Donald Trump continua a spazzare via i segni del suo predessore Barack Obama. Come aveva preannunciato (o minacciato), rimpicciolisce i confini di due parchi-monumento dello Utah, di ben 9.234 chilometri quadrati, promettendo di innescare la battaglia legale degli ambientalisti e dei nativi americani, che si oppongono allo sfruttamento di quelle terre. 

Ecco cosa ha fatto e perché.

Perché Trump è contro i parchi-monumento

Nella convinzione repubblicana, i parchi-monumento sono "un ladrocinio di terra da parte del governo federale". Tant'è che Trump aveva già promesso di ridurre gli spazi considerati monumento nazionale e, ad aprile, aveva posto sotto verifica 27 siti per la revoca dello status. Il suo obiettivo? Porre fine a "un altro clamoroso abuso da parte del governo federale" e "restituire il potere agli Stati e al popolo cui appartiene", per la gioia dei leader conservatori contrari ai provvedimenti di estensioni precedemente voluti da Barack Obama e Bill Clinton. 

La condizione di sito protetto impedisce una serie di attività di sfruttamento, tra cui estrazioni e trivellazioni.

Ecco che il tycon ora arriva al sodo: saranno due dei siti più noti in Utah, Bears Ears e Grand-Staircase Escalante, i primi a essere ridotti. Il Bears Ears National Monument, che si estende su quasi 3.400 chilometri quadrati, è una terra cara ai nativi americani e comprende decine di migliaia di siti archeologici. Trump ordina di ridurrne le dimensioni dell'85%.

Il Grand Staircase Escalante sarà ridotto di quasi il 50%. 

Cosa ha detto Trump

Da Salt Lake City, capitale dello Utah, il numero uno della Casa Bianca ha proclamato: "Questo Stato ha grandi bellezze naturali, ma la più grande di tutte è il suo popolo". Ai cittadini ha promesso di tenere le mani di Washington lontane dalla loro terra: "Siete voi a doverla proteggere e preservarla". E ancora: "Con questo mio intervento vi restituisco la voce e l'uso pubblico della terra".

Il ​​segretario degli Interni Ryan Zinke ha assicurato che la decisione non ha nulla a che fare con interessi di sfruttamento minerario (Staircase-Escalante Grand dispone di giacimenti carboniferi). L'obiettivo sarebbe quello di aprire il territorio, per facilitare l'uso pubblico di strade e pascoli, a favore di caccia e pesca.

Lo status di protezione può essere revocato dal presidente degli Stati Uniti, sulla base dell'Antiquities Act, legge del 1906 di cui -  a dire di Trump - i suoi predecessori hanno abusato. 

L'ordine di Trump è la più grande riduzione di territorio di un monumento nazionale americano protetto.

Le precedenti mosse di Obama e Clinton

Nel chiudere il suo mandato, il 28 dicembre 2016, il presidente Barack Obama creò il Bears Ears National Monument, nella contea di San Juan nel sud-est dello Utah. Al suo interno il parco presenta una grande varietà di risorse storiche, culturali e naturali. È co-gestito dal Bureau of Land Management e dal Forest Service degli Stati Uniti, insieme a una coalizione di cinque tribù native americane. 

Prima di Obama era stato Bill Clinton a volere lo status di parco monumentale per vaste distese di terra, tra cui il Grand Staircase Escalante nel 1996, irritando i leader repubblicani locali. 

La reazione degli ambientalisti

Pronta la replica degli ambientalisti: Earthjustice ha fatto causa al presidente americano Donald Trump per bloccare la sua decisione di dimezzare il parco-monumento Grand Staricase-Escalante National Monument. 

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