Redazione

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6 aprile 2017 - Aggiornamento ore 16:30 -  Il mondo è tornato a scandalizzarsi per la guerra in Siria dopo l'attacco con i gas a Khan Shaykhun di martedì. Una guerra, va ricordato, che è in corso da sei anni e che ha causato circa mezzo milione di morti.

La questione più curata dai media in queste ore è di chi sia la responsabilità del bombardamento. In genere si punta l'indice su Assad e la sua aviazione. Lui, il killer di Damasco, si dichiara estraneo. In passato era già stato preso con le mani nella marmellata, visto che l'uso delle armi chimiche in questi anni è stato più volte documentato. E d'altra parte, in questi anni, non si è mai tirato indietro quando si trattava di bombardare - anche con le bombe "normali" - i civili. La Russia continua a difenderlo.

Le autopsie confermano
Le autopsie di alcune vittime di Khan Sheikhun, confermano che sono state colpite da armi chimiche. Erano tre feriti dopo il raid, che sono stati trasportati all’ospedale di Adana, in Turchia per essere curati. Lo ha detto il ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdağ all’agenzia di stampa di Stato, Anadolu.
Sono informazioni che concordano con quanto sostenuto da Ong di aiuto presenti in Siria, come Médecins Sans Frontières, che hanno riscontrato la presenza di lesioni sui corpi dei soccorsi che evidenziano l'uso dei gas.
Le autopsie citate da Bekir Bozdağ sono state condotte da funzionari dell’Organizzazione mondiale della sanità (World Health Organization) ad Adana, e della Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (Opcw).

Putin: piano con le accuse
Dice il presidente russo - durante una telefonata con il premier israeliano Benyamin Netanyahu - "Non si può accusare qualcuno fino a quando non viene condotta una indagine internazionale completa e imparziale".

Israele: "è stato Assad"
"I due attacchi avvenuti a Idlib, in Siria, quello chimico omicida sui civili e quello all'ospedale locale, sono stati condotti su ordine diretto e dietro progettazione del presidente siriano Bashar Assad, mediante aerei da combattimento siriani": lo ha affermato il ministro della Difesa israeliana Avigdor Lieberman in un'intervista al giornale Yediot Ahronot.

"Lo stabilisco con una certezza del 100 per cento", ha sottolineato Lieberman. Il ministro ha aggiunto di non sapere se i russi fossero al corrente di questo attacco, "sappiamo soltanto che è un'operazione siriana di Assad dalla A alla Z".

Già ieri, ci ricorda il Foglio di oggi, fonti del Ministero della Difesa israeliano hanno detto all'Associated Press che dietro l'attacco c'è sicuramente Assad. Aggiungendo anche che il governo siriano ha ancora tonnellate di agenti chimici.
Haaretz riporta anche che fonti della sicurezza di Israele hanno detto che l'attacco è stato ordinato ai massimi livelli siriani, e che non si sa se gli alleati di Assad, Russia e Iran, fossero al corrente.

Il precedente 2013
Il che significa che non ha consegnato tutto il suo arsenale chimico come avrebbe dovuto nel settembre del 2013 quando Obama fermò l'attacco aereo che stava per lanciare sulla Siria, in cambio della distruzione - sotto controllo - delle scorte e dell'adesione di Assad alla Chemical Weapons Convention. In quell'anno nella striscia di Ghouta attorno a Damasco ci fu un attacco con il sarin che causò la morte dicirca 1400 persone. Fu quando Obama minacciò l'intervento contro Assad che aveva superato "la linea rossa".

Il governo di Damasco: "mai usate armi chimiche"
L'esercito siriano "non ha utilizzato e non utilizzerà mai" armi chimiche contro il suo popolo, "nemmeno" contro i ribelli e gli jihadisti. Lo ha affermato il capo della diplomazia siriana Walid Mouallem. "Vi posso assicurare ancora una volta che l'esercito arabo siriano - ha precisato Mouallem in una conferenza stampa a Damasco - non ha utilizzato e mai utilizzerà questo genere di armi contro il nostro popolo, contro i nostri bambini , e nemmeno contro i terroristi che hanno ucciso la nostra gente". Mouallem ha anche detto che il suo governo è disposto ad accettare una inchiesta internazionale sull'accaduto, a patto che non venga "politicizzata", rispetti le richieste di garanzie della Siria e che non sia ispirata dalla Turchia.
Mouallem ha anche ribadito che l'area dove si sono svolti i bombardamenti è per la maggior parte controllata dai ribelli

