di stomaco di queste persone da ore, dalle prime proiezioni della notte appena passata per un risultato che fa male. Quindi c'è sicuramente un pizzico di rabbia (classica e comprensibile) dello sconfitto.

Ma, sotto sotto, resta un problema di fondo: la base della sinistra si sente e si sentirà sempre superiore (culturalmente parlando) agli altri. Fate attenzione, non ai leghisti, abbiamo detto agli altri, in generale. Perché quello che oggi viene detto di chi vota Lega è stato detto per anni riguardo a chi votava Forza Italia. Non conta quindi chi sei. Conta solo il fatto che sei un nemico. E, come tale, sei inferiore.

Peccato che questa cosa si stia trasformando in un autentico boomerang politico e di sicuro elettorale con i risultati che le elezioni di ieri ma anche le ultime politiche e regionali

La sinistra sta rinascendo dopo la fine drammatica dell'epoca Renzi. Sarebbe il caso di ripartire allargando un po' la propria visione dell'Italia. Perché per far ripartire il paese serve certo un governo forte ma anche una opposizione, anzi una proposta politica diversa e credibile.

"Spero che tu possa fare meglio di me. Ancora auguri" ha appena detto in diretta tv Chiamparino (Pd) al neo Governatore del Piemonte, il rappresentante del centrodestra, Cirio. Ecco. La sinistra deve ripartire da questo. Educazione, compostezza e voglia di rimboccarsi le maniche per creare una proposta politica seria. Perché finita un'elezione bisogna pensare subito alla prossima.

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