Butcher Babies: le playmate dell'heavy metal - Intervista
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Butcher Babies: le playmate dell'heavy metal - Intervista
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Butcher Babies: le playmate dell'heavy metal - Intervista

Parlano Carla e Heidi: le vocalist più aggressive del mondo (sul palco...)

Di certo si sa che entrambe hanno lavorato per Playboy Channel (radio e tv). E che qualche affinità con il mondo delle playmate ce l'abbiano si intuisce dalla fisicità dirompente che non fanno molto per nascondere. Il loro presente si chiama però Butcher Babies, la metal band di cui sono le frontwomen. Carla Harvey e Heidi Shepherd ce le troviamo di fronte la mattina che precede il loro show milanese. 

Con loro c'è tutta la band. Di buon umore, perché Goliath, l'album di debutto, è entrato al numero 107 della classifica americana. Non male se si considera che il suono della band non è esattamente radio friendly. 

"Per noi" spiega Heidi "la stella polare è Wendy O'Williams, che tutti ricordiamo con i Plasmatics ma anche da solista: lei ha aperto la porta dell'heavy meytal alle donne, è stata la prima. Era straordinaria, non gliene importava niente di quello che dicevano di lei. Ha sempre tirato dritto per la sua strada". 

"Chiariamo subito una cosa" aggiunge Carla. "Noi non siamo mai state spogliarelliste, lavoravamo per la radio e la tv del magazine come presentatrici. Detto questo, io a un certo punto non ce l'ho fatta più a lavorare in un ambito dove contanto solo le dimensioni del tuo seno e il perizoma".

C' è un tono vagamente femminista nell'approccio delle due Butcher ladies: "Avere un approccio sexy on stage non significa necessariamente essere bad girls nella vita" spiega. Il loro obiettivo è passare per delle vere vocalist, non per delle pin up con l'hobbie del canto.

"Una cosa deve essere chiara" dice Heidi "noi cantiamo questo genere di musica perché è il sound che amiamo. Non è che ci siamo svegliate ieri, questa è la musica che ascoltiamo da quando siamo adolescenti. Se fosse una posa saremmo come minimo poco lungimiranti. Se pensassimo in primo battuta ai soldi, ci saremmo buttate sul pop da classifica". 

I smell a massacre, uno dei brani simbolo del gruppo è ispirato al massacro del 2012 nella Sandy Hook Elementary School in Connecticut (27 le vittime, uccise a colpi d'arma da fuoco da Adam Lanza): "Un grido d'allarme" spiega Carla "rivolto ai genitori. Accudire i figli in ogni momento della crescita sta diventando impossibile per molte famiglie. Dove trovi il tempo da dedicare ai ragazzi se per mettere insieme uno stipendio devi fare due o tre lavori diversi. La società americana come l'avevamo conosciuta sta andando a pezzi, la crisi economica mette a dura prova anche i rapporti in casa. E quando gli adolescenti non hanno una guida succedono disastri. Bisogna vigilare".

E di che cosa parla Grim Sleeper? "Di un serial killer afro americano di Los Angeles. Una storia terrificante, ma vera. Il nostro disco parla del mondo in cui viviamo. No, noi non siamo una band da eroi fantasy"

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