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Migranti, tutte le stragi del mare nel 2016

Sono quasi 5mila le vittime nel tentativo di raggiungere l'Europa. In 65 milioni costretti a scappare dalla propria casa

Nei primi 10 mesi del 2016 sono stati 4.899 i migranti morti nel tentativo di raggiungere l'Europa; di questi 3.654 hanno la perso vita nel Mediterraneo. È uno dei dati più significativi emersi dal "Terzo Rapporto sulla protezione internazione in Italia 2016", secondo il quale nel 2015 sono state 65 milioni le persone costrette a lasciare in maniera forzata il proprio Paese, una massa enorme di disperati, composta dal 21,3 milioni di rifugiati, 40,8 milioni di sfollati interni e 3,2 milioni di richiedenti asilo.

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Lo studio, messo a punto da Anci, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e dal Servizio centrale dello Sprar, in collaborazione con l'Unhcr, ha calcolato un ammontare di circa 34mila persone al giorno che nel 2015 sono state costrette a fuggire dalle proprie case per l'acuirsi di conflitti e di situazioni di crisi, vale a dire una media di 24 al minuto. In un rapporto composto essenzialmente da cifre, non poteva mancare il numero degli arrivi nel nostro Paese: secondo quanto certificato dai ricercatori nei primi 10 mesi del 2016 questi hanno sfiorato le 160mila unità (159.432), dato che fa segnare un incremento del 13% rispetto al 2015.

Lo studio ha contato poi, nello scorso anno, 1 milione e 393.350 domande di protezione internazionale nell'Ue, ambito che vede la Germania primeggiare con 476.620 istanze presentate (il 36% del totale), seguita da Ungheria, Svezia, Austria e Italia. Questi ultimi 5 paesi raccolgono tutti insieme il 74,8% delle domande presentate nel Vecchio Continente. Ma non tutti nel frattempo hanno trovato ospitalita' nell'Ue: lo scorso anno il 98% dei rifugiati ha optato per altri Paesi, su tutti la Turchia, con 2,5 milioni di persone, seguita dal Pakistan (1,6 milioni) e dal Libano (1,1 milioni). Ancora nel 2015 i principali paesi di origine dei migranti sono stati la Siria (4,9 milioni), l'Afghanistan (2,7 milioni), e la Somalia (1,1). Tra le richieste delle organizzazioni che hanno redatto il Rapporto alcune riguardano le tematiche legate alle frontiere.

Nelle prossime slide un parziale aggiornamento sulle stragi nel Mediterraneo

4 dicembre: sedici morti e 800 salvati

Sedici cadaveri sono stati recuperati nella serata di ieri al largo della Libia a bordo di imbarcazioni dirette verso l'Italia durante una serie di operazioni di soccorso coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera. Sono state tratte in salvo circa 800 persone.

Le operazioni di soccorso sono state nove. In soccorso dei migranti - che erano a bordo di cinque gommoni e quattro piccole imbarcazioni - sono intervenute nave Aquarius della Ong Sos Mediterrane'e, nave Diciotti, della Guardia Costiera italiana e la nave militare irlandese Samuel Beckett. I 16 cadaveri recuperati sono stati portati su nave Aquarius (2) e nave Beckett (16), che ora stanno facendo rotta verso l'Italia.

17 novembre: sette morti e oltre 100 dispersi

Nuovo naufragio al largo della Libia. Lo riferisce Medici Senza frontiere che ha soccorso e recuperato 27 migranti. "I 27 uomini - scrive in un tweet l'ong - ora sulla Argos erano su una barca con a bordo 130 persone. Loro sono gli unici sopravvissuti. Una tragedia inaccettabile.

Gli uomini a bordo della Argos, una delle navi di Medici Senza Frontiere impegnata nel canale di Sicilia, dopo aver salvato i 27 Migranti sopravvissuti al naufragio del gommone su cui viaggiavano, hanno recuperato anche i cadaveri di sette persone.

