Esteri

Ucciso al Cairo l'attentatore jihadista del Consolato italiano

al-Gharabli, leader dell'Isis del Sinai, morto in uno scontro con la polizia. In luglio aveva messo un'autobomba alla nostra sede consolare

Uno degli autori dell'attentato con autobomba al consolato italiano al Cairo dell'11 luglio è stato ucciso dalla polizia in un conflitto a fuoco nella capitale egiziana: lo ha riferito il ministero dell'Interno egiziano.

Ha reagito all'arresto
Ashraf Ali Ali Hassanein al-Gharabli, un esponente di spicco dell'Isis attivo al Cairo, era coinvolto in numerosi attacchi tra tra cui gli omicidi di un cittadino croato e di un americano ed è morto dopo che ha resistito a un tentativo di arrestarlo.

Il 28 luglio le forze di sicurezza egiziane avevano ucciso nel distretto di Faisal altre due persone sospettate di aver partecipato all'attentato al consolato italiano.
Secondo quanto riferito dalla stampa locale, si trattava di membri di Ajnad Misr (Soldati dell'Egitto), gruppo salafita attivo nell'area del Cairo, nato dalla scissione con Ansar Beit al Maqdis.

 

L'attentato al Consolato italiano
L'attacco contro il Consolato italiano aveva provocato la morte di un venditore ambulante e il ferimento di altre 10 persone ed era attentato era stato rivendicato da "Wilayat Sinai" (Stato del Sinai), gruppo terroristico precedentemente noto come il gruppo Ansar Beit al Maqdis che ha cambiato nome dopo aver giurato fedeltà al sedicente "califfo" Abu Bakr al Baghdadi.

Al Gharably era considerato uno dei principali leader dello Stato del Sinai per il distretto di Wahat Bahria e responsabile del gruppo per quanto riguarda l'area della capitale egiziana. Era inoltre ritenuto la mente e uno degli esecutori materiali dell'attacco contro il Consolato italiano al Cairo.

Secondo quanto riferisce un comunicato del ministero dell'Interno egiziano, è stato ucciso in una sparatoria con le forze di sicurezza nella città di Marg, situata a nord est del Cairo, "dove si nascondeva per preparare un grande attentato in risposta alla battaglia contro il terrorismo condotta con successo da questo Ministero". Nella nota il ministero sottolinea che da giorni le forze di sicurezza egiziana avevano ricevuto informazioni riguardo a nuovi attacchi da parte del gruppo affiliato allo Stato Islamico.

Proprio per evitare nuove azioni terroristiche, le autorità hanno aumentato controlli e dislocato personale di sicurezza nell'area metropolitana del Cairo.

Durante una di queste operazioni di controllo, un convoglio con a bordo al Gharably è stato sorpreso dalle forze di sicurezza. I terroristi avrebbero iniziato a sparare contro uno dei posti di blocco, innescando uno scambio di colpi di arma da fuoco nel quale sono rimasti uccisi diversi miliziani, fra cui appunto lo stesso al Gharably.

Leader dello Stato islamico del Sinai
Considerato uno dei principali leader dello Stato del Sinai, al Gharably sarebbe responsabile, oltre che dell'attacco al consolato italiano, anche degli attentati contro un complesso militare a Qalyubia (Delta del Nilo) e del fallito assassinio dell'ex ministro dell'Interno Mohamed Ibrahim. Secondo le autorita' egiziane al Gharably avrebbe preso parte agli attentati di Luxor, avvenuti in giugno.

L'uomo sarebbe inoltre coinvolto nel rapimento e nell'uccisione dell'ingegnerie petrolifero statunitense William Henderson, morto nel Deserto occidentale egiziano nel dicembre 2014.

Il sequestro Salopek
Lo si considera inoltre responsabile del sequestro del croato Tomislav Salopek e di diversi omicidi di poliziotti e militari.

"Era un latitante e terrorista fra i più pericolosi e aveva progettatro ed eseguito diversi attentati dell'organizzazione Ansar Beit al-Maqdis che hanno causato molti martiri innocenti e pesanti perdite materiali da parte dello Stato", sottolinea il ministero dell'Interno.

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