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Esteri

Siria, Aleppo brucia e la protesta si tinge di rosso

La “WorldWide Red Protest” in rete, soprattutto sui social, per fermare il massacro nella città martoriata

Le foto del profilo Facebook sostituite con immagini di color rosso: è la protesta contro il massacro in corso ad Aleppo promossa dal Syria Pressure Advocacy Group (SPAG), un gruppo di giovani attivisti e giornalisti siriani che si oppongono al governo di Al Assad.

 

"Rosso come il sangue degli innocenti, come il sangue dei bambini che ogni giorno ad Aleppo rimangono uccisi dagli ordigni del regime di Bashar Al Assad", scrivono i promotori della mobilitazione.

L’iniziativa, partita dal web, sta coinvolgendo centinaia di persone nel mondo, con sit-in e cortei dal Regno Unito agli Stati Uniti, dall’Argentina alla Germania, con ben due eventi in Italia, a Milano e Roma.

Cinque gli striscioni suggeriti dai promotori dell’iniziativa:  “Salviamo Aleppo”, “Aleppo brucia”, “In solidarietà con i medici siriani e i gli operatori del soccorso”, “Bombardamenti, torture, assedio. Salviamo i civili siriani”.

La “WorldWide Red Protest” mira a sensibilizzare la comunità internazionale sui crimini contro i civili, i soccorritori della Protezione Civile e gli operatori medico-sanitari che prestano la loro opera sotto le bombe nella città di Aleppo.

Deiaa Dughmoch, Rami Jarrah, Sarah Dadouch, Kousay Hayani, James Sadri e Bissan Fakih, i fondatori dello SPAG, sono riusciti a dare vita a una campagna di sensibilizzazione massiccia, che sta raccogliendo adesioni di associazioni e privati.

Sui social la protesta si esprime anche con la condivisione di diverse foto e video dalla città, un tempo capitale economica e culturale della Siria, oggi ridotta a una lunga distesa di macerie. Sono stati lanciati diversi hashtag, come #Save_Aleppo e #Aleppo_is_Burning

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