Il naufragio, secondo quanto ricostruito dalla Guardia Costiera, sarebbe avvenuto ieri in una zona di mare compresa tra le 30 e le 40 miglia al largo della Libia. I migranti erano a bordo di un gommone che, assieme ad altri 3 ed un barchino di legno era stato soccorso dalle navi del dispositivo schierato nel Canale di Sicilia. Quando sono arrivati in zona, i soccorritori hanno trovato il gommone semiaffondato, con a bordo 27 persone, che sono state tutte recuperate dalla nave inglese Enterprise, inserita nel dispositivo Eunavformed. Successivamente sono poi stati recuperati i corpi di sette persone. Questa mattina i migranti sono stati trasferiti su nave Burbon Argos e agli operatori di Medici senza frontiere hanno raccontato che a bordo del gommone c'erano circa 130 persone. Nella giornata di oggi, intanto, la centrale operativa della Guardia Costiera ha coordinato al momento un unico intervento di soccorso: un gommone con a bordo 120 migranti e' stato recuperato da nave Juventa, della ong tedesca Jugend Rettet.

7 novembre - Mille in salvo e 10 cadaveri

È approdata nel porto di Palermo la nave Dattilo della Marina Militare con a bordo 1.045 migranti e 10 salme. I profughi, di varia nazionalità, sono accolti dalla task force coordinata dalla Prefettura di Palermo. Sulla banchina ci sono i sanitari dell'Asp e i volontari della Caritas e della Croce Rossa.

Nel corso dello sbarco, gli investigatori della polizia e della guardia di finanza avvieranno le indagini per individuare gli scafisti.

27 ottobre - 97 dispersi al largo della Libia

Quasi 100 migranti sono dispersi dopo che il gommone sul quale si trovavano al largo delle coste libiche ha cominciato a imbarcare acqua ed è affondato. Lo ha riferito il generale Ayoub Qassem della marina militare libica, precisando che "20 immigrati illegali provenienti dall'Africa sono state salvati". Secondo uno dei migranti a bordo, l'imbarcazione era partita con 126 persone da Garabulli, 70 chilometri a est di Tripoli, ma è stata affondata dal forte mare.

Tra i 97 dispersi ci sono anche tre donne e un bambino.

3 novembre-

Almeno 239 persone risultano disperse dopo il naufragio di due barconi al largo delle coste libiche. Lo riferisce in un tweet Carlotta Sami, portavoce dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). La notizia, scrive la portavoce, è stata confermata da due sopravvissuti che ora si trovano a Lampedusa. I superstiti del doppio naufragio, portati a Lampedusa, sono 29.

Due dei sopravvissuti sono stati trasferiti con l'elisoccorso a Palermo. Uno dei feriti ha gravi ustioni, un altro ha avuto attacchi epilettici ed è stato intubato prima del trasferimento. "Stanotte - dice il dottor Pietro Bartolo, responsabile del poliambulatorio dell'isola, c'era una donna che mostrava la foto di un bimbo che viaggiava con lei e che è tra i dispersi. Una scena straziante". "Non è più possibile assistere a queste tragedie senza pensare di cambiare metodo e strategia sul fenomeno dei migranti. Sappiamo che per quanto efficiente possa essere la macchina dei soccorsi, la gente continua a morire con una frequenza insopportabile".

25 ottobre - 25 corpi recuperati in un mix letale di benzina e acqua di mare

25 morti (con 11 corpi recuperati dalla nave di Msf "Bourbon Argos", altri 14 invece dalla nave dell'ong Sea Watch) sono il bilancio dell'ultima tragedia nel Mediterraneo che ha riguardato l'ennesimo gommone stracarico di persone, nelle cui vicinanze se ne trovava un altro a sua voltà alla deriva nel canale di Sicilia.

"Arrivati al primo gommone abbiamo preso a bordo i 107 sopravvissuti, ma non abbiamo potuto recuperare quelli che pensavamo essere 11 cadaveri, perché nel frattempo siamo stati chiamati per l'altro soccorso urgente nelle vicinanze", racconta Michele Telaro, capo progetto di Msf a bordo della Bourbon Argos. "Dopo aver soccorso le 139 persone del secondo gommone, siamo tornati al primo e abbiamo scoperto che i corpi sul fondo erano 25, probabilmente vittime di asfissia, sommersi da uno strato di benzina e acqua di mare. Ci sono volute tre ore per recuperare gli 11 corpi che abbiamo ora a bordo, perché il mix acqua e carburante è talmente forte che non potevamo restare sul gommone troppo a lungo".

