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Decreto banche: scontro aperto tra M5S e la Boschi

Alla mozione di sfiducia fa seguito un duro attacco di Di Maio in Tv. In campo anche la madre del ministro: "Mai preso un euro"

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Redazione

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Ospite di Lilli Gruber al programma televisivo "Otto e mezzo" su La7, il vicepresidente della Camera ed esponente del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha di nuovo attaccato il ministro Boschi, già oggetto di una mozione di sfiducia presentata dallo stesso M5S riguardo a un conflitto di interessi rispetto al recente decreto banche.

L'accusa dei Cinque Stelle
"Si è verificato un conflitto di interesse enorme nell'ultimo anno, perché tre decreti del Governo intervengono sulla banca della famiglia Boschi", ha affermato Di Maio: "il primo intervento era quello sulle banche popolari che ha fatto schizzare il valore delle azioni, il secondo - che ha salvato la banca dal fallimento - ha azzerato i risparmi di migliaia di persone e il terzo salva il padre del ministro Boschi da ogni responsabilità, perché la Banca di Italia è in conflitto di interesse in questa vicenda ed è improbabile che vorrà fare un'azione di responsabilità contro un banchiere coinvolto. Se questa situazione fosse normata con una legge sul conflitto di interessi, non ci sarebbero azioni e parenti di un ministro in quella banca o non ci sarebbe il ministro".

Di Maio, dopo aver criticato anche Banca d'Italia e Consob ("in questa vicenda sono stati troppo assenti"), ha poi anche così spiegato la scelta del M5S di presentare in Parlamento la mozione di sfiducia nei confronti della Boschi: "E' una prova dei fatti per tutti quelli che dicevano che il conflitto di interessi fosse un problema di questo paese quando c'era Berlusconi e oggi negano che ci sia un conflitto di interessi in questa vicenda".

La replica del ministro
Ovviamente indispettita dall'attacco, il ministro Boschi ha però evitato qualsiasi polemica con l'opposizione: "Discuteremo in Aula, voteremo, poi vedremo chi ha la maggioranza", è stata infatti la sua lapidaria risposta ai giornalisti a Montecitorio.

Intanto, la richiesta di sfiducia avanzata dal M5S ha trovato una sponda anche da parte di Lega Nord e Forza Italia, con la mozione depositata dai "grillini" che basa l'accusa nei confronti della Boschi principalmente sul fatto che "il ministro Boschi, così come indicato nella dichiarazione patrimoniale pubblicata sul sito del Consiglio dei Ministri, possedeva circa 1.500 azioni" della Banca Etruria interessata dal cosiddetto decreto Salva Banche e che "il padre del ministro, Pier Luigi Boschi, e il fratello Emanuele Boschi, hanno avuto rapporti professionali e di dipendenza con la suddetta Banca".

In attesa della data del voto sulla mozione di sfiducia, che sarà decisa in una riunione dei capigruppo della Camera, governo e maggioranza hanno comunque già fatto quadrato intorno alla figura del ministro. "C'e' chi urla e chi sbraita e chi porta a casa i risultati", è stato il commento sulla vicenda del premier Renzi, che si è poi detto sicuro che "il governo non ha scheletri negli armadi".

La difesa della mamma
A difendere il ministro arrivano poi anche le parole della madre, Stefania Agresti: "Avrete delle sorprese. Per fortuna c'è un'inchiesta, ci sono le carte e da quelle carte, vedrete, la verità verrà fuori. E la verità è che noi, in primis mio marito, non abbiamo mai preso un euro dalla banca. Altro che finanziamenti alle nostre attività!".
La madre del ministro ha poi rivelato che la figlia "è stanca, turbata, soprattutto perché vede soffrire noi. Le ho fatto coraggio, le ho scritto: tu devi andare avanti, noi siamo qui, non ti preoccupare".

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