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Omicidio Kennedy: cosa emerge dai documenti resi pubblici

Come aveva annunciato Trump, 2.800 file sul caso Jfk sono on line. Dalle minacce a Oswald ai piani per uccidere Castro, ecco cosa dicono

John F. Kennedy

Redazione

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Donald Trump lo aveva promesso. E così è stato: buona parte dei documenti sull'omicidio di John Fitzgerald Kennedy è stata resa pubblica. 

Il 26 ottobre 2017 è scaduta la riservatezza sugli oltre 3 mila file secretati sull'assassinio di Dallas, e il tycoon ha deciso di toglierli dall'ombra. Gli Archivi nazionali degli Stati Uniti hanno già messo on line i 2.800 file sulla morte del 35º presidente Usa.

È stata invece rinviata di sei mesi la divulgazione di altri file per motivi di sicurezza nazionale. Il direttore della Cia, Mike Pompeo, ha insistito perché la Casa Bianca fermasse la pubblicazione di circa 300 file, che includono informazioni relative a operazioni segrete svolte dagli anni '70 agli anni '90. 

Ecco cosa emerge finora dai documenti che Trump ha reso pubblici. 

Le minacce di morte a Lee Harvey Oswald

Lee Harvey Oswald, il presunto assassino di Kennedy, è stato ucciso due giorni dopo l'arresto da Jack Ruby, il proprietario di un nightclub di Dallas. Ma l'Fbi ricevette una minaccia di morte contro Oswald già la notte prima che questi venisse ucciso.

Lo si evince da un documento con la trascrizione di una conversazione di J. Edgar Hoover, l'allora direttore dell'Fbi. All'Fbi di Dallas arrivò la telefonata di un uomo dalla voce calma, che diceva di far parte di un gruppo organizzato per ammazzare Oswald. 

L'Fbi chiamò la polizia di Dallas la notte stessa e l'indomani mattina. Allertato, il capo della polizia di Dallas assicurò un'adeguata protezione a Oswald, cosa evidentemente non eseguita, visto che Ruby uccise Oswald nella Centrale della polizia di Dallas, mentre stava per essere trasferito alla prigione della contea. Ruby dichiarò poi di non essere legato a nessun gruppo e di non aver fatto alcuna telefonata all'Fbi. 

I sospetti di complotto dell'Unione Sovietica

Di fronte all'omicidio Kennedy, l'Unione Sovietica ipotizzò un complotto dell'ultradestra americana, una "cospirazione ben organizzata", con lo zampino dell'allora vice presidente Lyndon Baines Johnson (il Kgb avrebbe avuto prove della sua responsabilità). 

Temette che qualche generale americano focoso e irresponsabile potesse approfittare del momento di sbando e incertezza per lanciare un missile contro l'Urss.

Nelle indagine sovietiche, Lee Harvey Oswald, il presunto assassino di Jfk, risultava essere un maniaco neurotico senza alcuna connessione con la Russia. 

Le carte della Cia per uccidere Castro

Non solo Jfk. Tra i documenti resi pubblici c'è anche un lungo dossier datato 1975 sul "coinvolgimento della Cia in piani per assassinare leader stranieri".

Vengono registrati numerosi tentativi di assassinare Fidel Castro, come pure il complotto per destituire (e giustiziare) il primo ministro congolese anticolonialista e filocomunista Patrice Lumumbale armi procurate per l'uccisione del dittatore dominicano Rafael Leónidas Trujillo.

L'attorney general Robert Kennedy riferì all'Fbi che la Cia aveva ingaggiato un intermediario per avvicinare un mafioso: un'offerta di 150 mila dollari per assoldare un killer che uccidesse il Líder Máximo cubano.

Oswald e i contatti con Cuba e l'Urss

Oswald era noto all'intelligence di Cuba. In una conversazione sull'assassinio di Kennedy tra due cubani, uno dei quali identificato come 007,  uno di loro afferma di conoscere il presunto killer di Jfk, definendolo un "buon tiratore"

Inoltre, due mesi prima del delitto di Dallas, Oswald telefonò all'ambasciata russa a Città del Messico (chiamata intercettata dalla Cia) e, in un russo faticoso, parlò con un console identificato come ufficiale del Kgb.


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