Essendosi fatto buio e non volendo rimandare le operazioni al mattino, la nave di Msf ha quindi chiesto supporto all'ong Sea Watch per recuperare gli altri corpi ancora intrappolati nel gommone. "Il 2016 sarà con tutta probabilità dichiarato l'anno più nefasto per le morti nel Mediterraneo Centrale. Quante tragedie come questa serviranno prima che i leader dell'Ue cambino le loro priorità malriposte sulla deterrenza e forniscano alternative sicure alla traversata in mare?", sono quindi state le parole di Stefano Argenziano, responsabile per le operazioni sulla migrazione di Msf, subito dopo l'ultima operazione che ha visto impegnata la "Bourbon Argos".

24 ottobre - 26 morti e 6.500 persone salvate nell'ultima settimana

Nell'ultima settimana sono stati recuperati nel Canale di Sicilia 26 cadaveri - 23 solo negli ultimi tre giorni - e sono state tratte in salvo 6.500 persone. Si teme, inoltre, che un numero imprecisato di migranti siano annegati durante la traversata e scomparsi in mare. Diciotto delle 27 vittime dell'ultima settimana arriveranno oggi a Palermo, a bordo di una nave di una organizzazione non governativa che ha partecipato ai soccorsi nel Mediterraneo centrale. Sulla nave vi sono oltre mille migranti tratti in salvo nei giorni scorsi.

È approdata, invece, ieri a Napoli la Nave Gregoretti, della Guardia Costiera, con a bordo 463 migranti ed il cadavere di una donna incinta, di 24-25 anni, recuperato tre giorni fa a bordo di un gommone. La nave ha attraccato al molo 21 della città partenopea: tra i migranti diverse donne e bambini, molti dei quali non accompagnati. Il numero di questi ultimi è stato superiore al previsto, al punto che l'amministrazione comunale ha rivolto un invito ad offrire indumenti, scarpe e materiale di igiene.

2-4 ottobre: 10 mila migranti salvati, 38 morti

Ventotto cadaveri sono stati recuperati tra la giornata di ieri e la scorsa notte nel Canale di Sicilia nel corso di 33 operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa  di Roma della Guardia Costiera. Sono state tratte in salvo 4.655 persone.

I migranti si trovavano a bordo di 27 gommoni, 5 piccole imbarcazioni e un barcone, raggiunti tutti al largo delle coste della Libia. I 28 cadaveri si aggiungono ai dieci che erano stati recuperati due giorni fa, quando erano stati tratti in salvo altri seimila migranti.

Alle operazioni di ieri e della scorsa notte hanno partecipato Nave Corsi CP906 della Guardia Costiera, le motovedette CP302 e CP322 della Guardia Costiera di Lampedusa, una unita' della Marina Militare italiana e una della Marina Militare irlandese, una unità del dispositivo Frontex, un mercantile, due rimorchiatori privati e navi delle organizzazioni non governative Moas, Life Boat, Open Arms e Watch the Med.

21 settembre - Strage al largo dell'Egitto

Il Mediterraneo continua a riempirsi di cadaveri: si teme un'ecatombe con centinaia di morti dopo l'affondamento avvenuto oggi davanti alle coste egiziane di un barcone che trasportava circa 600 migranti, in maggioranza africani. "Sono almeno 30 i corpi recuperati finora", ha fatto sapere il ministero della Salute egiziano, mentre quelli tratti in salvo sono 154, ha aggiunto l'agenzia di stampa Mena. Il resto delle 600 persone a bordo - cifra fornita dai media statali egiziani - sarebbero dispersi.

Se i numeri dovessero essere confermati si tratterebbe di una delle più grandi tragedie degli ultimi mesi, paragonabile a quella avvenuta a giugno al largo di Creta con oltre 300 vittime. Un dramma che si ripete mentre i leader mondiali riuniti alla 71esima Assemblea generale dell'Onu discutono proprio del dramma delle migrazioni.

