Silvio Berlusconi: il giudice concede la liberazione anticipata

Il leader di Forza Italia potrà godere di uno sconto di 45 giorni sull'affidamento in prova ai servizi sociali. E tentare la carta della "riabilitazione"

Michele Restelli

Silvio Berlusconi, accompagnato dal direttore delle unità residenziali, Michele Restelli, all'uscita della Fondazione Sacra Famiglia al termine della prima gionata di svolgimento dei servizi sociali stabiliti dal Tribunale. Cesano Boscone, 9 maggio 2014 – Credits: ANSA /Daniel Dal Zennaro

Redazione

-

Il giudice di Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti ha concesso la liberazione anticipata, di 45 giorni, a Silvio Berlusconi nell'ambito dell'affidamento in prova ai servizi sociali di un anno che sta scontando per la condanna definitiva per il caso Mediaset. È dunque stata accolta l'istanza del leader di FI.

Il provvedimento con cui il giudice Crosti ha accolto la richiesta presentata il 7 gennaio da Berlusconi, è stato depositato questa mattina. Ora l'ufficio esecuzione della procura, che aveva dato parere negativo alla richiesta, deve notificare un nuovo atto con cui si comunica al leader di FI che, per via della liberazione anticipata, il fine pena secondo il ricalcolo sarà il prossimo 8 marzo. Poi il Tribunale di sorveglianza fisserà un'udienza per dichiarare l'estinzione del reato.

Dunque, verrà dichiarata estinta la pena principale e quelle accessorie, tra cui l'interdizione per due anni dai pubblici uffici, ma Berlusconi resta comunque incandidabile per via della legge Severino per 6 anni fino al novembre 2019. Dopo l'episodio di Napoli, in cui chiamato a testimoniare al processo a carico di Lavitola aveva attaccato ancora una volta i giudici, Silvio Berlusconi si è sempre comportato in modo corretto. È questo in sintesi il parere del giudice della Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti che oggi ha concesso la liberazione anticipata all'ex premier.

Le reazioni

"Una buona notizia" l'ha definita la capogruppo di Area Popolare Nunzia De Girolamo, mentre Renata Polverini ha twittato:


E ora?

Il leader di Forza Italia - il quale si è rivolto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo lamentando una presunta illegittimità della sentenza Mediaset - puo' sempre giocare la carta della "riabilitazione", prevista dalla stessa legge Severino, che, se concessa, puo' consentirgli di anticipare di circa un anno il suo rientro in politica.

L'articolo 15 della norma per cui il 27 novembre 2013 è stata dichiarata la decadenza da senatore dell'ex premier stabilisce che per essere riabilitati devono trascorrere 3 anni da quando è stata interamente scontata la pena. E quindi a partire dall'8 marzo 2015 l'ex Cav può fare richiesta di riabilitazione sempre che nel frattempo la sua condotta sia stata irreprensibile e non abbia incassato altre
condanne.

© Riproduzione Riservata

Commenti