Cronaca

Evade due volte da casa perché… ha fame

Una donna ai domiciliari si è consegnata ai Carabinieri: “Fatemi andare in carcere, vi prego, perché non ho nulla da mangiare”

carabinieri

Maurizio Tortorella

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"Arrestatemi: sono evasa per la seconda volta dagli arresti domiciliari. Però questa volta voglio andare in carcere, perché ho fame e non ho nulla da mangiare in casa". Questo ha deto B.E., una donna di 44 anni, dopo aver bussato alla porta della stazioncina dei carabinieri di San Giovanni Persiceto, in provincia di Bologna.

I militari le hanno preparato un piatto caldo da mangiare, poi le hanno fatto un po’ di spesa e, come dovuto, l’hanno arrestata per evasione. Ieri mattina, dopo il processo per direttissima, un giudice ha disposto la custodia in carcere. E ora la donna è provvisoriamente in cella.

In effetti, B.E. era evasa dal suo domicilio, dove dal settembre dell'anno scorso sconta una pena per reati contro il patrimonio.

Lo scorso 14 gennaio, B.E. era stata ritrovata dai carabinieri mentre camminare per strada, nei pressi di casa. Anche agli agenti che l'avevano intercettata in quell’occasione aveva raccontato di essersi allontanata un momento per andare a pagare una bolletta in posta, e aveva raccontato della sua disperazione per le condizioni precarie in cui stava vivendo, della solitudine per l’assenza di parenti e degli stenti con cui deve fare i conti ogni giorno. Uno sfogo cui, la prima volta, era poi seguito l'arresto e il processo per direttissima. Ma il giudice, una settimana fa, aveva disposto nuovamente i domiciliari perché il reato di evasione - effettivamente compiuto dalla condannata - non configura automaticamente l'aggravio della detenzione in carcere.
Per cercare una soluzione, ora i carabinieri hanno avvisato il Comune di San Giovanni in Persiceto. Il municipio ha attivato i servizi sociali di primo soccorso, che potrebbero entrare in campo se la signora venisse scarcerata. Il sindaco, Lorenzo Pellegatti, ha dichiarato che “il caso della donna era ignoto al Comune. Ora stiamo verificando la sua situazione. Naturalmente un piatto di minestra non si nega a nessuno, nell’emergenza”. Il sindaco, però, ha aggiunto una precisazione: "Quello che stiamo affrontando è un caso singolare e lo valuteremo. Ma non dovrà diventare un precedente".

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