"Che fai, mi cacci? " Fitto affronta Berlusconi come Fini nel 2011

Davanti all'ultimatum del Cavaliere, l'europarlamentare si prepara alla battaglia interna, con una quarantina di fedelissimi

Berlusconi-Fitto

Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto in una foto del 2011. – Credits: MARIO DE RENZIS/ANSA

Redazione

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"Che fai mi cacci?": cinque anni dopo, Raffaele Fitto come Gianfranco Fini. L'europarlamentare che continua a martellare su Berlusconi dovrebbe fare tesoro dell'epilogo di quella esperienza, perché alla fine l'ex presidente della Camera fu effettivamente "espulso" (per volontà del Cavaliere) dal Pdl. È passata alla storia politica quasi come "il dado è tratto" (il senso è quello) la frase pronunciata con voce tonante da Gianfranco Fini che con l'indice puntato come una pistola verso Silvio Berlusconi decise che era giunto il momento della resa dei conti.

È una storia che Raffaele Fitto conosce benissimo, perché allora c'era anche lui. Eppure, incurante della furia del Cavaliere l'europarlamentare continua a rimbeccarlo. E oggi a fronte dell'ultimatum lanciato da Berlusconi, che gli ha dato i classici 8 giorni per rinsavire, Fitto che forse non aspettava altro, ha ribattuto: "Che fai, mi cacci perché avevo ragione?".

I parlamentari e l'ultimatum

"Espulsione da Forza Italia? Non ci sono le basi ma soprattutto non ci sono i motivi". La reazione della pattuglia di parlamentari "fittiani", poco meno di una quarantina tra Camera e Senato, non sembra particolarmente spaventata dall'ultimatum rivoltogli da Silvio Berlusconi.

Ma, soprattutto, il gruppo dell'ex governatore della Puglia non ha alcuna intenzione di lasciare il partito. E si prepara alla battaglia interna puntando anche ad un rafforzamento delle proprie "truppe". Raffaele Fitto in una nota ufficiale parte da un presupposto: nello statuto di Forza Italia mancano gli estremi per decretare le espulsioni. La questione, in ogni caso, non è regolamentare: Fitto chiede un "azzeramento dei vertici del partito dopo il fallimento del patto del Nazareno" e, quindi, un "reale" spostamento di Forza Italia all'opposizione del governo di Matteo Renzi. In sintesi, la testa di Denis Verdini e "nessun inciucio" con il Pd.

La prova del nove

La prova del nove della rinnovata compattezza del partito o del suo sfaldamento saranno le votazioni di questi giorni al ddl riforme: FI è arrivata scomposta al voto. Si vedrà se l'intervento di Berlusconi sarà riuscito a portare unione di intenti tra le varie anime.

Il Cavaliere è consapevole del problema e, non a caso, ha proposto che i parlamentari azzurri si riuniscano il lunedi' con i propri capigruppo per valutare le votazioni in programma nella settimana. Fitto prosegue per la sua strada. Già domani l'ex ministro rientrerà da Strasburgo a Roma. Il 21 febbraio terrà la convention dei "ricostruttori" di Fi ma sta gia' lavorando ad una serie di incontri in tutta Italia. Non e' escluso che nei prossimi giorni possa vedersi con Berlusconi per un chiarimento. I "fittiani", intanto, sperano anche di allargare la propria compagine. "Alla riunione di oggi - sottolineano - non eravamo gli unici assenti. Una decina di colleghi potrebbe raggiungerci". E in Forza Italia partono i controlli incrociati per verificare chi sarebbe pronto a "tradire". (Ansa)

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