Turchia, i sorrisi di migliaia di donne contro il governo

Campagna su Twitter dopo che il vice premier ha dichiarato che le brave islamiche non devono sorridere in pubblico. E intanto la Mezzaluna si conferma uno dei peggiori paesi al mondo per la tutela di donne e bambine

Hazal Naz Besleyici è una delle centinaia di migliaia di donne che hanno postato il loro sorriso su Twitter per sfidare il governo islamico di Erdogan – Credits: Twitter

Anna Mazzone

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Un sorriso seppellirà Erdogan? Probabilmente no, ma di sicuro centinaia di migliaia di sorrisi di donne turche stanno creando non poco imbarazzo a lui e al suo governo. La campagna su Twitter delle donne della Mezzaluna che sorridono ha già oltrepassato gli ottocentomila scatti, contagiando anche l'Italia. 

Il guanto di sfida al governo islamico del premier Erdogan è stato lanciato dopo le dichiarazioni del suo numero due, Bulent Arinç, che durante una conferenza stampa ha dichiarato che le donne non dovrebbero ridere in pubblico, ma che dovrebbero invece rispettare i precetti del Corano per contrastare la "corruzione morale" che domina la società turca.

Roba da Medioevo. Roba da far seriamente temere che la deriva islamico-autoritaria del lungo governo di Recep Tayyip Erdogan sia ormai un fatto conclamato. 

Il vice premier turco non è nuovo a queste sparate talabane. Frequenti le sue invettive contro il "mal costume" dei turchi che guardano troppa televisione e usano troppo i cellulari. Ma le donne sono il suo chiodo fisso, visto che già qualche tempo fa i suoi strali erano stati indirizzati a tutte quelle donne che "osano" andare in vacanza con le amiche e senza i mariti. 

Immediata la risposta delle donne, che - capeggiate da Ece Temelkuran , scrittrice e giornalista licenziata due anni fa per i suoi articoli al vetriolo contro l'autoritarismo del governo di Erdogan - hanno cominciato a postare foto di facce sorridenti da ogni parte del Paese.

Anziane e giovanissime, bambine e adolescenti, tutti i sorrisi sono ammessi per sfidare Erdogan e i suoi sodali, proprio a pochi giorni dalle elezioni presidenziali, che si terranno il 10 agosto e che - secondo le previsioni - dovrebbero essere vinte dal premier, nonostante la difficile situazione della Turchia sia in casa (con un'economia a pezzi), che fuori (vedasi la crisi ai confini con la Siria). 

"E' stata una dichiarazione atroce e conservatrice", ha twittato Ece Temelkuran postando la sua foto sorridente in barba alle parole di Bulent Arinç. E centinaia di migliaia di donne l'hanno imitata, non senza suggerire al governo di concentrarsi su come prevenire stupri, violenze domestiche e matrimoni tra bambini, prima di imbarcarsi in una crociata anti-sorriso.

Già, perché mentre il governo a guida islamica di Erdogan si preoccupa di sorrisi, rossetti alle hostess della Turkish Airlines e quantità di figli che una brava donna islamica deve scodellare per onorare il Corano (il premier sostiene che 3 è il numero perfetto, al di sotto del quale sarebbe meglio non scendere), la Turchia si aggiudica la maglia nera dei peggiori paesi del mondo in quanto a tutela dei diritti delle donne.

Tra il 2002 e il 2009 il numero degli assassini delle donne è aumentato esponenzialmente del 1.400 per cento. Solo nel 2013 sono state assalite e sottoposte a violenza fisica più di 28.000 donne. Di queste, più di 214 sono state uccise. e nella maggior parte dei casi gli assassini sono i mariti o membri della famiglia.

L'anno scorso una donna della provincia di Batman, nel sud est della Turchia, è stata sepolta viva dal padre e dai fratelli perché aveva commesso l'eorrore di ascoltare "musica inappropriata". La separazione ossessiva tra ciò che secondo la sharia è haram (proibito perché peccaminoso) e halal (permesso) in Turchia si sta progressivamente tingendo di sangue. 

Circa il 40% delle donne turche ha subito violenze fisiche e secondo il rapporto sui generi del World Economic Forum 2013 , la Turchia è al 120esimo posto su 136 nella classifica dei Paesi che rispettano i diritti delle donne. E in una società ancora patriarcale, caratterizzata da ferrei vincoli famigliari e sociali e da un conservatorismo religioso che si fa via via più severo e onnipervasivo, la preoccupazione è che il peggio debba ancora arrivare.

Inoltre, non possiamo dimenticare che secondo l'Unicef la Turchia ha il tasso dei matrimoni tra minori più alto d'Europa. La media è del 28%, ma in alcune zone del Paese (come nelle province dell'Est e del Sud est) raggiunge anche il 41%. In molte comunità rurali, particolarmente chiuse all'esterno e caratterizzate da una forte impronta conservatrice islamica, sia i bambini che le bambine vengono fatti sposare da piccolissimi, per garantire l'unione tra famiglie.

Un dato su tutti: durante il suo decennio al governo, il premier islamico ha fatto costruire 17.000 nuove moschee in tutto il Paese, e solo 120 case famiglia per accogliere le vittime di stupri e abusi psicologici e fisici. Queste 120 strutture sono riuscite a salvare e proteggere 3.110 donne. Le altre 28.000 sono state lasciate in pasto ai loro carnefici a cui sicuramente non avranno avuto il buon cuore di sorridere, rispettando il Corano.

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