Putin cancella il divieto di rifornire missili all'Iran

Il capo del Cremlino gioca d'anticipo e ammorbidisce unilateralmente il regime delle sanzioni contro Teheran

Putin

Il presidente russo Vladimir Putin – Credits: Epa/Michael Klimentyev/Ria Novosti Pool

La Russia ha ripreso le forniture dei sistemi missilistici antiaerei s-300 all'Iran, dopo la sospensione di un contratto da 800 milioni di dollari voluta nel 2010 dall'allora presidente Dimitri Medvedev all'indomani del varo delle sanzioni contro Teheran deciso dalla comunità internazionale. Questa decisione - che giunge all'indomani della sigla del preaccordo sul nucleare iraniano del 2 aprile voluta dal gruppo 5+1 - mostra la determinazione del Cremlino a non farsi mettere in un angolo nella complessa ridefinizione delle alleanze che potrebbe derivare dalla vera e propria firma del patto sul nucleare civile iraniano.

La fornitura di sistemi missilistici si accompagna al rafforzamento dei legami economici tra Mosca e Teheran. La Russia ha infatti iniziato da qualche settimane a fornire grano, equipaggiamenti e materiali da costruzione in cambio di greggio, sulla base di un accordo di scambio bilaterale considerato con preoccupazione dagli americani. Un modo anche, senza mettere formalmente in discussione il regime delle sanzioni, per rendere più complesso un abbraccio geostrategico tra Stati Uniti e Iran all'indomani dell'eventuale firma dell'accordo nucleare. Ammorbidendo unilateralmente di fatto le sanzioni contro Teheran prima che vi sia una decisione collettiva dei 5+1 (Usa, Cina, Russia, Germania, Francia, Gran Bretagna), Mosca intende giocare d'anticipo, in un momento di grave tensione internazionale sulla questione ucraina.

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