Politica

Gli storici incontri tra i leader di maggioranza e opposizione

Da De Gasperi e Togliatti a Moro e Berlinguer, i precedenti vertici tra i leader degli opposti schieramenti

In questa immagine del 28 giugno 1977, vertice tra il Partito Comunista Italiano e la Democrazia Cristiana. Una stretta di mano tra il segretario del PCI, Enrico Berlinguer, e il presidente della DC, Aldo Moro. Alle spalle, piegato, l'allora esponente comunista Giorgio Napolitano – Credits: Ansa

L’attuale esecutivo lo potremmo definire quello che gli studiosi di politica chiamerebbero gouvernement de comité, si tratta di un governo di comitato dove a prendere determinate decisioni sono due sole persone, in questo caso Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, capi rispettivamente del partito di maggioranza e di quello d’opposizione.

Dal 18 gennaio, giorno in cui è venuto alla luce il famigerato Patto del Nazareno, a oggi i due nemici hanno avuto modo di incontrarsi ufficialmente altre sei volte e, secondo i bene informati, anche qualcuna in più, addirittura in segreto.

De Gasperi e Togliatti
Questo tipo di relazioni tra i leader delle opposte fazioni non deve sconvolgere più di tanto, soprattutto in momenti in cui, il Paese, necessita di trovare una via d’uscita a una crisi sistemica. Tanto per avere un’idea della consuetudine di vertici simili, basta risalire ai tempi del Comitato di Liberazione Nazionale. La data precisa è quella del dell’8 giugno 1944. Due giorni prima gli alleati erano sbarcati sulle coste della Normandia e, in un albergo romano, si incontrano per la prima volta Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti.

Al centro del vertice non c’è l’Italicum ma l’Italia. Bisogna formare il primo Governo della nascente Repubblica. Data l’importanza dell’argomento, l’incontro, naturalmente, si protrae fino a notte fonda in quanto c’era da stabilire anche a chi assegnare i ministeri del primo esecutivo. Terminato il vertice, i partecipanti si rendono conto che fuori c’è il coprifuoco. Bisognava trovare un modo e, soprattutto, il mezzo per tornare a casa. Un giovane comunista esce e, nel buio della notte, riesce a trovare, non si sa come, una jeep. Immediatamente, a fari spenti, torna all’albergo e la consegna a Togliatti. Il Migliore si volta ed esclama “tu dove abiti, De Gasperi?” “Via Bonifacio VIII, presso le mura Vaticane” “Un ottimo indirizzo per il capo dei democratici cristiani”. Sembra una scena da Don Camillo e Peppone ma in quegli anni le cose andavano realmente così.

L’ultima volta che i due si incontreranno avverrà due anni dopo in una sala del Palazzo della Consulta. I rapporti, ormai, si erano deteriorati e De Gasperi aveva deciso che era giunto il momento di escludere i comunisti dal Governo. Da quel giorno i due quando si incrociavano a Montecitorio evitavano anche di guardarsi.

Moro e Berlinguer
Prima di rivedere i leader di maggioranza e opposizione sedersi a uno stesso tavolo, per discutere delle sorti del Paese, bisognerà aspettare addirittura trent’anni. I protagonisti in questo caso saranno Aldo Moro ed Enrico Berlinguer. La data è il 5 maggio 1977 e il luogo la sede del gruppo parlamentare democristiano in via Uffici del Vicario. Sembrava di assistere a uno di quei summit tra le due grandi super potenze USA e URSS; da una parte Kennedy e dall’altra Krusciov con le rispettive delegazioni. Ma, visto il periodo e, fatte le dovute proporzioni, di un vertice vero e proprio e di una certa importanza storica si trattava. Nel salone del direttivo democristiano c’erano da una parte del tavolo, la delegazione comunista con Chiaromonte, Pajetta, Berlinguer, Longo, Perna, e Natta; dall’altra i democristiani con Gaspari, Galloni, Moro, Zaccagnini, Bartolomei e Piccoli.

Erano gli anni del compromesso storico e il Paese non usciva da una guerra, ma ne stava affrontando un’altra altrettanto devastante, il terrorismo. Uscendo Berlinguer dichiarerà “abbiamo constatato la possibilità di convergenze e anche l’esistenza di divergenze”. Erano i tempi del politichese. Purtroppo i due non ebbero modo di vedersi tante altre volte.

Da De Gasperi e Togliatti, a Moro e Berlinguer, per finire con Renzi e Berlusconi, una cosa è certa, i leader dei partiti di maggioranza e opposizione, per tentare di risolvere i problemi del Paese hanno avuto, hanno e avranno bisogno politicamente l’uno dell’altro.

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