IL PUNTO - 14 novembre, ore 10:30

È di almeno 445 morti e 7.730 feriti il bilancio del terremoto di magnitudo 7.3 che il 12 novembre ha devastato la zona di confine tra Iraq e Iran. Ma è destinato ad aumentare.

La forte scossa ha avuto epicentro in territorio iracheno, nella provincia curda di Sulaymaniyya, a una profondità di quasi 40 km ed è stata avvertita in tutta la regione, da Israele fino al Pakistan.

Nella Repubblica islamica il maggior numero di vittime, 341, mentre nel Kurdistan iracheno il bilancio è salito a 11 morti.

Il Papa si è detto "profondamente addolorato"
e assicura "la sua solidarietà nella preghiera". Il premier Gentiloni ha offerto l'aiuto dell'Italia.

Su Twitter e Facebook molti video con scene di persone che si riversavano nelle strade in preda al terrore. Quattordici le province iraniane colpite. Oltre 200 persone sarebbero ancora intrappolate sotto le macerie di un complesso residenziale a Sarpol Zahab. 

"L'obiettivo ora è quello di accelerare gli aiuti e di soccorrere le persone rimaste intrappolate sotto le macerie" ha chiesto la Guida suprema iraniana Seyyed Ali Khamenei, citato dall'agenzia Irna, in un messaggio al Paese. L'ayatollah ha chiesto a Esercito e Pasdaran di intervenire nelle aree colpite dal sisma.

L'Unita' di crisi della Farnesina è al lavoro per verificare l'eventuale presenza di italiani nell'area. Su Twitter si "ricorda il numero della sala operativa dell'Unita' di crisi, attiva h24: +390636225", per raccogliere segnalazioni e richieste di assistenza da parte di eventuali connazionali coinvolti.

© Riproduzione Riservata

Commenti