Nuovo stadio della Roma: le intercettazioni dell'inchiesta

"Lanzalone è stato messo a Roma da Beppe Grillo" si legge nelle carte. Questa e altre dichiarazioni che stanno mettendo in difficoltà il M5S

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– Credits: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Maurizio Tortorella

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"Ora l’avvocato Luca Lanzalone si deve dimettere" da presidente della Acea, la municipalizzata romana attiva nella gestione dell'acqua, dell'energia e dell'ambiente. È quel che sostiene oggi il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, all’indomani dei nove arresti decisi dal giudice di Roma per una rete di presunte corruttele sui lavori dello stadio della Roma Calcio.

Di Maio aggiunge che “chi è agli arresti domiciliari non può rimanere in quella carica”, e si aspetta che Lanzalone, consulente del Movimento 5 stelle per lo stadio e da ieri agli arresti domiciliari, si dimetta spontaneamente. "Da noi chi sbaglia paga", aggiunge il ministro, con qualche evidente imbarazzo per il ruolo che la magistratura attribuisce al consulente della giunta grillina che da due anni esatti governa la Capitale.

L'inchiesta in corso

Con nove arresti e 16 indagati, torna a traballare la poltrona del sindaco Virginia Raggi, ma soprattutto rischia di franare il nuovo stadio della Roma: l'inchiesta ventila una presunta corruzione sulla variante del progetto, licenziato nel febbraio 2017 con il taglio del 50% delle cubature rispetto al piano iniziale. Sono finiti in carcere il costruttore Luca Parnasi e i suoi collaboratori Luca Caporilli, Simone Contasta, Naboor Zaffiri, Gianluca Talone e Gianluca Mangosi. Ai domiciliari invece sono andati (oltre a Lanzalone) Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, di Forza Italia, e Michele Civita, ex assessore regionale del Pd.

La posizione del presidente grillino dell’Acea, avvocato genovese, è resa difficile per alcune intercettazioni, ma rischia di creare grane anche al governo giallo-verde: "Lanzalone è stato messo a Roma da Beppe Grillo per il problema stadio insieme al professore Fraccaro e Bonafede", afferma per esempio Luca Parnasi nel corso di una cena, citando gli attuali ministri per i Rapporti con il parlamento e della Giustizia. L'intercettazione è presente nell'ordinanza di custodia cautelare. "Parnasi” si legge nel provvedimento “dice che Lanzalone l'hanno portato i 5 Stelle ed è presidente della Acea e ha studiato a Genova. È una persona molto dotata".

Secondo gli inquirenti, l’avvocato genovese in realtà sarebbe un “facilitatore” di affari, che nell'operazione stadio avrebbe avuto il compito di sovrapporre gli interessi pubblici a quelli privati.

L'opera, finita nelle polemiche prima ancora di essere avviata, dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle e si stima debba accendere affari complessivamente per un miliardo di euro. Parnasi, nelle intercettazioni, sintetizza la figura del presidente di Acea parlandone come di "Wolf", il personaggio che nel film Pulp Fiction “risolveva problemi” (per esempio ripulendo orribili scene del crimine).

"Il 30 marzo 2018” si legge nell'ordinanza di custodia cautelare “Lanzalone parlando dello stadio comunica a Parnasi di aver individuato un escamotage idoneo per accelerare i tempi della procedura. Parnasi è entusiasta e pronuncia più volte la parola Wolf": "Eh ma quando c'è Lanzalone” ripete l'imprenditore “quando c'è Wolf... quando c'è Wolf… la questione…". Come a dire: quando c’è lui, tutto si risolve. L’inchiesta continua.

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