Elezioni in Toscana: il possibile exploit della Lega

Dopo il clamoroso successo del novembre scorso nella gemella Emilia Romagna, il Carroccio punta a diventare anche qui il secondo partito

borghi-salvini

Matteo Salvini durante il convegno con Claudio Borghi a Barberino del Mugello (Firenze). 26 febbraio 2015. – Credits: ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

Claudia Daconto

-

Sarà perché l'annunciata vittoria con percentuali bulgare di Enrico Rossi ha spento da subito ogni interesse, sarà perché le altre forze politiche non sono state in grado di mettere in campo un'alternativa credibile al Pd, ma quelle in Toscana sono le Regionali che hanno appassionato di meno. Contro il governatore dem uscente, il centrodestra si è presentato diviso: la Lega ha trovato in Claudio Borghi il suo candidato, Forza Italia ha scelto Stefano Mugnai, Ncd-Udc Giovanni Lamioni.


LEGGI ANCHE: Elezioni Liguria: la sfida più aperta LEGGI ANCHE: Elezioni Veneto: per Zaia vittoria (quasi) assicurata LEGGI ANCHE: Elezioni nelle Marche: Pd contro ex Pd LEGGI ANCHE: Elezioni in Umbria: Marini (Pd) verso la riconferma LEGGI ANCHE: Elezioni in Campania: gli "impresentabili" e De Luca LEGGI ANCHE: Elezioni in Puglia: Fitto alla prova senza Forza Italia

Eppure gli elementi di interesse per queste regionali toscane non mancano: intanto perché sarà un primo test per l'Italicum visto che il sistema elettorale toscano, il cosiddetto Toscanellum, è praticamente un Italicum su scala ridotta con premio di maggioranza e ballottaggio se nessuno raggiunge il 40%. Poi perché sarà interessante scoprire se il Pd riuscirà a replicare i fasti elettorali di un anno fa quando alle Europee di maggio in alcuni comuni sfiorò addirittura il 70%; e infine perché proprio qua, nella rossa Toscana, la vera sorpresa potrebbe essere la Lega. La scommessa del leader del Carroccio è replicare l'exploit registrato in Emilia Romagna nel novembre scorso quando fu sfiorato il 20% e Forza Italia finì doppiata. Se il miracolo dovesse riuscirgli anche in Toscana, nella regione governata da un non renziano come Enrico Rossi e dove nel 2010 la Lega già raccolse il 6,48%, l'ambizione di Salvini di essere riconosciuto come l'unico leader politico in grado di contendere lo scettro a Matteo Renzi sarebbe pienamente giustificata.

I candidati: Rossi, Borghi, Mugnai, Giannarelli, Lamioni, Fattori

Eletto già nel 2010 presidente della Toscana con quasi il 60% dei consensi, Enrico Rossi, 57 anni, laureato in filosofia e cronista de Il Tirreno in gioventù, inizia la sua attività politica con il Pci- Sindaco di Pontedera negli anni '90, consigliere e assessore regionale in quelli 2000. Negli ultimi 5 anni alla guida della Regione ha operato una massiccia spending review: il suo stipendio e quelli di assessori e consiglieri regionali sono i più bassi d'Italia; le auto blu sono state vendute e tutti viaggiano in treno o in economy e dalla prossima legislatura niente più vitalizi. Si è sempre definito un “comunista democratico”.

Claudio Borghi, milanese doc, appassionato di arte, già docente a contratto all’Università Cattolica di Milano, ex editorialista de il Giornale, è il candidato della Lega Nord di cui oggi è responsabile economico e alfiere della battaglia per l'uscita dall'euro. Ha iniziato la sua carriera come fattorino, circostanza fieramente rivendicata. Aver fatto presenza fissa al fianco di Matteo Salvini durante la campagna per le Europee del 2014 non è bastato però a strappare un seggio a Bruxelles. Tra le iniziative che hanno contraddistinto la sua corsa per le regionali, il rilancio della bandiera toscana del 1848 e l'annuncio di un Comitato di liberazione nazionale contro Renzi che nelle sue intenzioni dovrebbe coinvolgere pure il Movimento 5 Stelle.

Consigliere regionale uscente, Stefano Mugnai, 46 anni, è il candidato di Forza Italia nonostante Denis Verdini che gli avrebbe preferito il suo protetto Tommaso Villa sebbene lo stesso Mugnai sia stato in passato un verdiniano. Non a caso è un aretino dopo che per tre volte consecutive, nelle tornate precedenti, era stato scelto un grossetano. La campagna elettorale gli ha fatto perdere 4 kg riportandolo al peso di quando aveva 27 anni e giocava in porta. Gli piacciono i Simpson e i Cccp ma nell'89 andò a Berlino a festeggiare la caduta del Muro per non passare per comunista.

Nato a Carrara 36 anni fa, Giacomo Giannarelli è il candidato con cui il Movimento 5 Stelle tenterà di strappare il secondo posto alla Lega. Laureato in scienze politiche con una tesi sulla decrescita felice, di professione consulente energetico, nel 2006 ha attivato il primo meetup della sua città.

Presidente della Camera di commercio di Grosseto nonché vicepresidente nazionale di Unioncamere, imprenditore che ha fatto della promozione del brand della ‘Maremma’ una missione, Giovanni Lamioni corre come aspirante governatore con “Passione per la Toscana”, la coalizione centrista formata da liste civiche, Ndc e Udc alla quale Lamioni ambisce dare respiro nazionale trasformandola in “Passione per l'Italia”. Per riuscirci dovrà prima però almeno superare la soglia minima del 5% imposta alle liste non coalizzate dalla nuova legge regionale per entrare in Consiglio. Tifoso sfegatato della Fiorentina, ha una sua squadra di calcio a 5.

Tommaso Fattori è il candidato “no Pd” di Sì Toscana a sinistra. Il suo impegno in politica inizia nel movimento studentesco. Organizzatore del primo Forum Sociale Europeo e portavoce del Social Forum di Firenze nel 2002, è stato protagonista delle battaglie per l'acqua pubblica e promotore del referendum del 2011. Nel 2014 si è candidato alle Europee con l'Altra Europa con Tsipras ottenendo 10.055 preferenze. Non ama il telefono e la macchina ma indossa pantaloni di velluto anche con le alte temperature.

I sondaggi

Secondo gli ultimi sondaggi il Partito Democratico si troverebbe in netto vantaggio rispetto agli altri partiti, con il 49% dei consensi, contro il 15 del Movimento 5 Stelle, il 12 della Lega Nord e il 10 di Sì Toscana a Sinistra.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Elezioni regionali 2015: le cose da sapere

Dove si vota, chi sono i candidati, cosa dicono i sondaggi

Commenti