Il barcone sovraccarico di africani - tra cui egiziani, sudanesi, somali ed eritrei - era salpato da Kafr el Sheikh, nel Delta del Nilo, ed era diretto verso l'Italia, ha riferito il responsabile dell'ufficio investigazioni criminali di Behaira, Mohamed Kharisa. Ma poi per cause ancora da accertare si è capovolto ed è affondato, lasciando i migrantiin balia delle onde.

Le operazioni di soccorso sono state lanciate immediatamente per recuperare il maggior numero di persone e continuano anche in queste ore. Sette migrantisalvati sono stati ricoverati in ospedale. Secondo esperti citati dall'Associated Press i contrabbandieri in Egitto usano per lo più navi da pesca vecchie che imbarcano un numero enorme di persone, superando di gran lunga le capacità delle imbarcazioni. E ciò potrebbe essere una delle cause, ma mancano conferme ufficiali. Meno di due giorni fa il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi in una riunione alle Nazioni Unite a New York aveva sottolineato che il tema dell'immigrazione deve essere posto in cima alle priorita' internazionali, aggiungendo che Il Cairo sta aggiornando la sua legislazione per combattere il traffico di esseri umani e frenare il flusso delle persone che entrano illegalmente nel suo Paese. Sisi ha precisato che l'Egitto ospita attualmente cinque milioni di rifugiati di diverse nazionalita'. Di fronte alla 'chiusura' della rotta balcanica, i disperati sono tornati a battere la rotta del Mediterraneo centrale, partendo dalle coste libiche ed egiziane. 

19 agosto - 5 morti nello Stretto di Sicilia

Sono complessivamente 5 i corpi senza vita recuperati nello Stretto di Sicilia e 534 i migranti tratti in salvo nel corso di 11 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I migranti si trovavano a bordo di 2 gommoni e 9 piccole imbarcazioni. Sono intervenute nelle operazioni: Nave Sirio della Marina Militare, la nave militare tedesca Werra, inserita nel dispositivo EUNavforMed, le navi Phoenix e Topaz Responder dell'ONG MOAS, la nave Astral dell'ONG "Open Arms" e la nave Sea Watch 2 dell'omonima ONG.

24 luglio 2016 - 41 migranti morti sulle coste libiche

Sono stati ritrovati 41 corpi di migranti sulle spiagge libiche di Sabrata, città costiera a 70 chilometri ad ovest di Tripoli. I corpi, individuati da un gruppo di volontari, sono stati trasferiti in un centro di medicina legale per il prelievo del dna. Sarebbero morti cinque o sei giorni fa. Di solito, vengono ritrovati uno o due corpi al giorno, quindi i 41 cadaveri di sabato costituiscono un numero straordinariamente elevato. Acccanto alle

Solo venerdì 2150 persone sono state salvate al largo della Libia nelle operazioni di soccorso coordinate dalla centrale operativa della Guardia Costiera. Gli interventi hanno riguardato 16 gommoni e due barconi. Ma è stata solo una giornata di una settimana in cui migliaia di migranti sono stati tratti in salvo in diverse operazioni in mare. 931 persone sono già approdate a Cagliari, 729 a Reggio Calabria e 606 a Vibo Valentia, dove sono state sbarcate anche 16 salme. Venerdì l'Organizzazione internazionale delle migrazioni ha annunciato che il numero stimato dei morti in mare dall'inizio dell'anno era di 2.977. Con le decine di vittime degli ultimi giorni, dev'essere stata superata la soglia dei 3 mila.

22 luglio - 39 corpi su due imbarcazioni

È una strage che sembra non avere una fine quella dei migranti nel Mediterraneo. Potrebbero essere morti per asfissia gli altri 17 disperati del mare i cui corpi privi di vita sono stati ritrovati nella stiva di un barcone di legno che era navigazione nel Canale di Sicilia, a circa 20 miglia dalle coste libiche, con a bordo oltre 450 profughi, facendo salire a 39 i cadaveri ritrovati in meno di un giorno. Questa volta, tra le vittime neanche un minore. La nave irlandese James Joyce, inviata in soccorso dalla Guardia Costiera, ha tratto gli altri 452 a bordo.

