Politica

Belpietro: "Quello di Malta sui migranti non è un accordo"

Il direttore di Panorama commenta il "presunto" accordo sui migranti. promesse già sentite dall'Europa e mai diventate realtà

Lamorgese

Clima, Renzi, migranti. I principali temi della politica e della cronaca attuale sono state al centro di Stasera Italia e Quinta Colonna, le due trasmissioni di politica di Rete4 nelle quali ha partecipato il direttore di Panorama, Maurizio Belpietro. Su tutto il presunto accordo chiuso in giornata a Malta tra i ministri degli Interni dei paesi interessati alla questione migranti e con base ancora "volontaria".

Migranti

L’accordo di Malta non è un accordo, é un po’ di fumo che viene gettato negli occhi della gente. Quante volte abbiamo sentito in questi anni che c’era un accordo con l’Europa per la distribuzione dei migranti? Quante volte, da Renzi ad altri, hanno annunciato vertici in cui Francia e Germania avevano capito il problema e promesso di aiutarci. Salvo poi scoprire, che il tanto amico Macron i migranti li ferma alla frontiera di Ventimiglia e addirittura a Gendarmeria prendeva alcuni migranti e, sconfinando nel nostro paese, li riportava in Italia.  I rimpatri sono difficili ma dobbiamo ricordare che c’è un paese in Europa, la Germania che i rimpatri li fa sedando i migranti ed un altro paese, la Turchia che ha bloccato i flussi migratori dalla rotta balcanica grazie ai miliardi pagati dall’Europa.

Clima

In tutto il mondo ci sono paesi che inquinano: la Cina, l’India non tagliano emissioni e l’attività delle aziende ed il risultato è che continuano a fare quello che vogliono; la verità è che l’Europa incide minimamente sul clima eppure continua a massacrarsi e a comportarsi da masochista. Gl Usa da questi meeting sul clima dell’Onu se ne vanno, la Cina se ne va e a noi propiniamo quello che da anni i catastrofisti raccontano.

Renzi

Italia viva nasce per sedersi al tavolo delle nomine. Non c’è solo Zingaretti e Di Maio a poter e dover decidere: le poltrone di Enel, Eni, Leonardo, Terna, Finmeccanica. Nell’intervista a Repubblica parla espressamente di questo. Rivendica le sue nomine del passato e mette bocca su una questione importantissima, le strategie delle grandi aziende pubbliche di oggi e del futuro. Dove va Renzi mettendo le mani sulle grandi aziende dello Stato?

Renzi sta cercando di ridisegnare come fece allora quando decapitò i centri di potere el paese. Il risultato è che uno che non è mai stato eletto aveva in mano il paese ed è quello che oggi con il 4% sta cercando di ripetere con una operazione a dir poco spregiudicata.

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