Rita Fenini

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Lupetto nero, jeans e sneakers: all'inizio fu Steve Jobs, geniale guru di Apple prematuramente scomparso, a fare del suo outfit un vero e proprio marchio di fabbrica. Un elemento identificativo immediatamente riconoscibile in tutto il mondo e a tutte le latitudini, esattamente come l'inconfondibile "mela sgranocchiata" della sua Apple.

A seguire le orme del suo illustre predecessore il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, che solo in questi giorni, chiamato a rispondere davanti al Congresso americano sul caso Cambridge Analytica, ha (forzatamente) optato per un abito classico, con tanto di camicia, giacca e cravatta. È noto a tutti, infatti, che uno dei manager più potenti del mondo abbia si un guardaroba ricchissimo, ma solo di felpe e t-shirt, anche se in tutte le sfumature di grigio.

Fuori dalla Silicon Valley, è il Ceo di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, a fare del suo "dress code" l'elemento costante dei suoi successi: Marchionne ogni tanto cambia occhiali, sfoltisce o meno la barba, ma non smette mai di indossare l'immancabile maglione nero, da cui spunta il colletto della camicia (meglio se a quadretti). Come un liceale anni '80.

Anche Giorgio Armani, icona vivente di classe ed eleganza, ha fatto di se stesso il testimonial del suo stile: sobrio ed essenziale, come tutte le sue preziose creazioni, "Re Giorgio" ama indossare t-shirt e pantaloni scuri, nero su nero, blu su blu. Ma è inarrivabile anche quando indossa i suoi raffinati smoking.

E come non citare Jeff Bezos, presidente e amministratore delegato di Amazon, altro top manager immediatamente riconoscibile dal look: quello prediletto , che rispetto agli "illustri colleghi" si concede qualche variatio, è la giacca informale indossata con una camicia rigorosamente senza cravatta.

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