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Sgravi fiscali per i terremotati: il conto nelle bollette dell'elettricità

Lo prevede il decreto terremoto. L'allerta della Commissione Attività produttive che chiede di valutare altre coperture per i 560 milioni previsti

Terremoto: Amatrice a sei mesi dal sisma

Amatrice vista da Musicchio sei mesi dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia , 24 febbraio 2017. – Credits: ANSA/ GRILLOTTI

Pochi se ne sono resi conto finora, ma il terremoto che ha devastato nei mesi scorsi diverse aree dell’Italia centrale sta per entrare nella bolletta della luce di tutti gli italiani. Ad aprire la porta a questo nuovo prelievo è il decreto del 9 febbraio scorso in discussione da oggi alla Camera dei deputati e che nel giro di qualche giorno dovrebbe essere convertito in legge. Quel provvedimento prevede, all’articolo 11, che gli sgravi fiscali a vantaggio delle attività economiche delle popolazioni colpite dal sisma siano finanziati attingendo alle "somme gestite presso il sistema bancario dal Gestore dei servizi energetici (Gse)" nonché "dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea)”. Il primo dovrà contribuire con 300 milioni per il 2017 e 100 per il 2018, la seconda con 80 milioni per ognuno dei due anni. In tutto, fa 560 milioni che rischiano di essere prelevati interamente dalle nostre bollette elettriche.

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I due fondi di cui si parla, infatti, sono regolarmente finanziati con appositi prelievi (di cui i consumatori italiani sono per lo più ignari, ma che costituiscono già oggi gran parte dei maggiori costi dell’energia rispetto ad altri paesi europei), alla voce “oneri generali di sistema”, delle bollette elettriche. Dunque è possibile (ma certo non confermato) che, in assenza di appositi correttivi, ci sia un aggravio di pari misura sui conti mensili di famiglie e imprese.

La faccenda ha messo sul chi va là la Commissione Attività produttive della Camera che ha chiesto una valutazione dell’impatto della misura sulle nostre bollette, al momento in modo informale, all’Autorità per l’Energia elettrica. La risposta è stata, a quanto risulta a Panorama.it, che effettivamente il rischio di aggravio c’è. Non per niente nel parere della Commissione, pur favorevole al provvedimento del governo, si richiede espressamente di valutare l’impatto del decreto sulle bollette e nonché l’opportunità di una diversa copertura finanziaria delle somme da stanziare. Che non sarà per nulla facile individuare, considerando le note difficoltà di bilancio dello Stato Italiano, anche a prescindere dal terremoto.

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