Redazione

-

Il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov si sono incontrati a Monaco di Baviera, a margine dei lavori del Gruppo internazionale di sostegno alla Siria. Prima dell'incontro, Lavrov aveva annunciato una proposta concreta per un cessate il fuoco da sottoporre agli Usa. Alla riunione, che precede l'annuale Conferenza sulla sicurezza internazionale, partecipano anche Lega Araba, Ue, Onu, Iran, Arabia Saudita, Turchia, Egitto, Cina, Germania, Francia, Gran Bretagna, Iraq, Giordania, Italia, Libano, Oman, Qatar e Emirati Arabi. L'obiettivo è cercare di riportare il regime e l'opposizione siriani al tavolo dei negoziati mediati dall'Onu, dopo la sospensione dei colloqui di Ginevra.

- LEGGI ANCHE: Siria, il goerno di Assad stermina la popolazione locale

Cessate il fuoco deve essere immediato

Il cessate il fuoco "deve essere immediato o comunque molto rapido, perché è chiaro che ogni giorno o settimana che passano, come dimostra il tempo intercorso dall'interruzione dei contatti di Ginevra a oggi, dimostra che la situazione si complica" ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "Il tempo rischia di lavorare per una escalation militare, non per una situazione meno tesa. Bisogna fare al più presto, e convincere le due parti a ad accettare questa logica".

Un paese annientato

È stimato nell'11,5% dell'intera popolazione siriana il totale delle persone morte o ferite a causa della guerra civile che insanguina il Paese da 5 anni. Almeno, stando al calcolo del Syrian Centre for Policy Reserach (Scpr), citato oggi dal giornale britannico Guardian. Secondo lo Scpr, i morti sarebbero saliti a 470.000, contro i 250.000 indicati finora dall'Onu: dato che - scrive il Guardian - non risulta aggiornato da circa 18 mesi.

Il conflitto, si legge nella ricerca, ha inoltre avuto "un impatto catastrofico" su infrastrutture nazionali e istituzioni del Paese, con costi per l'economia siriana valutati in "255 miliardi di dollari". La ricerca viene pubblicata mentre sui media ritorna l'allarme per Aleppo, minacciata da un assedio che di fatto si protrae da oltre tre anni - da parte degli uni o degli altri - e obiettivo ora di una controffensiva delle forze governative siriane con l'appoggio aereo russo, sullo sfondo di una situazione che vede invece in difficoltà le milizie ribelli più attive nell'area che fra cui i qaedisti di Al Nusra. I civili in fuga dalla città sono 50 mila.

© Riproduzione Riservata

Commenti