Politica

Elezioni anticipate: la storia

Quando è perché nella storia della Repubblica si è tornati alle urne dopo una crisi di governo

Attacco Londra: bandiere a mezz'asta a Palazzo Chigi

Barbara Massaro

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In questi giorni di Crisi di Governo in molti vedono con terrore il ricorso a elezioni anticipate. Un ritorno alle urne visto come un errore, uno spreco di denaro pubblico, uno sbaglio. Eppure non è la prima volta che nella storia politica della Repubblica italiana il Presidente della Repubblica si vede costretto a chiedere il voto agli italiani prima della normale fine della legislatura. Ecco, caso per caso, cosa successe nella storia delle elezioni anticipate.

1972

A cadere fu il Governo Colombo a causa della mancanza di appoggio politico dei socialisti. Il clima politico era quello del terrorismo nero post Golpe Borghese e la mancanza di sintonia della sinistra nel gestire la strategia della tensione  mandò in crisi il Governo.

La scelta del Presidente della Repubblica Leone di sciogliere le Camere e quindi tornare al voto portò al successo della DC. Primo Presidente del Consiglio della quarta legislatura (e del ventottesimo governo italiano) fu nominato Giulio Andreotti. 

1976

Siamo dentro la settima legislatura, la più breve, durata due anni e 11 mesi. Il 21 giugno 1976 gli italiani furono chiamati alle urne dopo che il Presidente Leone aveva sciolto le Camere. Eravamo nel pieno degli anni di piombo, del terrorismo delle Br, e l'instabilità sociale si riversava sugli equilibri parlamentari. Proprio alla vigilia delle elezioni del 1976 venne ucciso il procuratore generale di Genova Francesco Coco assieme ai due agenti della scorta.

Le elezioni furono segnate dal grande balzo in avanti del Partito Comunista Italiano guidato da Enrico Berlinguer, che spianò la strada al compromesso storico con la Democrazia Cristiana. 

1979

Toccò invece al Presidente Pertini firmare il decreto di scioglimento della settima legislatura, il 2 aprile 1979, dopo la crisi del quinto governo Andreotti, un tripartito Dc-Pri-Psdi istituito dopo il fallimento del compromesso storico e l'omicidio di Aldo Moro.

Dopo l'uccisione del Presidente della Dc i rapporti tra democristiani e comunisti peggiorarono e il Governo di unità nazionale guidato da Giulio Andreotti andò in crisi per l'insistenza comunista di voler occupare le più alte cariche istituzionali.

Fu lo stesso Andreotti a presiedere il governo di transizione Dd-Pri-Psdi che non ottenne la fiducia delle Camere e portò il Presidente Pertini a sciogliere il Parlamento e a indire nuove elezioni dalle quali uscì vincente (anche se in calo) la Dc.

1983

Dopo il fallimento del compromesso storico e la diminuzione progressiva del peso politico del Pci gli anni '80 sono stati caratterizzati dal cosidetto pentapartito che raggruppava tutti i principali gruppi parlamentari di centro destra ad eccezione dei missini, dei radicali e dei comunisti.

A cadere nel 1983 fu il Governo presieduto da Amintore Fanfani cui venne meno l'appoggio dei socialisti guidati da Bettino Craxi. A sciogliere le Camere fu ancora una volta il Presidente Sandro Pertini e dalle elezioni del giugno 1983 uscì vincitrice ancora una volta la Democrazia Cristiana.

1987

Le elezioni anticipate del giugno 1987 arrivarono dopo il doppio fallimento di due Governi guidati da Bettino Craxi fautore del cosiddetto patto della staffetta con Ciriaco De Mita che avrebbe previsto l'alternanza a Palazzo Chigi di un socialista e un democristiano ad anni alterni. Le elezioni del 1987 avviarono il processo che portò alla fine della cosiddetta Repubblica dei partiti. Le Camere furono sciolte dal Presidente Cossiga.

1994

Si tratta delle elezioni da cui nacque la Seconda RepubblicaPer la prima volta dal 1948 gli italiani si recano alle urne in un contesto inedito caratterizzato da nuovi partiti, nuovi leader e nuove alleanze che andarono a rimpiazzare il vecchio sistema politico collassato sotto il peso dello scandalo di Tangentopoli.

E' l'anno della nascita di Forza Italia (26 gennaio) e della discesa in campo di Silvio Berlusconi che raccolse tutte le forze democratiche di centro destra deluse dalla debacle del vecchio sistema politico marcio e corrotto.

Il 1994 fu anche l'anno della fine della Dc e della nascita del Partito Popolare Italiano guidato da Mino Martinazzoli (maggioranza) e al Centro Cristiano Democratico di Pier Ferdinando Casini (minoranza). I grandi partiti di massa sono finiti.

Il risultato dirompente portò alla vittoria del Polo delle Libertà, alleanza formata da Forza Italia (Berlusconi) Alleanza Nazionale (Fini) e Lega Nord (Bossi) e al giuramento del primo Governo Berlusconi.

1996

Due anni dopo gli italiani vennero di nuovo chiamati alle urne e il 1996 fu l'anno delle elezioni caratterizzate dal cosiddetto bipolarismo: da una parte centrodestra, dall'altra centrosinistra. 

Come nel 1994, anche nel 1996 la campagna elettorale fu segnata dalle inchieste giudiziarie che coinvolgevano la politica e, questa volta, ad aver la meglio fu la coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi che ottenne l'incarico di formare il governo.

2008

Nella storia della Repubblica l'ultima volta che si tornò a votare anticipatamente fu nel 2008 e dalle urne uscì la precisa volontà di confermare Silvio Berlusconi alla guida del Paese.

Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana i due principali partiti della sinistra - socialisti e comunisti - non sedetteto in Parlamento e nella coalizione vincente, quella di centrodestra, spiccò la netta crescita di consensi dell'allora Lega Nord.

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