Redazione

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IL PUNTO - Sale la tensione nel mondo. Dopo il lancio di 59 missili come risposta dell'America all'attacco con armi chimiche di Damasco sui civili, una nave da guerra russa si sta dirigendo verso i due cacciatorpedinieri americani dalle quali nelle ultime ore sono stati lanciati i missili sull'aeroporto siriano di Shayrat. Lo riporta Fox News.

La fregata russa ha già superato lo stretto del Bosforo e si starebbe dirigendo verso l'area del Mediterraneo orientale.

Ma andiamo con ordine e ripercorriamo quanto accaduto.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato nella notte tra il 6 e il 7 aprile l'attacco militare a una base aerea delle forze di Assad in Siria.
Navi della Marina americana hanno lanciato 59 missili sulla base aerea siriana da cui sarebbe partito il raid chimico di martedì a Khan Shaykhun. Sono morti in 15: oltre a 6 militari della base ci sono anche 9 civili, tra cui anche 4 bambini. Secondo la Sana, i missili statunitensi non hanno colpito solo la base militare di Shayrat, infatti, ma anche abitazioni civili nei villaggi circostanti.

Il presidente Usa ha commentato: nessun bimbo deve soffrire in quel modo, i paesi civilizzati mettano fine al massacro.

Appoggio dall'Europa, dalla Turchia e dal Giappone. Il premier Gentiloni: "È una riposta motivata a un crimine di guerra. Spero serva ad accelerare il negoziato politico per mettere fine alla guerra in Siria".

A preoccupare la Russia che, irritata dall'attacco, difende Assad e, anzi, tramite il Ministero della Difesa ha annunciato i piani per il rafforzamento delle difese aeree siriane per proteggere le infrastrutture del Paese dopo il raid Usa, come riportato dalla Tass.

Anche lo staff del presidente siriano non si è fatto attendere: il comportamento degli Usa è stato "spericolato e irresponsabile", ha dichiarato Buthayna Shaaban, consigliere politico del presidente siriano Bashar al Assad. "La Siria e i suoi alleati risponderanno in maniera appropriata a quest'aggressione". Intervistata dalla tv panaraba al Mayadin, vicina all'Iran, Shaaban ha assicurato che "il coordinamento tra Damasco e suoi alleati (la Russia e l'Iran) continua".


COSA ASPETTARSI

La parte difficile della faccenda infatti arriva adesso.

A Mosca infatti, "l'amico" di Trump, Vladimir Putin, si irrita e parla di "aggressione" e chiede una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu (che ieri aveva sbeffeggiato rifiutando ogni risoluzione di condanna contro l'uso delle armi chimiche vietate dal diritto internazionale da più di un secolo).

Il Pentagono parla di "riposta proporzionata". La Russia era stata informata prima dell'operazione. Mosca ha fallito nell'evitare un attacco chimico, dice Tillerson.
Il governo israeliano si mostra soddisfatto e dichiara il "Pieno sostegno" agli Usa.


IL LUOGO DELL'ATTACCO
La base colpita dai Tomahawk è quella di al-Shayrat vicino a Homs; da qui, secondo gli americani sarebbe partito l'attacco con i sarin di martedì 4 aprile.

Due cacciatorpedinieri Usa nel Mediterraneo orientale hanno lanciato 59 missili Tomahawk che hanno colpito alle 20.45 ora di Washington - le 3.45 del mattino a Damasco - la base aerea: sei persone sono morte nell'attacco americano, secondo l'esercito di Damasco.
È la prima volta che gli Stati Uniti colpiscono installazioni e truppe del regime siriano di Assad.

L'ordine di attaccare da parte di Trump è arrivato dopo una giornata di consultazioni con i consiglieri militari, in particolare con il segretario alla difesa, James Mattis e il consigliere per la sicurezza nazionale, H.R. McMaster.
Trump, nell'annunciare l'attacco dalla sua tenuta di Mar-a-Lago in Florida (dove ospita il presidente cinese Xi Jinping) ha detto che è nell'interesse vitale della sicurezza nazionale evitare la diffusione e l'uso di armi chimiche micidiali e che l'azione è stata decisa dopo che sono falliti gli sforzi precedenti per far cambiare i comportamenti di Assad.

