Salvini: io goleador? Manca una squadra

Il leader della Lega ribadisce in un'intervista che prima di pensare agli accordi e alle alleanze è necessario costruire i progetti

CONFERENZA STAMPA LEGA NORD

MATTEO SALVINI – Credits: Daniele Scudieri / Imagoeconomica

Redazione

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"A me piace giocare dietro, prima giocavo da centrale ma se mi chiamano in avanti...". Matteo Salvini scherza. Con una battuta prova a smontare la proposta di Silvio Berlusconi di "guidare il nuovo attacco del centrodestra" italiano. Il segretario della Lega Nord teme che, dietro le parole del "presidente", più che una generosa offerta si nasconda un tentativo di "campagna acquisti" dei voti del Carroccio.

Incoraggiata dal sorpasso su Forza Italia in Emilia-Romagna, la Lega vuole dire la sua sulla formazione di centrodestra da mandare in campo alle prossime politiche. Salvini non ha dubbi: "Alfano al massimo va in panchina".

Berlusconi vuole che scendiate in campo uno al fianco dell'altro. È già tempo di calciomercato? 

I complimenti fanno sempre piacere ma, rimanendo in ambito calcistico, se non ci sono squadra e schemi, anche se hai Maradona, non vai da nessuna parte. Il problema non è il leader ma il progetto. Il progetto del centrodestra va costruito ed approvato dagli italiani.

Certo, immagino con le primarie di centrodestra. Intanto il Cavaliere fa l'allenatore e si ritaglia il posto di regista con lei e Alfano in campo a prendervi a sportellate.

Alfano, per me, può stare soltanto in panchina. Ma non perché lo dico io: si è messo in panchina da solo. Io costruisco un'alternativa a Renzi, non posso farlo con chi fa parte del governo Renzi. Sarebbe un'ipocrisia nei confronti della gente.

Anche Raffale Fitto critica il rapporto ambiguo di parte del centrodestra con il governo. Che rapporti avete? 

Al momento nulli, anche perché non abbiamo mai avuto modo di parlarci. Ma se vuole un giudizio sulle questioni interne di Fi, le dico che non commento le vicende degli altri partiti".

E lei come lo giudica il patto del Nazareno?

Che stia scricchiolando è una bufala. Non mi fido. Ma per me è un insulto che, in un momento in cui l'Italia vive la sua peggiore crisi economia dal dopo-guerra, ci sia un patto che si occupa di legge elettorale. Quello che interessa alla Lega sono economia e immigrazione. Sulla legge elettorale non ci sono spazi di dialogo. Quanto alle riforme, faccio un esempio: la presunta cancellazione delle Province ci sta costando di più delle province stesse. Sono riforme spot o addirittura dannose.

Anche nel Pd in questi giorni si registra qualche screzio.

Sono problemi che risolveranno tra loro. Non entro in casa altrui. Mi preme sottolineare questioni concrete: da 5 mesi Renzi è il presidente di tutta l'Europa e nessuno se ne è accorto. Non ha fatto niente per l'economia italiana, per la difesa del made in Italy e dei lavoratori italiani. Queste sono cose concrete. L'Italia finirà i suoi sei mesi di presidenza di turno con le tasche vuote.

Ritorniamo alle questioni della Lega. Siete pronti alle alleanze per le Regionali del prossimo anno? 

Chi si vuole alleare con la Lega lo può fare in base ad un progetto. Il nostro lo presentiamo il 13 dicembre a Milano: aliquota unica al 15%, abolizione degli studi di settore, abolizione della legge Fornero. Chi ci sta è il benvenuto.

D'accordo, ma in Veneto la situazione appare un po' più complessa. Lo farete un accordo con Ncd?

Dipende dai progetti. Innanzitutto, stiamo parlando della Regione meglio amministrata d'Italia. Chi sosterrà il progetto di Zaia e della Lega, può parlare con noi. Un conto è l'amministrazione locale dove devi prenderti cura di scuole, strade, sanità; un altro è il progetto politico nazionale.

Intanto, vi state allargando al Sud. Fino a qualche anno fa, era impossibile pensarlo. Cosa è cambiato?

Abbiamo circa 40mila richieste di adesione dal Centro e dal Sud. La settimana prossima partiamo con un simbolo ed un progetto. Nel logo ci sarà il mio nome e potrebbe chiamarsi "Lega dei Popoli", come avevamo ipotizzato, ma stiamo decidendo.

Ha convinto anche Umberto Bossi. È contento?

Fa piacere anche perché l'anno scorso di questi tempi, il 26 novembre 2013, in tanti stavano celebrando la fine della Lega. Sono migliorate tante cose. I rapporti con Bossi? Sempre stati sinceri non come quelli di Renzi con i suoi avversari-amici. (Ansa)

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