I testimoni
"Basta piangere sui bambini morti in Siria, ne sono morti già tanti e altrettanti continueranno a morire. Facciamo in modo che non accada più". Intervistata da Repubblica, Carla Del Ponte, procuratrice svizzera, da 7 anni parte della commissione Onu che indaga sui crimini contro l'umanità in Siria.
"In Siria i bambini vengono uccisi continuamente. Non ci sono crimini di guerra che vengono commessi senza avere bambini come vittime. In più vengono uccisi i bambini combattenti, altri perdono la vita cercando di scappare dalla guerra.
È una tragedia incredibile, che non si è mai vista prima. L'episodio di Khan Shaykhun è particolarmente crudele perché è stata bombardata una città, in particolare ospedali e immobili dove stavano solo civili".
“Abbiamo investigatori ad Amman, a Beirut, in Turchia al confine con la Siria. I contatti con i sopravvissuti sono stati immediati. Abbiamo testimoni che parlano di un bombardamento aereo e abbiamo già la certezza che si trattava di un'arma chimica per le condizioni in cui erano i feriti. Siccome il Paese non è lontano dalla Turchia abbiamo già avuto contatti diretti con le vittime". "Abbiamo potuto recuperare dei campioni dei vestiti per farli analizzare e sapremo con esattezza che tipo di gas era". "Sono sei anni che chiediamo giustizia per le vittime e non succede mai niente, non c’è un tribunale, non c’è un procuratore in Siria, c’è la totale impunità. Quello che continua ad accadere è uno scandalo, una vergogna mondiale".

- Aggiornamento ore 8:30 - Si è ulteriormente aggravato il bilancio dell'attacco effettuato martedì, probabilmente da jet delle forze governative siriane, con ordigni contenenti gas sul villaggio di Khan Sheikhun nella provincia siriana di Idlib: le vittime accertate sono salite ad 86, di cui 30 bambini e 20 donne. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani aggiungendo che il numero delle vittime potrebbe ulteriormente salire perché "mancano all'appello diverse persone". 

Intanto la difesa senza se e senza ma di Assad da parte della Russia che si oppone a qualsiasi mozione del Consiglio di sicurezza dell'Onu contro il regime siriano, sta rovinando la luna di miele fra Trump e Putin. Ieri anche il presidente Usa ha avuto parole dure contro il killer di Damasco, arrivando addirittura a ipotizzare un intervento diretto degli Stati Uniti contro il Raìs.

5 aprile 2017 - Aggioramento ore  17:00 - L'attacco di martedì con il gas, nella città siriana di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib controllata dai ribelli, ha provocato 72 morti tra i quali 20 bambini e 17 donne.
Il bilancio dell'attacco si è dunque aggravato, secondo l'Osservatorio siriano per i Diritti umani. E i morti potrebbero ulteriormente aumentare, dice l'Ong, perché ci sono altre persone disperse. Il primo bilancio aveva fissato il 58 il numero delle vittime.

Assad il responsabile?
Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno presentato al resto dei membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu un progetto di risoluzione, che condanna l'attacco chimico nella provincia di Idlib, e chiede un'inchiesta rapida e completa.

Il massimo organo decisionale delle Nazioni Unite ha iniziato ad analizzare la questione in una riunione convocata d'urgenza di oggi a New York.


La bozza di risoluzione potrebbe essere votata già oggi, nella riunione convocata su richiesta di Parigi e Londra.
Il testo condanna l'attacco avvenuto nella zona dei ribelli, e chiede all'Organizzazione per la proibizione delle Armi chimiche che lavori rapidamente su un'inchiesta sull'accaduto; la risoluzione chiede anche alle autorità siriane di collaborare con gli esperti internazionali: in particolare si chiede al regime di fornire i piani di volo e tutte le informazioni sulle operazioni militari al momento dell'attacco.

Le potenze occidentali hanno attribuito la responsabilità dell'accaduto al regime di Bashar al-Assad. Il presidente siriano però nega e accusa i ribelli dell'accaduto.