Neanche 24 ore fa la nave Acquarius di Medici senza frontiere, impegnata in operazioni di soccorso nel Mediterraneo, aveva recuperato 22 cadaveri dopo avere tratto in salvo 209 migranti al largo delle coste libiche. Ventuno vittime sono donne. La nave di Msf, che ha soccorso due imbarcazioni in difficoltà, dovrebbe arrivare domani nel porto di Trapani.

"Quando la nostra équipe si è avvicinata al primo gommone, ha visto dei cadaveri che giacevano sul fondo dell'imbarcazione in una pozza di carburante - ha detto Jens Pagotto, capo missione di MSF per le operazioni di ricerca e soccorso - I sopravvissuti hanno passato diverse ore a bordo con i cadaveri. Molti di loro sono troppo traumatizzati per riuscire a raccontare quanto accaduto. Non è ancora chiaro come queste donne siano decedute."

Le equipe hanno trasferito a bordo della nave Aquarius 209 persone (177 uomini e 32 donne), tra cui 2 donne incinte e 50 bambini, di cui 45 non accompagnati. "Anche in questa occasione quando siamo arrivati per effettuare le operazioni di soccorso, due dei gommoni erano già sgonfi su un lato e avevano cominciato ad imbarcare acqua" ha detto Kim Clausen, coordinatore delle operazioni di Msf sulla Bourbon Argos. "Le imbarcazioni si trovano ad affrontare il mare in condizioni sempre più precarie, con pochissimo carburante, acqua e cibo a disposizione: la capacità di resistenza è di solo poche ore. Nelle ultime settimane, per evitare tragedie in mare, ci siamo trovati ad effettuare salvataggi in zone sempre più vicine alle acque libiche".

"Quello che è chiaro è che questa perdita di vite non era necessaria ed è il risultato di una risposta globale insufficiente e inadeguata a questa crisi" ha aggiunto Pagotto. "Le politiche attuali, che puntano a tenere le persone lontane, non stanno funzionando. Quante altre vite dobbiamo perdere in mare prima che le persone che necessitano di assistenza e protezione abbiano un'alternativa più sicura?" ha concluso.

30 giugno - Dieci donne morte

Dieci donne sono morte nel naufragio di un gommone carico di migranti avvenuto questa mattina nel Canale di Sicilia, a circa 20 miglia dalle coste libiche. La Guardia Costiera ha tratto in salvo 107 superstiti.

Secondo quanto si è appreso, la centrale operativa di Roma della Guardia Costiera, ricevuta una richiesta di soccorso, ha inviato la propria nave Diciotti. L' equipaggio, giunto sul posto, ha trovato il gommone semiaffondato e molti naufraghi in acqua. Sono stati tratti in salvo 107 migranti, tra cui donne e bambini. Sono stati anche recuperati i cadaveri delle 10 donne che erano morte in mare. Il naufragio è avvenuto con condizioni meteorologiche pessime, mare forza 3, vento a 30 nodi e onde alte due metri. Nave Diciotti è ancora in zona alla ricerca di eventuali dispersi.

3 giugno - Strage in Libia e un salvataggio a Creta

Nuovo naufragio di migranti a sud di Creta. Finora sono state messe in salvo 302 persone, ritrovati 3 morti mentre proseguono le operazioni di soccorso. Si calcola che a bordo avrebbero potuto esserci fino a 700 persone. Secondo i media greci, la barca su cui viaggiavano i migranti ha iniziato ad affondare in acque internazionali 75 miglia a sud del porto cretese di Kalo Limeni. L'allarme è stato raccolto inizialmente dalla Guardia Costiera italiana, quindi da quella greca. In zona ci sono già quattro imbarcazioni che stanno prestando soccorso, mentre dalla costa sono partiti aerei ed elicotteri. Si ritiene che la barca dei migranti stesse tentando di far rotta verso l'Italia.

