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La Consulta dice sì al referendum sulle trivellazioni

Dopo la dichiarazione di ammissibilità della Cassazione, la Corte Costituzionale dà il via libera alla consultazione sulla durata delle esplorazioni

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Redazione

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La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle: il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate.

A proporlo sono nove Consigli regionali. Questo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione.

I quesiti referendari proposti erano in tutto sei. In un primo tempo l'Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione li aveva accolti tutti. Ma il governo ha introdotto una serie di norme nella legge di Stabilità che hanno messo mano alla materia, ribadendo il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia mare.

La Cassazione ha dovuto quindi nuovamente valutare i referendum e a quel punto ne ha ritenuto ammissibile solo uno, il sesto: il quesito riguarda nello specifico la norma che prevede che i permessi e le concessioni già rilasciati abbiano la "durata della vita utile del giacimento".

Oggi c'è stato l'esame della Corte Costituzionale, che pure ha ritenuto ammissibile solo questo referendum, per l'abrogazione della norma.

In un primo tempo le Regioni promotrici erano dieci, ma nei giorni scorsi l'Abruzzo ha scelto una diversa strategia e ha abbandonato la campagna referendaria.

"Il primo obiettivo, quello della possibilità di effettuare il referendum, è stato raggiunto, ma ora dobbiamo guardare al traguardo decisivo: quello di impedire le trivellazioni nei nostri territori e nel nostro mare e mettere la parola fine a questa spada di Damocle che pende sulle teste di milioni di cittadini e aziende del Veneto e delle altre regioni adriatiche".

Il presidente del Veneto Luca Zaia saluta con soddisfazione l'ammissione da parte della Corte Costituzionale del quesito referendario, proposto da nove Consigli regionali, sulla durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti petroliferi già rilasciate. "Noi continuiamo a opporci con fermezza alle perforatrici che il governo Renzi vuole calare sui nostri territori - rileva Zaia - e a lottare con ogni mezzo contro lo sfruttamento petrolifero dell'Adriatico, che potrebbero provocare enormi danni al nostro ambiente e all'economia turistica costiera. Ora anche i cittadini potranno dire di no a questa sciagura".

"Mi auguro che la paura della coincidenza di questo referendum con quello delle riforme costituzionali non stronchi questa discussione. Certo il governo può fare un'altra norma 'uccidi-referendum'. Mi auguro che a questo punto la eviti, perché la campagna referendaria partita oggi stesso e bisogna evitare che gli italiani pensino che di queste cose non si può discutere nel nostro Paese". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando con i cronisti la decisione della Consulta sul referendum anti-trivelle. (ANSA)



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