Mosca difende Assad
La Russia, alleata di Assad e principale puntello del regime insieme all'Iran e alle milizie sciite, nega da parte sua che l'attacco di ieri sia attribuibile alle forze governative.
Un comunicato di Mosca infatti sostiene invece che l'aviazione del regime di Bashar al-Assad ha colpito "un magazzino terroristico" contenente "sostanze chimiche" nei pressi di Khan Sheikhun. Di più: Mosca sostiene che le notizie che parlano di agenti chimici siano "fake news" e ha definito "inaccettabile" il testo della risoluzione in discussione all'Onu. Anzi, "categoricamente inaccettabile", come l'ha definito Maria Zakharva, portavoce del ministero degli Esteri russo, poichè la bozza è "anti-siriana" e "anticipa i risultati di una inchiesta fornendo già il colpevole".

L'Europa e la Turchia lo attaccano
In Siria "sono stati uccisi bambini con armi chimiche. Assassino Assad, come ti libererai di loro? Come pagherai, mentre il mondo resta in silenzio, le Nazioni Unite restano in silenzio?". Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non usa mezzi termini contro Assad. "Da lì abbiamo portato nel nostro Paese quelli che potevamo per cure immediate, ma non è abbastanza. Come padre mi dispiace", ha aggiunto Erdogan.

Intanto da New York, arrivano le accuse dei membri dell'Onu a partire dalla Francia: "Stiamo parlando di crimini di guerra, crimini di guerra con armi chimiche" ha detto l'ambasciatore francese all'Onu, Francois Delattre, a margine della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza. "Siamo chiari - ha aggiunto - l'attacco nella provincia di Idlib è avvenuto in una zona dove operano l'esercito e l'aviazione siriana".

I "fatti alternativi" di Trump: "la colpa è di Obama"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha condannato l'attacco con i gas ma ha pensato bene di non irritare troppo Putin, padrino di Assad, sostenendo che in fondo la colpa dell'accaduto è di Barack Obama, colpevole di essere stato "debole" con il regime del macellaio di Damasco.

Il Segretario di Stato Usa Rex Tillerson, è stato meno ambiguo e confuso. Ha infatti detto alla Russia e all'Iran che devono esercitare alloro influenza sul regime siriano e garantire che questo genere di attacchi non avvenga più, dando quindi per certa la responsabilità di Assad per il bombardamento con i gas.

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4 aprile 2017 - Sono almeno 58, tra cui 11 minori, i morti in un raid aereo avvenuto oggi in Siria con il sospetto uso di gas, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). L'ong, citando fonti mediche, ha aggiunto che il bilancio potrebbe aggravarsi perche' vi sono anche 160 feriti o intossicati, alcuni dei quali in gravi condizioni. L'attacco è avvenuto a Khan Sheikhun, nella provincia nord-occidentale di Idlib, in mano ad insorti e qaedisti dell'organizzazione Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra).

Le caratteristiche dell'attacco
Ad Idlib potrebbe essere stato usato gas Sarin. Lo ha detto un membro di un centro di informazione dell'opposizione della zona, Mohammed Hassoun, citato dall'agenzia Ap, riferendo dei sospetti nutriti da sanitari.

Convulsioni, bava alla bocca, difficoltà respiratorie e restringimento delle pupille. Sono questi, secondo diversi testimoni, i sintomi delle vittime del sospetto attacco chimico, ma nessuna delle organizzazioni di attivisti che hanno denunciato l'accaduto ha precisato quale gas potrebbe essere stato usato.

Mohammed Hassoun ha anche detto di aver sentito dai medici che probabilmente più di un gas è stato usato, ma si tende ad escludere il cloro perché "non provoca queste convulsioni".

Nel descrivere i sintomi delle persone ricoverate negli ospedali, la stessa fonte ha precisato che molte delle vittime erano "prive di coscienza e in preda a convulsioni, e quando è stata applicata loro la mascherina per l'ossigeno hanno cominciato a sanguinare dal naso e dalla bocca".

Mogherini: "Crimine di guerra, il responsabile ne risponda"
Il tema della "responsabilita'" per quanto accaduto nella guerra in Siria è "centrale". Lo dice Federica Mogherini, che in una intervista con un gruppo di agenzie internazionali cui l'Ansa ha partecipato: "Noi europei crediamo che le responsabilità abbiano rilevanza, quindi chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne".

Mogherini ha anche ribadito di ritenere "irrealistico" che il futuro della Siria continui come "è stato negli ultimi 40 anni". Ma sul futuro di Assad "sta ai siriani decidere".

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