Drammatica la situazione in Libia, dove almeno 117 corpi di migranti annegati sono stati trovati sulla costa occidentale nella zona di Zuara. Lo ha reso noto la Mezzaluna Rossa della località nel suo account Facebook. L'organizzazione umanitaria ha aggiunto che procederà al recupero dei corpi. Nella zona la scorsa settimana la Guardia Costiera aveva intercettato 4 gommoni con più di 450 persone a bordo e alcuni dei migranti tratti in salvo avevano riferito che "piu' di cento" potevano essere annegati nella traversata

28 maggio - 700 morti in 3 giorni

Secondo l'agenzia dei rifugiati dell'Onu, l'Unhcr, sarebbero oltre 700 le vittime di tre naufragi nel Mediterraneo in questi ultimi giorni. La stima, secondo quanto riferisce l'Unhcr, è data dalle testimonianze dei sopravvissuti.

Oltre 13mila disperati in salvo, 65 vittime accertate tra cui anche 3 neonati e centinaia di dispersi, uomini, donne e bambini finiti inesorabilmente in fondo al Mediterraneo. I numeri degli ultimi sei giorni sono impressionanti, non tanto in assoluto - i dati del 2016 sono allineati con quelli dello stesso periodo del 2015 ribadiscono al Viminale - quanto per l'intensità delle partenze: nell'ultima settimana sono salpati da Sabratha, Zuwara e dalle spiagge vicino Tripoli, a distanza di poche ore l'uno dall'altro, almeno una settantina di gommoni e una decina di barconi stracolmi. Vuol dire piùdi 15 al giorno, con un rallentamento nella giornata di oggi quando la centrale operativa della Guardia Costiera è dovuta intervenire solo su 4 richieste di soccorso.

Significa chiaramente che il fantomatico governo di Sarraj non ha al momento alcuna autorità e non riesce minimamente a controllare i trafficanti di uomini. L'altro elemento che emerge da quanto avvenuto nell'ultima settimana nel Mediterraneo è che le imbarcazioni in partenza dalla Libia sono in condizioni sempre piu' disastrose e a stento riescono a raggiungere le acque internazionali, dove sono schierate le navi dell'Europa e dell'Italia.

La conferma arriva purtroppo dai naufragi degli ultimi giorni: tre accertati e documentati dalle immagini della Marina Militare, con 65 vittime recuperate e centinaia di dispersi, un quarto che emerge dai racconti dei sopravvissuti. Sono stati infatti imigranti sbarcati questa mattina a Pozzallo dal rimorchiatore 'Asso 29' a raccontarlo agli operatori di Save the Children. "Siamo partiti mercoledì notte da Sabratha, eravamo due pescherecci e un gommone - hanno spiegato -. Un primo peschereccio, con circa 500 a bordo, trainava un secondo senza motore, con altre centinaia dimigranti".

Giovedì mattina la tragedia: "Il peschereccio trainato ha cominciato ad imbarcare acqua e dopo un po' e' affondato. Alcuni si sono buttati in acqua ma solo in pochi sono riusciti ad aggrapparsi alla fune che legava i due pescherecci". Lo scafista, un sudanese, è stato poi fermato a Pozzallo anche con l'accusa di aver provocato la morte di una donna come conseguenza di altro delitto: sarebbe stato lui ad ordinare di tagliare la fune che trainava il secondo peschereccio e che, con un "effetto fionda", ha colpito e ucciso la vittima. 

26 maggio - Un barcone capovolto, i morti sono più di 20

Ancora un naufragio di migranti nel Canale di Sicilia, a 35 miglia dalle coste libiche: un barcone con un centinaio di persone a bordo si è rovesciato. L'allarme è stato dato da un velivolo di Eunavformed, la missione Ue. Sul posto anche motovedette della Guardia costiera. Secondo le prime stime i morti sarebbero 20-30; una cinquantina le persone che vengono tratte in salvo in questi momenti.

Il salvataggio

Sarebbe stato un velivolo lussemburghese che partecipa all'operazione Sophia-Eunavformed a localizzare, a circa 35 miglia da Zuara, il barcone capovolto, con circa un centinaio di migranti in acqua o aggrappati allo scafo. È stato dato subito l'allarme e sul posto è intervenuto un secondo velivolo di Eunavformed, questa volta spagnolo, che ha lanciato in mare kit di salvataggio. In zona anche due motovedette delle Capitanerie di porto e una nave spagnola della missione Ue, la Reina Sofia, che sta soccorrendo i migranti, attualmente una cinquantina quelli in via di recupero. Al momento i morti vengono stimati tra i 20 e i 30.

