Ignazio Marino assolto dall'accusa di truffa e peculato

La sentenza: "Il fatto non sussiste". La procura di Roma aveva chiesto all'ex sindaco la condanna e il comune 600mila euro per danno d'immagine

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Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, sul palco della Festa dell'Unità a Roma – Credits: ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Claudia Daconto

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UPDATE:  - 7 ottobre 2016 - L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino è stato assolto dall'accusa peculato, truffa e falso nell'ambito del processo sul caso scontrini e le consulenze della Onlus Imagine. La procura aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi.

Questa era la richiesta di condanna fatta il 29 settembre 2016 dalla procura di Roma per l'ex sindaco in relazione all'utilizzo della carta di credito del Campidoglio ed al pagamento di consulenze della sua Onlus "Imagine". I pm Roberto Felici e Pantaleo Polifemo sono partiti da una pena di quattro anni e otto mesi di reclusione (quattro anni per il caso scontrini, otto mesi per la vicenda Onlus), ridotta di un terzo per la scelta del rito abbreviato da parte di Marino. Oggetto del processo 56 cene, per circa 13 mila euro, pagate dall'ex sindaco con la carta di credito, e la predisposizione di certificati che attestavano compensi destinati a collaboratori fittizi o inesistenti che avrebbe procurato alla Onlus un ingiusto profitto di seimila euro.

Inoltre l'Avvocatura di Roma Capitale aveva chiesto all'ex sindaco 500 mila euro per danno di immagine e altri 100 mila euro per danno funzionale.

Noi avevamo denunciato spese poco chiare del sindaco Marino. Ecco quello che scrivevamo nell'ottobre 2015.

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Ottobre 2015 - Ignazio Marino è fatto così: pubblica tutte le sue spese per mettere a tacere le polemiche su quelle dell'ultima trasferta americana e combina un altro pasticcio. I conti infatti non tornano e la solita rivendicazione di trasparenza si trasforma nell'ennesimo gesto di arroganza. Adesso il sindaco giramondo rischia di pagarla cara ma, almeno questa volta, di tasca sua.


 
LEGGI QUI: L'ultima bugia di Marino: la trasferta in USA a costo zero


Sul sito del Campidoglio erano finiti scontrini, fatture, determine, autocertificazioni e gli estratti conto della carta di credito. Veniva fuori che da giugno del 2013 ad agosto 2015 il primo cittadino aveva speso in tutto circa 44.735 euro per una media di 1.790 euro al mese. Peccato che, come al solito, l'allegro chirurgo racconti le cose a metà.

Il conto reale è infatti molto più salato, visto che solo nel 2014, sono partiti ben 154.000 euro, 12.833 euro al mese, somma delle spese dirette effettuate con la carta di credito in suo uso e di quelle sostenute dal suo Gabinetto.

Il problema vero, però, non sono nemmeno i soldi in sé. Centocinquantamila euro non è una cifra spropositata per la Capitale d'Italia. Anzi, nulla da eccepire se per ringraziare il magnate uzbeko Usmanov, che aveva appena staccato un assegno da 2 milioni di euro per il restauro di alcuni monumenti, Marino lo invitava a cena in un prestigioso ristorante romano con vista Colosseo insieme ad altre 20 persone spendendo in tutto 3.540 euro.

Aragoste, sushi e buffet anche sabato e domenica...

Il problema insorge se spulciando tra le 492 pagine pubblicate on line, viene fuori che la sera di Santo Stefano del 2013 il sindaco metteva sul conto dei romani i 260 euro spesi all'Antico Girarrosto Toscano per cenare con 6 persone, tentando poi di far credere che si trattasse di giornalisti (quali giornalisti dal momento che l'intera stampa romana smentisce?) cui presentare iniziative per il Natale.

Il problema è se con la carta del Campidoglio si offrono aragoste a non meglio precisati rappresentanti di Sant'Egidio (che si occupa di poveri e non di generi di lusso) che poi però smentisce di aver mai pranzato con il sindaco sollevando l'interrogativo su chi si trovasse in realtà in sua compagnia. Il problema è offrire pranzi, cene e buffet a medici, chirurghi, rappresentanti di aziende ospedaliere, che non si capisce quale contributo possano dare alla città visto che di Sanità si occupa la Regione e non il Comune.

Nella lista compaiono spuntini istituzionali consumati di sabato e domenica o nei giorni di festa preferibilmente in locali sotto casa (134,50 euro per mangiare sushi il giorno dell'Immacolata insieme a due giornalisti stranieri), colazioni con deputati e senatori, talvolta fatturati con mesi di ritardo. Spese che adesso finiranno sotto la lente della Corte dei Conti e della Procura visto che, secondo le opposizioni, si tratterebbe di un “uso di soldi pubblici per fini privati” configurabile come abuso d'ufficio e peculato.

E manca ancora Philadelphia...

Spese alle quali vanno aggiunte quelle per l'ultima trasferta a Philadelfia dove Marino aveva giurato che sarebbe andato a costo zero mentre, in realtà, il viaggetto ha pesato sulle casse del Comune per 22.085,27 euro di cui quasi 5mila solo per esigenze del sindaco in persona. Una cifra ben più alta dei 16mila euro previsti come anticipazione di spesa fornita inizialmente dalla Ragioneria capitolina al consigliere della Lista Marchini Alessandro Onorato (che poi è riuscito a ottenere il conto definitivo) e molto vicina a quella che Panorama.it aveva da subito indicato.

- LEGGI QUI: Marino negli Usa, assente ingiustificabile a Roma

Il santo martire

Il fatto è che anche quando dice tutto e il contrario di tutto, Marino pretende di essere considerato un campione di coerenza e trasparenza. La sua guardia armata di tastiera, lo dipinge come un santo martire. E lui si è ormai convinto di esserlo per davvero. Una devozione quasi commovente da parte di chi gli è rimasto fedele (ma molti, delusi da lui, si sono allontanti da tempo) ma diventata a oggi quasi stucchevole.

Il principale argomento a difesa del sindaco è che chi è contro di lui è anche contro la legalità e la trasparenza. Chi lo sostiene, però, non si è ancora reso conto che Marino è un personaggio che vuol far passare una letterina del vescovo di Philadelfia come un invito ufficiale del Vaticano dopo aver sostenuto di essere stato chiamato da un'università locale a tenere una conferenza e ancora prima dal sindaco della città.

Che si fa smentire dal Papa e poi dice che avrebbe fatto meglio a rimanersene zitto. Che dice di non spendere e invece spende. Che vuol convincere il prossimo che invitare a cena gli amici suoi serva a promuovere Roma.

- LEGGI QUI: Il Papa smentisce Marino: le ragioni di un gesto clamoroso

Che anche quando si è trattato di fare beneficienza ha sollevato qualche dubbio. Presente la sua famosa bici rossa messa all'asta al raduno di Caterpillar subito dopo la sua elezione a sindaco e che la maratoneta Lucilla Andreucci si è aggiudicata per 1.700 euro? In molti hanno messo in dubbio che fosse davvero la sua bensì una nuova di zecca fatta acquistare su Subito.it da un membro del comitato elettorale. D'altra parte bastava un confronto fotografico per accorgersi delle differenze... malizia o verità? Di certo, poca chiarezza.

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