Redazione

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Martedì 8 marzo

Malgrado a fine vertice il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk affermi entusiasticamente su Twitter che "L'epoca dell'immigrazione irregolare in Europa è finita", l'incontro dei leader Ue con la Turchia sulla crisi dei migranti si chiude solo con un'intesa di principio, di fatto un modo per prendere tempo fino al prossimo meeting del 17 e 18 marzo.

L'intesa raggiunta prevede che la Turchia si impegni ad accettare il ritorno degli immigrati irregolari che dalle sue coste partono per le isole greche, se l'UE si farà carico dei costi di rimpatrio: è infatti questo quanto si legge nella dichiarazione congiunta diffusa dai leader europei al termine della riunione. In sostanza la Turchia propone di riprendere tutti i migranti che hanno raggiunto l'Ue, senza distinzione tra irregolari e richiedenti asilo, ma con un meccanismo "uno a uno": per ogni profugo siriano riammesso, l'UE dovrà accoglierne uno in modo legale. 

Il premier Matteo Renzi lasciando il summit ha parlato di "piccolo passo avanti" sottolineando che ancora "molto resta da fare", mentre Angela Merkel ha affermato che si tratta di "un'intesa sui principi generali che dovranno essere tradotti in iniziative", negando al contempo che il piano proposto dalla Turchia sia stato in realtà redatto da mano tedesca, a dispetto del fatto che diverse fonti europee hanno assicurato che la nuova proposta di Ankara è stata approntata durante prolungati negoziati tra la stessa Merkel, il premier turco Ahmet Davutoglu e il primo ministro olandese Mark Rutte, presidente di turno dell'UE.

In cambio delle "concessioni" turche, oltre a versare nelle casse di Ankara 3 miliardi in più di euro nel 2018, l'UE si impegna ad accelerare la liberalizzazione dei visti per i turchi entro la fine del prossimo giugno e anche a preparare "al più presto" l'apertura di 5 nuovi capitoli negoziali nell'ambito del processo di adesione del Paese della mezza luna all'Unione Europea. 


Lunedì 7 marzo

Al vertice tra Ue e Turchia sui migranti a Bruxelles la Turchia alza la posta, e chiede 3 miliardi aggiuntivi nel 2018 per i profughi; l'apertura di nuovi capitoli del processo di adesione all'Unione europea e la liberalizzazione dei visti entro il mese di giugno. Ankara offre all'Europa di riprendere tutti i migranti che illegalmente hanno raggiunto l'Ue da una certa data in poi (e non in modo retroattivo) - sia gli economici sia i richiedenti asilo - ma propone un meccanismo secondo il quale, per ogni profugo siriano riammesso, l'Ue ne accolga uno in modo legale dalla Turchia. Lo spiegano fonti diplomatiche.

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Il pacchetto di nuove proposte messo dal premier turco sul tavolo dei leader europei ha l'obiettivo di "scoraggiare gli attraversamenti illegali del confine e combattere i trafficanti che vogliono sfruttare i migranti" che "sono costretti a fuggire da un regime brutale, dai terroristi e dai brutali attacchi russi", aggiungendo che lo scopo delle proposte è anche "rafforzare i legami tra la Ue e la Turchia". Lo ha detto il premier Ahmet Davutoglu, che sostiene di aver messo a punto il pacchetto di proposte dopo "sei ore di colloquio" ieri con la Cancelliera Angela Merkel e con il premier olandese Mark Rutte, che detiene la presidenza a rotazione europea.

Nel video, il campo profughi di Idomeni visto da un drone:

Ma l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini ha sottolineato che è necessario che la Turchia "torni a impegnarsi nel dialogo per affrontare la questione curda" e, in quanto paese candidato al'ingresso nell'Unione europea, che "risponda agli appelli da parte dell'Unione europea di rispettare i piu' alti standard per quanto riguarda la democrazia, lo stato di diritto e le liberta' fondamentali a partire da quella d espressione e di associazione". Da Ankara intanto il presidente Recep Tayyip Erdogan ha criticato duramente i ritardi nel versamento dei tre miliardi di euro promessi dalla Ue in cambio di un suo aiuto a frenare il flusso di migranti proveniente dal confine turco. "Sono passati quattro mesi e non hanno ancora concluso", ha affermato Erdogan.

