P. Pelino: «Renzi non rispetterà il cronoprogramma sul Senato»
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P. Pelino: «Renzi non rispetterà il cronoprogramma sul Senato»
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P. Pelino: «Renzi non rispetterà il cronoprogramma sul Senato»

«Matteo Renzi ce la farà ad avere la riforma del Senato entro il 25 maggio? La vedo dura, c’è bisogno di discutere ancora. Forza Italia ha già una sua proposta di legge che prevede una parte del Senato elettiva e poi c’è il ddl di Vannino Chiti. Noi rispettiamo i patti del Nazareno, che però mettevano al primo posto la riforma elettorale…».

Parla Paola Pelino, vicecapogruppo degli azzurri a Palazzo Madama in una giornata in cui le cronache dei giornali  annunciano altre fuoriuscite dal gruppo.

Senatrice Pelino, allora è vero che dopo l’addio di Paolo Bonaiuti e i distinguo di Sandro Bondi, altri vorrebbero lasciare la nave in difficoltà?

«Non mi risultano né fronde, né fuoriuscite, Bondi ha esposto un suo pensiero che è stato strumentalizzato, lui ha già chiarito che Forza Italia non l’abbandonerà mai…».

Certo, non è apparso molto elegante o coraggioso criticare la linea politica  a pochi minuti dalla firma da parte di Berlusconi delle norme in base alle quali sconterà la pena relativa alla condanna Mediaset. Non le pare?

«Che non si sia voluto considerare le restrizioni giudiziarie e lo stato d’animo del presidente è fuor di dubbio. Quindi, l’intervento di Bondi è apparso fuori tempo. Ma al di là di questo confido nella serietà assoluta di Bondi, persona che stimo».

Il «Corriere della sera» ha riportato gossip secondo i quali la polemica sarebbe nata dal fatto che la senatrice Manuela Repetti, compagna di Bondi, non abbia ottenuto il posto di portavoce lasciato libero da Bonaiuti ed ora occupato da Deborah Bergamini. È così?

«Io di questo non so nulla».

Ma quello che colpisce è che le critiche e i mal di pancia dei singoli non tengono conto della notizia principale e cioè del fatto che il vero leader dell’opposizione è ai servizi sociali, fatto inedito nel mondo occidentale. Insomma, accade un terremoto, e invece c’è chi sta pensando di salvare un soprammobile. Non le pare?

«Queste critiche e lamentele appaiono come esternazioni probabilmente fondate su situazioni di malcontento personale».

Berlusconi a «Porta a Porta» è andato giù duro: ha parlato di questioni relative alle poltrone.

«Quando ho parlato di situazioni personali a questo mi riferivo».

Intanto, nel Nuovo centrodestra di Angelino Alfano non sono rose e fiori, c’è gran paura per le europee.

«Pochi giorni fa c’è stata una lettera-documento presentata ad Alfano in cui un certo numero di senatori di Ncd lo accusa di essere venuto meno allo spirito originario del partito. Alfano sminuisce, ma la protesta c’è, eccome».

Berlusconi ha accusato Alfano di averlo lasciato proprio nel momento del bisogno.

«Queste persone alle quali Berlusconi ha dato tutto, un’identità politica vera e propria, nel momento in cui il loro leader si è trovato in difficoltà, hanno invece pensato di restare attaccati alle loro poltrone al governo. E altri nomi importanti del partito come Claudio Scajola o Bonaiuti manifestano le loro lamentele io credo solo per motivi personali».

Berlusconi ha qualcosa da rimproverarsi?

«Sì, quello di essere sempre troppo buono e generoso anche con chi gli fa del male, o peggio lo tradisce».

Il Cav attacca Renzi: «da rottamatore a tassatore». Si è passati dalla linea morbida a quella dura?

«Renzi non solo è un grande tassatore, ma è un abile venditore. Fi sarà molto dura sulle sue misure economiche. Non sono altro che misure di facciata: arriveranno gli 80 euro, ma poi ci sarà anche un’altra scoppola con le tasse».

Berlusconi dice che se si fa prima la riforma del Senato, l’Italicum rischia di essere incostituzionale. Che significa?

«L’Italicum parla di due camere, se tu elimini prima il Senato, è chiaro che c’è il rischio di incostituzionalità. L’Italicum parla ancora di Senato…».

Renzi manterrà il suo impegno con l’approvazione della riforma del Senato entro il 25 maggio?

«Credo di no. Il Pd ha posto paletti seri. Stavolta tanto facile non farà. Aumenta sempre più il numero dei senatori che aderisce al disegno di legge di Vannino Chiti. E Forza Italia ha una sua proposta. Entrambe prevedono che una parte del Senato sia ancora elettiva. Non credo che Renzi possa rispettare il suo cronoprogramma. Bisogna discutere».

Maurizio Lupi di Ncd oggi ha detto: no alle meline. Perché?

«Perché ha paura che salta Renzi e così vanno  a casa anche lui e Alfano».

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