Immagini-choc, di una violenza insensata, seppure non diretta contro esseri umani. Sono quelle del nuovo video diffuso oggi dall'Isis in cui si vedono miliziani jihadisti distruggere statue e bassorilievi in quello che sembra essere il museo di Mosul, dove sono custoditi reperti di Ninive, l'antica capitale dell'impero assiro che raggiunse il suo massimo splendore nel VII secolo a.C.

Le analogie con i talebani

In ordine di tempo, è l'ultimo episodio di una campagna mirata alla distruzione del passato in nome di una presunta purezza islamica portata avanti dai miliziani del Califfato, similmente a quanto fecero i talebani nel 2001 con le gigantesche statue del Buddha a Bamian, in Afghanistan.

Cancellare il passato

Il video, che dura circa cinque minuti, si sofferma dapprima sui cartelli che illustrano le opere esposte nelle sale del museo e poi mostra le statue abbattute dai loro piedistalli per essere infine decapitate e distrutte.

Alla base dell'azione, la dottrina fondamentalista seguita dall'Isis, secondo la quale è vietata ogni riproduzione di esseri umani o animali, tanto più se raffigurano dei. Ma, a quanto pare, non sarebbe l'unica ragione: i miliziani dello Stato islamico si sarebbero anche impadroniti di antichi reperti da rivendere sul mercato nero per finanziare la "guerra santa".

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti