Il tradimento di Hollande visto dai francesi

Ai cittadini di Francia non interessano granché le questioni di letto, ma invece chiedono al presidente una strategia efficace per uscire dalla crisi

Il numero del tabloid Closer sull'amore "segreto" del presidente francese François Hollande – Credits:  THOMAS COEX/AFP/Getty Images

Anna Mazzone

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L'affaire Hollande-Gayet è stata la notizia del fine settimana, appannando persino la morte di Ariel Sharon, scivolata mestamente in secondo piano rispetto alle "corna" dell'Eliseo. Come nella più tipica delle soap-opera, il presidente francese è stato fotografato mentre lasciava un'alcova clandestina, in un appartamento nei pressi dell'Eliseo.

La notte di passione François Hollande se l'è regalata con Julie Gayet, giovane e bellissima attrice. Immancabile la reazione della compagna del presidente, Valerie Trierweiler (detta Rottweiler per via dei suoi modi a tratti feroci). La premiere dame, dopo le foto pubblicate dal tabloid Closer che colgono con le mani nella marmellata il primo cittadino di Francia, ha accusato un malore ed è stata ricoverata in ospedale per degli accertamenti.

E fin qui la cronaca del gossip che si è tinto anche di mistero quando ha cominciato a circolare la notizia che l'appartamento dell'incontro François-Julie apparterebbe a un pregiudicato corso, cosa poi smentita anche se non ancora chiarita.

Inevitabilmente lo scandalo all'Eliseo occupa le prime pagine delle testate internazionali. Ma come ha reagito la stampa francese? Da noi i titoli sarebbero ancora d'apertura e i quotidiani propinerebbero ampi e pruriginosi dossier sulla scappatella del presidente "normale", ma in Francia oggi solo Le Monde apre con l'affaire Hollande-Gayet sulla sua homepage, mettendo in evidenza le "sei domande sullo scandalo che destabilizza la presidenza".

Mentre le altre due grandi testate nazionali, Le Figaro e Liberation (di fronti opposti), relegano la cosa a fondo prima pagina, dopo questioni ritenute ben più importanti di politica interna. A Parigi va in scena lo sciopero dei taxi e il tema dell'occupazione e della liberalizzazione del settore riscuote più successo della tresca tra il capo dell'Eliseo e la bella attrice.

E lo confermano i sondaggi. Lo staff del presidente ha diffuso i risultati di una rilevazione-lampo, fatta fare dall'Eliseo subito dopo la pubblicazione delle foto su Closer. L'84% degli intervistati si dice indifferente alla vita privata di Hollande e, invece, chiede al presidente di fare chiarezzza sulla situazione economica del paese.

Insomma, i francesi sono abituati a scandali hard a Palazzo, da Mitterrand a Sarkozy, ma solitamente preferiscono che le questioni private rimangano nell'ombra, a meno che non vadano a impattare sulle attività pubbliche dei diretti interessati.

Anche durante lo scandalo che travolse Dominique Strauss-Kahn, le testate francesi preferirono scegliere la strada dell'understatement sui dettagli piccanti, cavalcati invece ampiamente dai tabloid britannici, più avvezzi a sbattere il gossip in prima pagina.

In un editoriale scritto con il bilancino, Liberation spiega ai suoi lettori che il giornale non ha alcuna intenzione di "cavalcare la schiuma del pettegolezzo", e pone un'altra questione: nel momento in cui François Hollande ha minacciato di querelare Closer, è il presidente che ha di fatto dato la sua vita privata in pasto al pubblico.

Ma i commenti dei lettori evidenziano anche un altro particolare: è vero che le questioni private tra il presidente e la premiere dame non devono interessare i francesi,  ma nel caso di Valerie Trierweiler la cosa è anche pubblica, visto che la giornalista, compagna di Hollande, occupa un posto di capo Gabinetto del presidente all'Eliseo, regolarmente pagato con i soldi dei contribuenti.

Sulla stessa linea dei commenti su Liberation l'editoriale di Philippe Tesson sulla rivista Le Point, in cui si sostiene che è Hollande ad aver confuso il piano della vita pubblica con quello della sua vita privata. Per la precisione, anche Le Point dedica oggi la sua apertura e i primi articoli del giorno a tutt'altri argomenti, dalla ciber-gendarmeria a nuove scoperte in campo medico-scientifico sull'epatite C. 

Le Figaro , quotidiano vicino all'ex presidente Nicolas Sarkozy, che solitamente ama picchiare duro su Hollande, propone ai suoi lettori un dossier sullo scandalo in fondo della sua homepage e dedica ampio spazio alla conferenza stampa che Hollande terrà martedì 14 gennaio.

Un incontro molto atteso dai media francesi e programmato da tempo, nel quale il capo dell'Eliseo dovrà andare più a fondo e spiegare nel dettaglio la sua ricetta economica per rilanciare il paese, come aveva annunciato alla fine del 2013. E' chiaro che fioccheranno le domande sull'affaire Gayet, ma - secondo Le Figaro - il presidente userà toni molto più soft e non continuerà a minacciare querele contro la stampa, forte del fatto che i sondaggi mostrano come la sua immagine politica non sia stata minimamente scalfita dalle sue ultime vicende amorose.

Anche le reti televisive seguono le stesse orme della carta stampata. France24 ha proposto una serie di interviste raccolte per le strade di Parigi, ma anche in altre città, dalle quali si trae la conclusione che i francesi sono indifferenti alle corna presidenziali, mentre tutti chiedono una maggiore chiarezza sulle strategie per creare nuova occupazione e per uscire dalla crisi. 

D'altronde, non è un caso che Le Figaro apra con un articolo dedicato alla "sfiducia" dei cittadini nei confronti della politica, quando mancano pochi mesi alle elezioni europee e a quelle locali in Francia. Secondo il Cevipof, il centro statistico dell'università Sciences Po associato al CNRS, l'87% dei francesi crede che i politici si preoccupino poco dei cittadini e che per questo la situazione economica non sta migliorando e sempre più persone stanno scivolando sotto la soglia della povertà.

Altro che una tresca all'Eliseo. François Hollande non dovrà giustificarsi davanti ai francesi per le sue scelte di letto, ma dovrà invece chiarire una volta per tutte come intende tirare fuori il Paese dal pozzo della crisi. E' questa la sua sfida più grande.

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