Redazione

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Ieri sera, a 24 ore dal terzo e ultimo dibattito televisivo tra Hillary Clinton e Donald Trump, hanno partecipato insieme al tradizionale Alfred E. Smith Dinner, una cena di beneficenza in frac alla presenza del cardinale arcivescovo di New York, Timothy Dolan, a fare gli onori di casa.

Inaugurata nel 1960, con la partecipazione del repubblicano Richard Nixon e del democratico John F. Kennedy, da quasi 70 anni questo banchetto - che prende il nome da un ex governatore dello Stato di New York e primo cattolico candidato alla Casa Bianca - è diventato un rito della politica americana, dove ogni 4 anni i candidati presidenziali, a pochi giorni dell'election day, sono chiamati a scambiarsi più facezie che frecciate. Le istruzioni dell'invito sono chiare: i protagonisti sono chiamati a far divertire con arguzia e ironia gli ospiti che per le attività benefiche della diocesi hanno pagato 3.000 dollari a persona.

La serata, svoltasi al Waldorf Astoria di Manhattan, è stata segnata dalla mancata stretta di mano tra i contendenti, da battute al vetriolo e anche da qualche insulto. I due nominee, seduti a tavola ai lati del cardinale Dolan nel proibitivo ruolo di peace-maker, hanno confermato che si detestano in modo insanabile.

Il tycoon è partito in modo soft, ironicamente vantandosi di essere conosciuto per la sua modestia, per poi deridere la Clinton, sostenendo che gli invitati della serata fossero ''la folla più grande della stagione'' per la candidata democratica e che Hillary parlasse per la prima volta a importanti donatori corporate senza essere pagata. L'ex first lady è stata al gioco ridendo, ma poi Trump ha abbandonato il fair play e si è lasciato andare agli insulti, descrivendo la Clinton come ''corrotta'' e attaccandosi alle informazioni contenute nelle sue email hackerate, comprese le offese del suo staff ai cattolici. Un cambio di tono che non è piaciuto al pubblico.

La nominee democratica non ha trattenuto l'avversario, preferendo l'ironia: se non ti piace quello che dico, puoi gridare "wrong!", gli ha detto, evocando la parola usata dal magnate per negare qualsiasi accusa nei suoi confronti. ''Ho preso una pausa dal mio rigoroso programma di pennichella per essere qui'', aveva esordito con un pizzico di autoironia sulle accuse di salute precaria lanciate da Trump. ''Il pubblico dovrebbe essermi grato perché generalmente prendo un sacco di soldi per discorsi come questo'', aveva continuato sullo stesso registro. Ma poi ha colpito il re del mattone su uno dei suoi punti deboli, il suo comportamento verso le donne: ''Guarda la Statua della libertà e vede un 4. Forse un 5 se perde la torcia e la tavoletta e cambia la sua capigliatura''. La Clinton ha graffiato scherzando ancora sulla sua salute, raccontando che Trump per portarla alla cena, Trump le aveva mandato molto cavallerescamente un'auto, "che in realtà era un carro funebre''. (ANSA)

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