Governo: Josefa Idem si è dimessa

Il ministro dello Sport e delle Pari Opportunità ha presentato le sue dimissioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, che le ha accolte

Foto Ansa

"Oggi pomeriggio, nel corso di un incontro a Palazzo Chigi, Josefa Idem, Ministra per le Pari opportunità lo Sport e le Politiche giovanili, ha presentato le sue dimissioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, che le ha accolte''. Lo spiega una nota diffusa dal ministero delle Pari Opportunità.

"Come Ministra" ha affermato Josefa Idem "ho tenuto duro in questi giorni perché in tanti mi avevano detto che questi momenti fanno parte del gioco. La 'persona' Josefa Idem, già da giorni invece, si sarebbe dimessa a causa delle dimensioni mediatiche sproporzionate della vicenda e delle accuse aggressive e violente, nonché degli insulti espressi nei suoi confronti''.
"Quando sono salita dal Presidente Letta avevo già maturato la decisione di dimettermi" ha detto Idem in una dichiarazione "ma ho comunque voluto condividere con lui l'attenta valutazione del quadro venutosi a creare ed esporgli la scarsa rilevanza di quanto imputatomi. Confermo quindi le mie dimissioni, augurando buon lavoro al Presidente del Consiglio Enrico Letta al quale rinnovo la mia piu' profonda stima".

La vicenda che riguarda il ministro Josefa Idem è nata sulla base delle inchieste della stampa locale, poi portate in Comune da un'interpellanza presentata al sindaco di Ravenna dal Pdl, sulla quale il Comune ha fatto delle verifiche confermando che le accuse mosse non erano infondate.
Josefa Idem sarebbe accusata di aver indicato la propria residenza in una palestra della frazione ravennate Santerno, a poca distanza dalla casa del marito che, quindi, risultava residente da un'altra parte.

Questo escamotage ha permesso di non pagare l'Ici dal 2008 al 2011, fruendo dell'esenzione per la prima casa prevista dalla legge. Il 5 giugno scorso la Idem ha avuto un ''ravvedimento operoso'', versando all'Agenzia comunale delle entrate quanto dovuto. Peraltro, nella palestra, c'è anche un'ipotesi di abuso edilizio: l'edificio in questione, infatti, sarebbe stato interamente accatastato come abitazione, mentre al piano terra è adibito a palestra, la Jajo Gym. Il Comune avrebbe accertato la ''realizzazione di opere in assenza di titolo in corrispondenza ad edificio adibito a civile abitazione''. Sarebbero emerse irregolarità relative a varie parti della struttura, ma soprattutto non ci sarebbe la richiesta di conformità edilizia e agibilità.
Il Comune, attraverso la polizia municipale, ha trasmesso gli atti alla Procura. L'ultima grana è relativa al pagamento dei contributi pensionistici per il periodo di 11 mesi (fra il 2006 e il 2007) in cui la Idem è stata assessore comunale. Secondo un'altra interpellanza in consiglio comunale l'olimpionica sarebbe stata assunta "virtualmente", per dieci giornate di lavoro, dall'associazione Kajak presieduta dal marito. Questo avrebbe consentito di farle prendere l'aspettativa e iscrivere a carico del Comune i contributi pensionistici.

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