Gli altri interventi

La centrale operativa della Guardia Costiera ha coordinato 22 interventi di soccorso. Complessivamente sono stati recuperati dai mezzi della Guardia Costiera, della Marina Militare, di Frontex e Eunavformed, e da rimorchiatori e mercantili dirottati in zona circa 4.100 migranti.

25maggio - 5 morti nel Canale di Sicilia

Nuova tragedia nel canale di Sicilia: un barcone carico di oltre 500 migranti si è rovesciato al largo della Libia. Nella zona sono intervenute nave Bettica e nave Bergamini della Marina Militare, che hanno lanciato zattere di salvataggio e giubbotti salvagente. Al momento sono stati salvati circa 500 migranti e recuperate le salme di altre 7 persone. Le ricerche di altri eventuali dispersi sono ancora in corso.

Il barcone, in precarie condizioni di galleggiamento a causa del sovraccarico, era stato avvistato da nave Bettica nel corso dell'attività di sorveglianza nel canale di Sicilia. Poco dopo, però, il barcone si è capovolto e centinaia di migranti sono finiti in mare. Immediatamente sono scattate le operazioni di soccorso mentre nave Bergamini, che si trovava a poca distanza, ha inviato un elicottero e mezzi di soccorso navali. Sia i sopravvissuti sia le salme dei sette migranti annegati si trovano a bordo di nave Bettica.

9 aprile - Almeno 5 morti nell'Egeo

Dopo giorni senza notizie di incidenti in mare, un nuovo naufragio all'alba ha provocato 5 vittime, tra cui 4 donne e un bambino.

Dall'avvio del piano sul respingimento dei migranti, sono i primi morti accertati. Il gommone di 3,5 metri su cui viaggiavano è affondato a poche miglia dall'isola di Samos. La guardia costiera greca è riuscita a trarre in salvo altri 5 migranti, di cui 2 donne, 1 altro bimbo e 2 uomini. Ma secondo il racconto dei sopravvissuti, almeno altre 4 persone mancherebbero all'appello.

9 marzo - Cinque morti, c'era anche un neonato

Cinque persone, tra cui un neonato di 3 mesi, sono annegate la scorsa notte nel mar Egeo mentre cercavano di raggiungere le coste dell'isola greca di Lesbo dalla Turchia. Lo riferisce l'agenzia statale Anadolu, secondo cui 9 migranti sono stati tratti in salvo dalla Guardia costiera turca. A bordo c'erano persone di nazionalità afghana e iraniana.

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6 marzo - 25 morti in Turchia

Sale a 25 il numero dei morti del naufragio di un barcone di migranti a largo di Didim, nel sud est della Turchia. Ne dà notizia l'agenzia turca Anadolu, citando fonti della guardia costiera turca. Tra le vittime ci sarebbero anche 10 bambini. Una quindicina di migranti sono stati tratti in salvo, mentre elicotteri e imbarcazioni della guardia costiera stanno ancora cercando eventuali dispersi. La nazionalita' dei migranti non è ancora nota.

19 febbraio - Naufragio ad Agrigento

Il cadavere di un migrante è stato recuperato oggi, dopo uno sbarco nella costa di Torre Salsa a Siculiana (Ag). L'altro, inizialmente avvistato, a causa della risacca delle onde, è momentaneamente scomparso, ma le ricerche di guardia costiera, carabinieri e guardia di finanza proseguono. I cadaveri erano a pochi metri dalla battigia.

l velivolo della Guardia Costiera è entrato in azione dopo che un gruppo di circa 30 migranti era giunto sulla spiaggia di Torre Salsa, in provincia di Agrigento ed era stato avvistato dai carabinieri. Otto di loro sono sono stati fermati, mentre gli altri si sono allontanati. Gli otto hanno fornito versioni discordanti riferendo che erano circa 40 ed erano stati trasportati da una imbarcazione che li avrebbe lasciati in mare davanti alla costa.

