Cronaca

Dopo otto anni la Corte dell’Aja assolve Laurent Gbagbo

Il presidente ivoriano era stato accusato di crimini contro l’umanità dopo le elezioni del 2010. Il presidente della Corte è l’italiano Cuno Tarfusser

Laurent Gbagbo

Maurizio Tortorella

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La Corte penale internazionale delll’Aja, nei Paesi Bassi, ha assolto oggi dall’accusa di aver perpetrato crimini di guerra Laurent Gbagbo, l’ex presidente della Costa d’Avorio, e ne ha ordinato la scarcerazione.
Gbagbo, 73 anni, era stato arrestato mentre si trovava nel bunker del palazzo presidenziale con sua moglie Simone il 10 aprile 2011 dalle forze dell’Onu, da reparti delle forze speciali francesi e dai combattenti che appoggiavano il suo rivale del tempo, Alassane Ouattara, attuale presidente del Paese.
Contro Gbagbo era stato spiccato un mandato d’arresto internazionale (incardinato sulla risoluzione Onu 1975 del 30 marzo 2011, votata quasi all’unanimità dai Paesi membri), basato sull’accusa di avere ordinato una serie di gravi crimini di guerra nei mesi successivi alle combattutissime e controverse elezioni politiche che si erano svolte nell’ottobre 2010. 
Gbagbo era accusato di “omicidi, stupri, persecuzioni e altri atti inumani”, perpetrati durante le violenze che avevano fatto seguito al suo rifiuto di lasciare il potere a Ouattara. In cinque mesi terribili, a cavallo tra il 2010 e il 2011, in Costa d’Avorio erano morte oltre 3mila persone.
Secondo la Corte dell’Aja, però, l'accusa in tutti questi anni non è riuscita a produrre prove sufficienti per dimostrare né che i discorsi pubblici degli accusati avessero scatenato le violenze, né l'esistenza di un piano per mantenere al potere gli accusati che comprendesse in sé anche crimini contro i civili.
Nella storia della Corte dell’Aja, Gbagbo è stato il primo capo di Stato a essere sottoposto a un processo da parte della giustizia penale internazionale.
Il presidente della Corte che ha assolto Gbagbo è un magistrato italiano; Cuno Tarfusser, 64 anni, dal 2001 al 2009 procuratore di Bolzano. Ora, per stendere le motivazioni della sentenza di assoluzione, la corte dell’Aja impiegherà almeno cinque o sei mesi.
Al termine di quel lavoro, Tarfusser (che nel 2015 venne escluso in modo decisamente anomalo dal Csm dalla partecipazione alla gara per diventare procuratore di Milano) potrà concludere la sua missione estera e tornare in Italia.

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