Lo spauracchio Tsipras fa crollare la borsa di Atene

Fumata nera anche al terzo voto per l'elezione del nuovo presidente: la Grecia corre verso le elezioni anticipate

Alexis Tsipras il leader di Syriza, spauracchio della troika – Credits: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images

Tutto come da previsioni. Nemmeno al terzo voto il parlamento è riuscito a eleggere il nuovo presidente della Repubblica greco. Stavros Dimas, ex commissario europeo sostenuto dalla coalizione tra centrodestra e socialisti che governa il Paese da quando c'è stato il crack, ha incassato 168 voti, dodici in meno dei 300 necessari secondo la Costituzione ellenica per la nomina del nuovo capo dello Stato. Ora, dopo lo scioglimento delle camere che dovrebbe avvenire entro dieci giorni, ci saranno le temute elezioni anticipate.

C'è già una data, il 29 gennaio prossimo, e un possibile vincitore che mercati finanziari e troika guardano con sospetto: Alexis Tsipras, leader di Syriza, 40 anni, nemico giurato dell'austerità e sostenitore di un piano che prevede un taglio di 300 miliardi di debito in mano a Banca Mondiale, Fondo Monetario e Bce. Ma anche politico accorto e pragmatico, capace di infiammare le folle impoverite dalla crisi senza agitare lo spauracchio dell'uscita del Paese dalla moneta unica.

La Borsa di Atene, già in flessione dell'8% prima del voto, ha accelerato il ribasso oltre il 10%, mentre i tassi sui titoli decennali ellenici (al 5,5% a maggio) sono arrivati all'11%. Il timore di una brusca svolta a sinistra di Atene ha già infuocato la campagna elettorale. Tsipras ha un vantaggio di due o tre punti secondo i sondaggi sul rivale del centrodestra e attuale premier Antonios Samaras, su cui potrebbe convergere il voto utile di molti elettori socialisti e che potrebbe firmare, prima del voto, il piano di salvataggio da 240 miliardi di cui il governo sta discutendo da mesi con gli organismi internazionali. 

Tsipras ha promesso ai greci l'aumento delle pensioni, il ritorno della tredicesima per i pensionati poveri, l'aumento dello stipendio minimo e elettricità gratis per le famiglie non abbienti, oltre a un maxi piano di investimenti pubblici.   C'è la convinzione, da parte sua, che l'Europa non potrà permettersi un'uscita della Grecia. C'è però anche la certezza che, anche qualora dovesse vincere, non avrebbe la maggioranza assoluta dei voti in parlamento per poter attuare un piano così radicale. La Grecia balla ancora sull'orlo del precipizio finanziario.

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