Conte con le dirette Facebook si è mangiato il blog di Grillo
(Ivan Romano, Getty Images)
Conte con le dirette Facebook si è mangiato il blog di Grillo
Politica

Conte con le dirette Facebook si è mangiato il blog di Grillo

Rubrica "The Lob"

15 anni dopo, è ancora lì. Parla di traghetti elettrici, di intelligenze artificiali, di progetti ecosostenibili, di reddito universale. Ma tutto a nostra insaputa. Sono andato a farmi un giro sul Blog di Beppe Grillo.

E mi sono sentito come quando girovagavo su Second Life per curiosità dopo la sua caduta: quel mondo virtuale, un tempo popolarissimo e destinato a cambiare il web, è stato ormai abbandonato da tutti, diventando un paese vuoto e spettrale.

Il blog di Beppe Grillo è quasi quella cosa lì. Nacque il 26 gennaio 2005, con una dichiarazione potentissima. "Sono un partigiano della terza guerra mondiale, quella dell'informazione". Grillo stesso raccontò: "Il primo giorno ho scritto una roba. e poi son stato lì tutta la notte, aspettando che qualcuno mi rispondesse. e i miei figli mi dicevano: 'Papino, vieni via, stai fissando lo schermo…'. Perché non mi rispondeva nessuno. Al mattino "tin!": la prima risposta. Il mio vicino di casa che mi vedeva tutti i giorni e mi ha scritto un messaggio d'augurio: 'Che cazzo fai? ti sei montato la testa?'".

Fu l'inizio, comunque la si valuti politicamente, di una delle avventure digitali più clamorose della storia di internet mondiale. Da quel blog Grillo (supportato da Gianroberto Casaleggio) iniziò a raccontare la sua visione del mondo (sull'informazione, l'ecologia, i trasporti, l'economia); a creare una community fortissima, che ogni pomeriggio si ritrovava lì per commentare il post quotidiano; a scatenare le mobilitazioni di piazza (il V-Day); a teorizzare e coordinare quello che sarà il futuro Movimento 5 Stelle. Nel periodo di massima popolarità, circa 2008, Beppegrillo.it conta quasi mezzo milione di utenti al giorno, ottavo blog più letto al mondo.

Ma col tempo, forse giustamente, il fulcro della comunicazione dei 5 Stelle (che più di ogni altro partito coincideva col fulcro delle decisioni politiche) si è spostata altrove. È sbarcata sulle pagine social (quella del Movimento conta 1,5 milioni di fan su Facebook), poi sul sito ufficiale del Movimento 5 Stelle, infine sulle pagine social dei singoli politici: prima Luigi Di Maio (2,3 milioni di fan), poi Alessandro Di Battista (1,5 milioni) e ora Giuseppe Conte, il cui profilo Facebook è diventato l'hub della comunicazione di Palazzo Chigi durante la quarantena. Nel giro di 3 mesi ha più che raddoppiato i suoi fan, arrivando a contarne oltre 3,2 milioni. La pagina Facebook di Grillo? Conta appena 1,9 milioni di fan (spesso arrivati in tempi di maggiore fama) e nessuna sostanziale rilevanza come spazio di discussione interno.

Conscio di quel declino di popolarità web, dopo la morte di Gianroberto Casaleggio Grillo ha sancito definitivamente la rottura, sganciando completamente il suo blog dal Movimento: "Voglio andare avanti tornando al blog come era" aveva spiegato. "Andrò in cerca di folli, di artisti, sono stufo delle opinioni". Ci è andato, alla ricerca di nuovi contenuti, ma a insaputa di molti. Oggi quello che è stato il blog italiano più popolare nel mondo è la pallida replica di qualcosa che fu. Una stanca rassegna di opinioni intelligenti ma sparse su vari aspetti del mondo. Forse troppo futuristiche, forse impacchettate in maniera non più sensuale, forse ospitate in un mezzo (il blog) ormai antiquato nell'era dei social e delle pagine Instagram. Nei suoi editoriali settimanali, ironizzando sui giornalisti che negli anni scorsi speculavano sul suo potere all'interno del Movimento, Grillo si congeda ancora chiamandosi "L'elevato". Forse può cambiare soprannome.

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