Politica

Una campagna elettorale senza confronti tv

Di Maio e Berlusconi hanno snobbato l'invito di Renzi, sempre più isolato. Ma nell'assenza di scontri c'è una strategia. Che guarda al post voto

ITALY-POLITICS

Sara Dellabella

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“Non credo di puzzare, ma nessuno vuole fare un confronto all'americana con me”. Questo è Matteo Renzi durante una trasmissione tv che mostra la posizione di isolamento in cui è finito alla vigilia delle prossime elezioni.

La difficoltà di un uomo che viene deleggittimato anche dagli avversari che non ne riconoscono più il ruolo di leader con cui confrontarsi. Uno snobismo che ha inaugurato Luigi Di Maio quando fece saltare l'atteso confronto tv qualche mese fa, giustificando che nel frattempo erano cambiati gli equilibri in casa Pd e non era più Renzi il candidato premier da sfidare.

Il tacito diniego lamentato da Renzi è il segno evidente di una strategia che vuole affossare ancora di più il segretario Pd che in queste ore lotta con il tracollo del consenso personale e del suo partito. Ma se Berlusconi e Di Maio declinano l'invito al confronto, Matteo Salvini gli dà appuntamento la prossima settimana.

Un favore a Salvini

Il segretario della Lega da anni non si risparmia in iniziative e comparsate tv, e questo confronto con Renzi non fa che legittimarlo ancora di più nella sua ascesa politica. È evidente che accettando questa sfida a due, Renzi fa un favore alla Lega. Lui l'uomo del 40 per cento (bel ricordo) fino qualche anno fa non avrebbe preso in considerazione Salvini, giudicandolo una seconda fila della politica nazionale e oggi si trova costretto a riparare su di lui per avere qualche ora di celebrità.

Salvini non è un osso facile e in questo momento gode di una grande popolarità anche al sud, per cui Renzi avrà un gran da fare nel fronteggiare il suo avversario. Quella che andrà in scena sarà senz'altro una sfida tra due visioni del Paese, una più inclusiva e l'altra più protezionista.

Elezioni senza sfide

Ma a guardarla bene questa campagna elettorale 2018 mostra di essere assente tanto nei temi, quanto nei duelli. Sui territori i partiti hanno misurato al centimetro ogni candidatura così da non intralciarsi. Lo ha fatto anche Salvini, che più di una volta aveva dichiarato di volersi candidare in ogni collegio ove fosse stato presente Renzi, salvo poi tenersene alla larga.

Anche perchè visto l'esito incerto delle urne, c'è la possibilità che ad un certo punto i partiti si troveranno, almeno per un momento, a dover ragionare di larghe intese. Sarebbe sconveniente per tutti andare in tv ora a duellarsi sui temi, salvo poi farsi fotografare insieme al Quirinale al battesimo di un nuovo governo.

D'altronde quante volte abbiamo ascoltato “Mai con ...”. Almeno stavolta ci risparmiano la solita sceneggiata.

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