Redazione

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Nella Francia colpita dalle stragi jihadiste di venerd 13 novembre è un primo tentativo di ritorno alla normalità. La bonne Bie're, una delle brasserie attaccate dal commando di terroristi che hanno disseminato sangue e terrore nei locali del decimo e undicesimo arrondissement della capitale, riapre le porte al pubblico.

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"Abbiamo fatto qualche lavoro. Era necessario per motivi psicologici", annuncia il direttore della birreria. Il suo bar si trova all'angolo tra la rue Fontaine-au-Roi e il Faubourg-du-Temple, nel cuore dell'undicesimo arrondissement. Sul marciapiede davanti al locale, come negli altri luoghi teatro della mattanza che ha causato 130 morti, sono ammassati messaggi, candele, e mazzi di fiori.

Tra la bonne Bie're e la pizzeria Casa Nostra, proprio di fronte, sono state uccise cinque persone. E su Facebook anche il Petit Cambodge, uno dei ristoranti più colpiti, annuncia la riapertura, ma non per subito, probabilmente a metà gennaio. "In queste ore di raccoglimento - affermano su Facebook i proprietari del ristorante assaltato dalla Seat nera della morte - tenevamo a ringraziarvi per il sostegno nei nostri confronti e di tutti coloro che sono stati colpiti da quella tragica serata. La nostra equipe sta bene, ma servirà' tempo per guarire dallo shock psicologico". Ed è "nonostante tutto un miracolo quando guardiamo il numero di persone che non ha avuto la stessa fortuna. I nostri pensieri vanno alle vittime e alle famiglie". "Il Petit Cambodge riaprirà, perché per ognuno di noi la vita deve continuare, ma anche per rispetto ai clienti che quella sera si trovavano al ristorante. Non aprire sarebbe cedere e concedere una vittoria che non avranno mai", si sottolinea nel messaggio, già salutato dal "like" di ventimila utenti di Facebook.

È invece già tornato in piena attività l'Aperock, una birreria proprio a fianco del Bataclan (89 morti). Skalou, il proprietario, è ancora profondamente scosso. Quella notte l'ha vissuta in prima persona incrociando anche lo sguardo di uno dei terroristi. A BFM-TV racconta di aver chiuso subito la saracinesca ("10 secondi che non finivano mai") mettendo al sicuro i clienti nei sotterranei del bar. "Siamo rimasti chiusi per 6 ore", racconta, ricordando le raffiche incessanti dei kalashnikov. Nella sala concerti ha perso Nathalie, una tecnica del Bataclan. Quella notte non era di turno ma volle comunque andare all'interno del teatro per salvare colleghi. Non è più tornata. (ANSA)

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