Perché è esplosa la rabbia degli afroamericani

L'uccisione del diciottenne Michael Brown ad opera di un poliziotto armato e la questione razziale in America

Veglia di protesta contro l'uccisione del diciottenne afroamericano ad opera della polizia – Credits: EPA/ROBERT RODRIGUEZ

Il 18enne afroamericano Michael Brown è stato ucciso il 9 agosto con almeno 6 colpi di pistola dal poliziotto Darren Wilson mentre camminava a Ferguson, cittadina del Missouri, a nord di St. Louis. I testimoni dicono che si è trattato di un omicidio a sangue freddo e a sfondo razziale. Secondo la polizia c’è stata un’aggressione e Brown ha anche tentato di sfilare la pistola dalla fondina dell’agente. La morte del giovane ha scatenato proteste violente in città, con scontri, decine di arresti, feriti. La polizia ha messo in campo un apparato di contenimento in stile militare, aizzando ulteriormente la folla. Il governatore del Missouri, Jay Nixon, ha dichiarato lo stato d’emergenza, ha ordinato il coprifuoco e schierato la Guardia nazionale. Il presidente, Barack Obama, ha inviato il procuratore generale Eric Holder per coordinare le indagini di Fbi e Dipartimento di giustizia.

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L'EDITORIALE DEL NYT
«Le proteste di Ferguson riflettono una tendenza nazionale di ingiustizia razziale, che va dalla violenza cronica della polizia all’abuso contro i neri, fino all’emarginazione economica» ha scritto l’opinionista Sally Kohn sul sito della Cnn. Il senatore Rand Paul, in un editoriale sul settimanale Time, spiega che le disparità razziali sono parte «del sistema della giustizia, ed è impossibile per gli afroamericani non sentirsi bersagliati». Secondo Ross Douthat, opinionista conservatore del New York Times, il problema a Ferguson è stato anche il dispiego eccessivo di forze da parte della polizia, più simile a un esercito, frutto della sovrapposizione fra la lotta al terrorismo e quella al crimine.

IL PARERE DI RUSSELL SIMMONS, MAGNATE HIP-HOP E ATTIVISTA
 Il solo modo per fermare questo circolo vizioso è cambiare la mentalità di chi spara e la reazione della comunità. I poliziotti hanno una brutta reputazione, anche se la stragrande maggioranza sono persone buone e leali. Il loro addestramento e la mentalità delle istituzioni da cui provengono generano una prospettiva distorta sul rapporto fra loro e le comunità. Se vogliamo una soluzione dobbiamo imporre in tutti i dipartimenti di polizia un addestramento alla «sensibilità». La mancanza di empatia da parte delle autorità genera il pessimismo che blocca le comunità. 
 
 

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