LE REAZIONI DELLA RUSSIA
Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov ha detto che "questo passo di Washington arreca un danno notevole ai rapporti russo-americani, che si trovano già adesso in uno stato deplorevole". La Russia ha deciso di sospendere il memorandum con la coalizione a guida americana per la prevenzione degli incidenti e sulla garanzia della sicurezza dei voli durante l'operazione in Siria.

"La cosa più importante secondo Putin - ha aggiunto Peskov - è che questo passo non ci avvicina all'obiettivo finale della lotta contro il terrorismo internazionale e crea invece un ostacolo serio alla creazione di una coalizione internazionale per lottare contro di esso in modo efficace".

Di più: l'attacco americano in Siria "è un atto di aggressione con un pretesto assolutamente inventato" e "ricorda la situazione del 2003, quando gli Usa e la Gran Bretagna, con alcuni loro alleati, hanno invaso l'Iraq", ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov.

TURCHIA SODDISFATTA
Se l'attacco alla base vicina a Homs ha irritato la Russia (e l'altro alleato forte di Assad, l'Iran), la Turchia esulta.

Il vice premier turco Numan Kurtulmus ha detto che Ankara ritiene "positivo" l'attacco americano contro una base dell'aviazione siriana e sollecita la comunità internazionale alla fermessa contro la "barbarie" di Assad. "Salutiamo il fatto come positivo, ma crediamo che il regime di Assad debba essere punito complessivamente nell'arena internazionale", ha detto.

ITALIA, PREMIER GENTILONI: UNA RISPOSTA MOTIVATA
L'azione ordinata stanotte da Trump "è una risposta motivata a un crimine di guerra" ha dichiarato il Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. "Si è sviluppata nella base aerea da cui erano partiti gli attacchi con uso di armi chimiche nei giorni scorsi. Contro un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Assad. Credo che le immagini di sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito all'uso delle armi chimiche non possiamo pensare di rivederle. Chi fa uso di armi chimiche non puo' contare su attenuanti e mistificazioni"

E ancora: "L'Italia è sempre stata convinta che una soluzione duratura per la Siria vada cercata nel negoziato. Era e resta la nostra posizione. Il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l'egida delle nazioni unite con ruolo decisivo e costruttivo della Russia... Sono convinto che l'azione di questa notte non ostacoli ma acceleri la chance per il negoziato politico.

gentiloni

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi - 7 aprile 2017 – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

FRANCIA E GERMANIA: TUTTA RESPONSABILITA' DI ASSAD
Anche la Germania appoggia l'attacco Usa alla base militare siriana. La reazione di Washington contro siti militari del regime di Bashar al-Assad è "comprensibile", ha affermato in una nota il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel. "La responsabilità per questi sviluppi è del solo Assad" hanmo poi dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande. "Il ripetuto utilizzo di armi chimiche e i suoi crimini contro la propria popolazione reclamavano un sanzionamento. Eravamo stati informati in anticipo. Gli Stati Uniti hanno definito la loro azione come puntuale e limitata e non come una tappa di una escalation militare.".

"Su Assad - proseguono Hollande e Merkel - pesa l'intera responsabilità di questa evoluzione. Il suo continuo ricorso alle armi chimiche e ai crimini di massa non può rimanere impunito. È quello che la Francia chiese nell'estate del 2013, all'indomani dell'attacco chimico di Ghuta". La Francia e la Germania proseguiranno dunque gli "sforzi con i loro partner nel quadro delle Nazioni Unite per sanzionare nel modo più appropriato gli atti criminali legati all'uso delle armi chimiche vietate dai trattati". "Ci appelliamo alla comunità internazionale affinchè si unisca in favore di una transizione politica in Siria, in conformità con la risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza e con il comunicato di Ginevra", si
conclude nella nota.

IL GIAPPONE CON GLI USA
Anche il Giappone ha espresso sostegno all'attacco Usa sulla base aerea controllata dal governo siriano. il Giappone comprende e sostiene la strategia americana: i raid sono "un modo per prevenire l'ulteriore deterioramento della situazione", ha aggiunto il premier Shinzo Abe.

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