"Luigi Preiti ha sbagliato, anche se..."

Vittorio Bertola, consigliere comunale 5Stelle a Torino, rivendica il suo post su Fb Le foto della sparatoria

I carabinieri feriti davanti a Palazzo Chigi (Credits: Massimo Percossi/Ansa)

Claudia Daconto

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Se tornasse indietro lo rifarebbe. Vittorio Bertola, consigliere comunale del M5S a Torino, finito nella bufera, per aver scritto sulla sua pagina Fb che ci sono alcuni milioni di italiani che pensano "peccato che non abbia fatto secco almeno un ministro", non ritiene di aver esagerato e, anzi, rivendica le sue parole. Forse, al limite, ne aggiungerebbe qualcuna per condannare, “a scanso di equivoci”, il gesto dell'uomo che sabato ha ferito i due carabinieri davanti a Palazzo Chigi mentre il governo Letta giurava al Quirinale, ed esprimere solidarietà ai due militari.

Bertola, cosa intendeva dire con quel post?

Semplicemente che l'episodio di Palazzo Chigi non riguarda solo un caso isolato ma riflette un clima che si è instaurato in Italia e che ci sono tantissime persone che, pur non arrivando a tanto, pensano e dicono che bisognerebbe fare qualcosa anche di violento. Secondo me questo è il vero problema. Dovremmo tutti interrogarci, soprattutto noi politici e voi giornalisti, sul perché c'è questo clima e su come si può fare a cambiarlo.

E non ha pensato che, per come è stata formulato, il suo intervento sarebbe potuto apparire come una giustificazione di un atto estremamente grave?

No, se si legge con attenzione e si intende l'italiano, si capisce perfettamente il senso. Infatti a dirmi di vergognarmi sono stati soprattutto gli altri politici, ma le persone, i cittadini cosiddetti “normali”, compresi quelli che non hanno votato 5Stelle e sono anche critiche, hanno capito perfettamente quello che volevo dire.

Quindi lei respinge le critiche?

Certo, perché arrivano soprattutto dai media, dai politici e dai partiti tradizionali che, strumentalmente, cercano sempre l'occasione di attaccare il Movimento. E penso anche che questi politici che mi hanno attaccato siano ormai così lontani dalla realtà e dalla vita quotidiana, da non riuscire nemmeno più a comprendere quello che è ovvio per chiunque vada ogni giorno per strada, sull'autobus o al mercato. Loro se ne stupiscono, non lo accettano, pensano che non possa essere vero.

Quindi lei conferma di ritenere che la stragrande maggioranza degli italiani oggi sarebbe tentata di attaccare anche fisicamente i politici?

Può darsi che l'espressione “milioni” sia esagerata, ma è certamente un sentimento molto diffuso. A me succede regolarmente di sentire certe cose per strada soprattutto da quella metà degli italiani che non va nemmeno più a votare. I nostri elettori, almeno, hanno trovato in noi uno sbocco democratico dentro le istituzioni.

E non pensa che proprio di fronte a un clima tanto incandescente, sarebbe opportuno, da parte soprattutto di chi, come lei, riveste incarichi istituzionali, evitare di soffiare sul fuoco?

L'appello ad abbassare i toni lo accolgo, però voglio anche ricordare che è da 20 anni che in Italia alcuni partiti usano espressioni molto peggiori delle nostre. Pensiamo, per esempio, alla Lega  e al suo invito di tempo fa ad imbracciare i fucili o la guerra del Pdl contro i tribunali.

Luigi Preiti lei lo giustifica?

Assolutamente no, il suo gesto, che va condannato, non serve a nessuno, non ha risolto né la sua situazione né quella di quei due poveri carabinieri feriti.

E secondo lei l'atteggiamento più giusto davanti a questo episodio, e altri, di violenza quale dovrebbe essere?

Le istituzioni dovrebbero smettere di negare i problemi, aprire la discussione su questo clima, e far capire alle persone disperate, che fanno fatica ad arrivare a fine mese, che c'è l'intenzione di occuparsi di loro. La reazione di circostanza di ieri, benché doverosa, rischia invece di peggiorare la situazione. Pensare di risolvere la situazione dicendo, come è stato fatto, “rafforzeremo le nostre scorte”, rischia di incattivire ancora di più chi già è molto arrabbiato.

Oggi riscriverebbe quel post? E se sì, userebbe le stesse parole?

Forse scriverei subito, a scanso di equivoci, che sono solidale con i carabinieri e che condanno il gesto. Ho dato scontato che fosse chiaro per tutti. Ma sicuramente lo riscriverei.

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