Olivia Wicki

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Sono impressionanti i numeri del rapporto annuale dell'Unicef sulla condizione dei bambini nel mondo. Secondo l'indagine, entro il 2030, saranno 69 milioni i bambini che moriranno per cause che si potrebbero prevenire, 167 milioni quelli che vivono in condizioni di povertà estrema, mentre 15 milioni di donne si sposano prima di aver raggiunto la maggiore età.

Cifre importanti, dunque, alla luce delle quali sembra difficile che gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di lotta alla povertà concordati nel 2015 possano essere raggiunti entro la deadline fissata per il 2030. Tanto per dare un ordine di grandezza, si stima che per raggiungere l'obiettivo dell'istuzione universale, per ciascuno dei prossimi 14 anni dovrebbero essere stanziati 430 miliardi di dollari.

Il rapporto si concentra anche sulla distribuzione geografica della ricchezza e le conseguenti disuguaglianze, con oltre la metà delle morti provocate dalle privazioni dislocate nell'Africa subsahariana, dove due bambini su tre non hanno il necessario per condurre una vita normale. Nell'area, il Paese più in difficoltà risulta essere l'Angola, dove su 1.000 bambini sotto i 5 anni, 157 muoiono ogni anno. Le altre due posizioni della classifica sono occupate da Ciad e Somalia.

Inoltre, l'analisi individua un aumento della xenofobia verso migranti e rifugiati e ciò si ripercuote anche nella vita quotidiana: si pensi, per esempio, alla diffusione in crescita del lavoro minorile tra i giovani siriani sfollati, costretti ad accettare lavori mal pagati per sostenere le loro famiglie, restando perdipiù distanti dal sistema scolastico.

“Ancor prima di nascere, le opportunità di vita dei bambini poveri ed esclusi sono plasmate dall'iniquità, e l'essere svantaggiati e discriminati risulterà determinante nella loro aspettativa di vita e nelle possibilità di apprendere e guadagnare in maniera dignitosa", ha scritto il direttore esecutivo dell'Unicef Anthony Lake.

Dopo la parte più statistica, il report propone alcuni modi per migliorare la condizione dei bambini, attraverso strategie di innovazione, per esempio, mirate a individuare nuovi modi per finanziare gli sforzi e integrare comunità, aziende e cittadini. 

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