Politica

La Manovra debole di un Governo debole

Comunque andrà a finire il balletto sulle tasse di queste settimane mostra chiari i limiti della maggioranza sulla pelle degli italiani

Conte-Gualtieri

Andrea Soglio

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La Manovra economica del Governo Conte-Bis è approdata al Senato per l'inizio dell'iter che terminerà con la discussione in aula e la sua approvazione. Un arrivo accompagnato da mille polemiche e dall'ormai noioso balletto sulle nuove o vecchie tasse che ormai va tristemente avanti da settimane.

Oggi al centro della discussione non solo con l'opposizione ma anche, se non soprattutto, all'interno della stessa maggioranza ci sono le nuove tasse della settimana, due su tutte: la Plastic Tax e quella sulle auto aziendali.

Lasciamo agli economisti analisi, conteggi ed opinioni. Quello che però è ormai innegabile è la sostanza di questa manovra. Che viene fatta in debito e che necessità di nuovi introiti, cioè tasse. Siccome non c'è nulla di più impopolare in questo paese che annunciare nuove gabelle, siccome il livello della pressione fiscale è già da record del mondo ecco che i politici della maggioranza devono trovare formule eleganti per mascherare la verità.

E così ecco che la tassa sulla plastica diventa "green", cioè messa per il bene per la Terra.

E così la tassa sulle auto aziendali è per migliorare la "qualità dell'aria che respiriamo"

E così la "sugar tax" per la bibite zuccherate è per "combattere l'obesità", per la nostra salute.

Insomma, cercano di fregarci con le belle parole: green, salute, ambiente. Ma alla fine sempe e solo di tasse si tratta.

Il peggio però sono le liti, i cambi di opinione, le marce indietro a cui siamo sottoposti. Ti svegli la mattina e scopri che è arrivata la stangata sulle auto aziendali, poi Renzi dice che non la vuole, allora dal 100% si comincia a dire che la tassa aumenta ma meno del previsto. Poi esce un sondaggio che massacra i partiti di Governo e la tassa sparisce. Guardi i programmi di politica in tv e senti Di Maio dire che la tassa sulla plastica è una "scossa culturale", poi cambi canale e trovi il Governatore dell'Emilia, Bonaccini, Pd, che si gioca la rielezione nelle tanto attese regionali di gennaio, dire che non va bene dato che sarebbe un danno per le aziende della sua regione. Insomma, tutto ed il contrario di tutto. Con due sole certezze.

La prima è che questa manovra, quale sarà alla fine, sarà piena di nuove tasse e non è per nulla quello che serve a questo paese. La seconda è che sapevamo benissimo fin dall'inizio che sarebbe stata così. Perché la manovra economica è figlia, è specchio, della maggioranza di Governo. 

Un'alleanza nata per caso, senza uno scopo, una visione comune, tra due partiti che si sono odiati (e si odiano ancora) ma uniti dalla paure di nuove elezioni, che li relegherebbe all'opposizione. Una maggioranza debole, fragile, falsa; come la sua manovra.

Chi paga tutto questo? Noi tutti, di tasca nostra.

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