Giorgio Gori
Politica

Giorgio Gori, chi è il candidato Pd alle regionali lombarde

Ritratto dell'ex uomo Mediaset ed ex guru della comunicazione di Renzi. Sindaco di Bergamo ora punta alla poltrona di Governatore

Sindaco di Bergamo in carica, Giorgio Gori è il candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il Pd per le elezioni regionali che si terranno il 4 marzo 2018, nello stesso giorno delle elezioni politiche.

Giornalista, big della televisione prestato alla politica, se professionalmente è stato per anni un "uomo Mediaset" vicino al Berlusconi imprenditore, politicamente Gori è un renziano convinto e della prima ora, arma a doppio taglio poco gradita alla sinistra più rossa.

La carriera giornalistica

Bergamasco classe 1960, laureato in architettura, Gori già a 18 anni ha iniziato il percorso giornalistico, prima collabondo con Radio Bergamo - diretta niente meno che da Vittorio Feltri - quindi a L'Eco di Bergamo e poi a Bergamo Oggi. Tra i fregi legati alla sua giovinezza, la cittadinanza onoraria di Frigento, ottenuta nel 2011 per la sua opera di volontariato nel terremoto dell'Irpinia del 1980.

È il 1984 quando Gori passa alla tv ed entra a Rete 4, quando il canale era ancora della Mondadori. Da lì l'ascesa, sotto l'avveduta guida di Carlo Freccero, attuale membro del Cda della Rai. Da subito capo palinsesto di Rete 4, già nell'estate è inserito nella struttura di programmazione della Fininvest di Berlusconi, che ha acquisito la rete. 

L'ascesa in televisione

Nel 1988, a soli 28 anni, Gori diventa responsabile dei palinsesti delle tre reti Fininvest. Eccolo poi prima direttore di Canale 5 nel 1991, quindi direttore di Italia 1 nel 1997, poi di nuovo di Canale 5 nel 1999 (nel 1996 Fininvest ha scorporato le reti televisive in Mediaset).

Nel 2001 una nuova svolta professionale: Gori è tra i fondatori della casa di produzione televisiva Magnolia, la mamma di format televisivi di intrattenimento o di informazione come l'Isola dei famosi, Piazzapulita, L'eredità, Pechino Express. 

Nel 2012, con la scelta di scendere in politica, Gori lascia ogni incarico nella società. 

Il passaggio in politica

Iscritto al Partito democratico di Bergamo da fine 2011, nel 2012 Giorgio Gori ha curato la comunicazione di Matteo Renzi, il rottamatore, all'epoca ancora sindaco di Firenze ma lanciatissimo verso mire di più ampio respiro. C'è Gori tra le menti dietro la seconda edizione del "Big Bang" tenutosi nel giugno 2012, sulla scia della Leopolda, per proporre un nuovo modello di Pd e di Italia.

Il primo tentativo di metterci direttamente la faccia non va a segno: candidatosi nel dicembre 2012 alle primarie Pd per il Senato, nel collegio di Bergamo, Gori non viene eletto. Va però meglio due anni dopo: nonostante le resistenze dei fedeli di Civati, Gori si candida a sindaco di Bergamo alle comunali del 2014. Vince con il 58,53% delle preferenze.

Ricalcando la sua ascesa nel mondo della tv, ora Gori alza di nuovo la posta in gioco: dopo aver dichiarato a giugno 2017 di volersi candidare come governatore della Lombardia, a ottobre 2017 ottiene il benestare per essere ufficialmente il candidato per il centrosinistra per le regionali lombarde.

Cosa dice di lui la moglie Cristina Parodi

Sposatosi una prima volta a 25 anni, Gori si è unito in seconde nozze nel 1995 con la giornalista e conduttrice tv Cristina Parodi, il volto de La vita in diretta, con cui ha avuto tre figli. 

Già in occasione della sfida come sindaco, Cristina ha parlato del marito come un uomo determinato e competitivo: "Vuole sempre vincere, anche se gioca a tennis con i figli o a trivial pursuit".

Recentemente la moglie ha affermato di essere una sua consigliera politica: "Ci confrontiamo spesso. Giorgio mi chiede consigli. Lo fa volentieri perché a differenza di me che sono istintiva, lui è molto più razionale e riflessivo. Sa bene quanto sia oggettiva, e per questo fa tesoro dei miei pareri".


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