Caso Robledo contro Bruti: il Csm verso sanzioni

La settima commissione chiede al plenum di valutare comportamenti illegittimi di tutti e due i magistrati milanesi. Con qualche critica in più per il procuratore...

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Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati – Credits: ANSA

Maurizio Tortorella

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A sorpresa, e contro le previsioni di una conclusione «a tarallucci e vino» rischia di chiudersi con un doppio procedimento disciplinare del Consiglio superiore della magistratura il durissimo scontro iniziato in marzo alla Procura a Milano tra il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e il suo capo, Edmondo Bruti Liberati.

Due mesi fa Robledo, a capo del pool reati contro la pubblica amministrazione, aveva denunciato al Csm una serie di "non più episodici comportamenti" con i quali il procuratore Bruti Liberati aveva "turbato e turba la regolarità e la normale conduzione dell'ufficio", svuotando il pool anticorruzione guidato dallo stesso Robledo.

Secondo Robledo, a partire dal 2010 Bruti aveva violato molte regole di attribuzione dei fascicoli giudiziari, assegnando i più delicati agli altri aggiunti Ilda Boccassini e Francesco Greco: dal "caso Ruby" a quello che riguarda Roberto Formigni e il crac del San Raffaele, fino all'inchiesta "Gamberale-Sea".

Dopo lunghe settimane di audizioni e di contrasti, pareva che il Csm si indirizzasse a un'archiviazione. Oggi, invece, la settima commissione del Csm ha approvato a maggioranza una relazione destinata ad approdare al plenum: vi si legge che Bruti avrebbe dovuto motivare le ragioni per cui nel 2010 assegnò il coordinamento dell'inchiesta sul Rubygate a Boccassini. E questo per «scongiurare qualunque possibilità di rischio di esporre l'ufficio al pur semplice sospetto di una gestione personalistica di indagini delicate» su Silvio Berlusconi.

Secondo la settima commissione, serviva inoltre il "formale coinvolgimento di Robledo» anche nei procedimenti scaturiti dal primo Rubygate: il Ruby bis e il Ruby ter. La prassi per cui furono assegnati al pm Pietro Forno, che già si era occupato del processo principale, "pur condivisibile, non si pone in linea" con i criteri organizzativi della procura. Anche per questo la commissione del Csm ora sollecita l'azione disciplinare.

La commissione sottolinea inoltre la gravità del "ritardo nella trasmissione del fascicolo d'indagine sulla Sea da parte di Bruti Liberati e l'inerzia dello stesso Robledo nel sollecitare l'adempimento"; inoltre critica la "prospettata sovrapposizione di indagini" nel caso Expo e "l'insistenza di Robledo nella richiesta di trasmissione atti per i quali era già stato attivato il necessario coordinamento", nonché la "prospettata messa a rischio della segretezza delle indagini" Expo "per effetto della trasmissione di atti al Csm da parte di Robledo".

Si vedrà ora che cosa deciderà il plenum del Csm.

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