Il ruolo del Pd nella formazione del Governo

Per ora il partito del 18% si riposa, e si gode lo spettacolo dei due litiganti. In attesa di capire come giocare

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Matteo Salvini con Matteo Renzi in Parlamento - 24 marzo 2018 – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Sara Dellabella

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Il Pd rimane ad osservare. Per ora sembra questa la linea che i dem stanno seguendo in queste prime fasi di legislatura, rispettando l'indicazione dell'ex segretario Matteo Renzi di essere forza di opposizione al governo che verrà, sempre che siano Di Maio o Salvini i futuri premier.

Per ora la partita con il Movimento 5 stelle si gioca sulle poltrone spettanti all'opposizione e se i grillini sono pronti a cedere una vicepresidenza delle Camere, lo sono molto meno per quanto riguarda la figura dei Questori, figure chiave negli uffici di Presidenza, chiamati a garantire l'ordine attraverso gli assistenti parlamentari, regolare il buon andamento dei due rami del Parlamento e soprattutto stilare il bilancio interno, ovvero tutte le convenzioni e gli appalti.

Per ora però, gli occhi del Nazareno rimangono puntati sul Quirinale dove a partire dal 3 aprile sfileranno tutte le delegazioni dei partiti per il primo giro di consultazioni. Se lo stallo che si è creato nelle ultime ore tra Di Maio e Salvini non dovesse essere superato, è evidente che il Capo dello Stato potrebbe richiamare tutti i partiti alla responsabilità, come ha già fatto nei giorni scorsi, e indicare un nome di garanzia in grado di trascinare fuori dal pantano tutte le forze politiche.

Nelle prossime settimane a Bruxelles aspettano il documento di Economia e Finanza per valutare la stabilità economica dei nostri conti e inviare le note relative. Sono passaggi delicati che in questa prima fase continueranno a gestire Gentiloni e Padoan, ma è evidente che la programmazione finanziaria spetta ad un esecutivo con pieni poteri.

Renzi ha detto che rimarrà zitto per due anni, ma solo ieri è riuscito ad imporre due capigruppo a lui molto vicini, Graziano Delrio e Andrea Marcucci. Il primo è stimato anche tra i grillini, il secondo è considerato un fedelissimo della Boschi. È evidente che se si desse il via ad un governo del Presidente, Renzi uscirebbe immediatamente dal suo silenzio per rivendicare un ruolo attivo dei dem. È solo questione di tempo, per ora il partito del 18 per cento si riposa e si gode lo spettacolo dei “due litiganti” perchè tanto si sa come va a finire. Lo insegna il proverbio.

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