Il regalo di Renzi

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha regalato a ogni leader Ue un dvd del film 'Fuocoammare', la pellicola diretta da Francesco Rosi, vincitrice dell'Orso d'Oro di Berlino. Lo ha reso noto il portavoce del premier, Filippo Sensi, pubblicando su twitter una foto del dvd accanto a dei biglietti intestati del premier con dedica, in italiano, 'Cara Angela', 'Caro Donald', 'Caro Jean Claude'.

Austria: "Chiudere la rotta dei Balcani"

"Dobbiamo essere chiari: questa rotta" dei Balcani " è chiusa. Solo la chiarezza fa la differenza oggi. Dobbiamo dire alla gente e ai trafficanti che non c'è nessuna strada aperta verso l'Europa occidentale". Così il cancelliere austriaco Werner Faymann al suo arrivo al vertice Ue-Turchia, sottolineando che l'Europa deve arrivare comunque a trovare una soluzione alla crisi dei migranti da sola, senza bisogno dell'aiuto della Turchia. Questa "deve essere raggiunta anche senza l'aiuto del vicino" perché, ha aggiunto, "ogni Paese deve essere nella posizione di chiudere le sue frontiere".

Il premier turco: "Pronti a entrare in Europa"

"Questo e' il secondo vertice Ue-Turchia in tre mesi. Questo dimostra quanto è indispensabile la Turchia per l'Ue e l'Ue per la Turchia", così il premier turco Ahmet Davutoglu al suo arrivo al summit a Bruxelles. "La Turchia è pronta a lavorare con l'Ue - spiega Davutoglu -. La Turchia è pronta ad essere un membro dell'Ue, e spero che questo vertice, che non si focalizzerà solo sull'immigrazione irregolare ma anche sull'adesione della Turchia all'Ue, sia un successo ed un punto di svolta nelle nostre relazioni".

 

L'appello della Grecia

I Paesi dell'Ue devono rispettare gli impegni presi e procedere alla ridistribuzione dei migranti arrivati in Grecia. Il primo ministro ellenico, Alexis Tsipras, si presenta al vertice dei capi di Stato e di governo Ue-Turchia con la polemica per gli impegni non mantenuti dai partner, chiedendo un immediato cambio di rotta. "Purtroppo c'è un problema di accordi non attuati, e se non si attuano gli accordi non si può dire di averne", ha detto al suo arrivo in Consiglio Ue per prendere parte ai lavori. Tsipras ha detto di attendersi dalla riunione di oggi "risultati sostanziali tra Ue e Turchia per ridurre il flusso dei migranti, e smantellare la rete dei trafficanti". Però, ha ribadito, "allo stesso tempo serve un processo credibile di ridistribuzione", visto che al momento la Grecia è il Paese più di tutti sotto la maggior pressione migratoria. Circa 30mila persone sono bloccate sul territorio ellenico, la maggior parte delle quali lungo la frontiera l'ex repubblica jugoslava di Macedonia circa 30mila richiedenti asilo ma "non è il problema di un solo Paese, è un problema comune che richiede una soluzione comune".

I socialdemocratici: "Alziamo il muro dei valori"

"Agire oggi per salvare vite umane. Difendere Schengen per salvare l'Europa". È l'appello lanciato dal gruppo socialdemocratico S&d al Parlamento europeo su alcuni quotidiani italiani ed europei, da Repubblica a Libe'ration e Suddeutsche Zeitung, in occasione del vertice odierno tra Ue e Turchia per risolvere la crisi dei migranti. "Non abbiamo più tempo - Dobbiamo agire adesso", lanciano l'allarme i socialdemocratici europei presieduti da Gianni Pittella. "Difendere Schengen significa salvare l'Europa. Alziamo il muro dei valori contro i muri degli egoismi nazionali che umiliano l'Europa e impediscono una soluzione possibile e condivisa alla crisi dei rifugiati. E mentre si alzano muri, uomini, donne e bambini continuano a morire", si legge nell'appello. Per questo "Noi Socialisti e Democratici nel Parlamento Europeo, chiediamo ai capi di Stato e di Governo di agire oggi mettendo in opera un'azione comune e solidale". Questa deve essere basata su cinque pilastri, secondo l'S&d: aiuti umanitari per l'Europa, fondi per i Paesi più colpiti dalla crisi, sistema delle quote e procedure d'infrazione per i governi che non mostrano solidarieta', misure per proteggere Schengen e revisione del regolamento di Dublino.

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