M5S dialoga: non chiamatelo inciucio ma sopravvivenza

Dalle urne sono usciti vincitori senza vittoria e in queste ore i contatti tra i partiti sono molto intensi pur di riuscire a trovare una maggioranza possibile che scongiuri un ritorno al voto

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Sara Dellabella

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Secondo Luigi Di Maio, il Movimento 5 stelle è il perno della legislatura. Peccato che rischia di girare a vuoto. Perché, nonostante quel 32 per cento raccolto alle urne, queste elezioni ci hanno consegnato dei vincitori senza vittoria, tant’è che a tre giorni dalla prima seduta del nuovo parlamento ancora non si è capito come sarà e se si riuscirà a formare un nuovo esecutivo, senza ricorrere all’intervento del Quirinale.

I contatti tra le forze politiche sono continui, Lega e Movimento 5 stelle dovrebbero tornare a incontrarsi nelle prossime ore, soprattutto se all’elezione delle presidenze delle due Camere dovesse affermarsi lo scenario prevalente in queste ore che vede la spartizione tra le due forze lasciando fuori tutti gli altri. A quel punto però uno dei due leader sarebbe costretto a fare un passo di lato, perché Mattarella pur volendo assecondare un governo formato da Lega e 5 stelle, alla fine darà l’incarico solo a uno dei due.

E chi tra di Maio e Salvini è disposto a fare il numero 2?

La domanda non è di poco conto, tanto che il progetto potrebbe fallire di fronte alla necessità dei leader di conservare la propria aurea di purezza.

Il compromesso di Di Maio

Nelle ultime ore Luigi Di Maio sta scendendo un po’ dall’Olimpo forse conscio che la strada è più in salita di quanto pensasse. Il capo politico del movimento si è mostrato disponibile a rivedere alcuni nomi del governo M5S qualora Mattarella ne facesse richiesta. Al tempo dei Vaffa, i grillini avrebbero osservato le manovre di questi giorni come prove tecniche di inciucio: oggi che ne sono il perno parlano di dialogo e prove di intesa sui programmi.
Però l’unica che ha giurato e fatto sottoscrivere ai suoi candidati un patto anti inciucio è stata Giorgia Meloni, nonostante a quella firma avesse invitato anche gli altri leader della coalizione, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

La necessità di contarsi

Segno evidente che tutti erano pronti al dialogo con il Movimento e Di Maio, aldilà delle liste di governo presentate alla stampa e agli anatemi “mai con…”. La realtà è che con questi numeri, tutti hanno bisogno di tutti per formare una maggioranza e non perdere la corsa della legislatura, con tutti i suoi benefits.

In queste ore in cui si è tentati di pensare ai palazzi come ai luoghi dell’alta politica, ci si rende conto che l’attività più frenetica è la conta dei numeri e delle maggioranze. Addizioni da semplici contabili. Contarsi è un’operazione necessaria per evitare di non contare nulla.

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