Il racconto, tuttavia, non ha convinto gli investigatori per cui è stata disposta una perlustrazione del tratto di mare da parte della Guardia Costiera, che ha individuato i due cadaveri.

8 febbraio - 11 morti al largo della Turchia

Duplice tragedia dei disperati nelle acque dell'Egeo. Più di 30 migranti sono affogati in due distinti incidenti nell'Egeo. Sono 24 i corpi ritrovati finora dopo un naufragio avvenuto oggi nella baia turca di Edremit sul mar Egeo, a poca distanza dall'isola greca di Lesbo. Di questi, 11 sono bambini.

A riferirlo è l'agenzia di stampa Dogan, rivedendo un suo bilancio dato in precedenza secondo cui i morti in questo naufragio erano 22. In un'altra tragedia al largo della Turchia ci sono 11 morti. Inoltre altre 12 persone risultano disperse e le operazioni di soccorso proseguono.

2 febbraio - 9 morti, due bambini

Nove migranti, inclusi due bambini, sono morti nel naufragio di una barca nel mar Egeo, a largo della Turchia. Il naufragio è avvenuto, secondo il quotidiano Hurriyet, questa notte, alle 4.35 ora italiana, vicino a Seferishar, città costiera nella provincia di Smirne.

30 gennaio - 39 morti, 5 bambini

Almeno 39 migranti, di cui cinque bambini, sono morti in un naufragio nel mar Egeo. Erano partiti dalla provincia turca di Canakkale per raggiungere l'isola greca di Lesbos ma la loro imbarcazione si è capovolta. Lo ha riferito la Guardia Costiera turca.

28 gennaio - 25 morti di cui 18 bambini

Un barcone carico di migranti è affondato davanti alle coste greche dell'isola di Samos provocando la morte di 25 persone. 18 sono bambini di cui 5 femmine e 13 maschi. Lo riferisce la Guardia Costiera che ha salvato una decina di persone dal barcone proveniente dalle coste turche.

27 gennaio - Sette morti sulla carretta del mare

Ennesimo naufragio di una carretta del mare carica di migranti nell'Egeo: almeno sette persone sono annegate, compresi due bambini in tenera età, quando il gommone che le stava trasportando dalla costa turca alla Grecia è colato a picco al largo dell'isola ellenica di Kos.

L'allarme è stato lanciato da un altro passeggero che, dopo essere riuscito a raggiungere a nuoto uno scoglio, si è messo in contatto con la Guardia Costiera greca, segnalando la presenza di altri compagni che a suo dire sarebbero sopravvissuti. Le ricerche per localizzare i dispersi, cui partecipano mezza dozzina di lance salpate dalla Turchia, hanno nel frattempo condotto al recupero dei cadaveri e al salvataggio di una donna, poi ricoverata in gravi condizioni.

22 gennaio - Due naufragi, strage nella notte

La Guardia costiera turca ha recuperato i corpi di 3 bambini al largo della localita' costiera di Dydyma, in quello che appare un terzo naufragio dopo i due già accertati davanti alle isole greche di Farmakonissi e Kalolimnos. Il bilancio complessivo delle vittime sale così ad almeno 45 morti tra i quali 20 bambini e 17 donne. Le ricerche sono ancora in corso

Sono 34 i morti il bilancio del naufragio di un barcone davanti all'isola greca di Kalolimnos. E un'altra imbarcazione con 48 persone è affondata davanti all'isola di Farmakonissi: 7 le vittime.

Nella notte, intorno all'1.30, una imbarcazione si era arenata sugli scogli al largo dell'isola di Farmakonissi: 48 le persone tratte in salvo dalla Guardia costiera che però ha recuperato i corpi di sei bambini e di una donna.

Qualche ora più tardi il naufragio al largo dell'isola Kalolimnos. La polizia portuale ha recuperato 34 corpi (due bambini, 9 donne e 3 uomini); sono state salvate 26 persone. Continuano le operazioni di soccorso, assistite da un elicottero di Frontex, l'Agenzia europea di sorveglianza delle frontiere. Nonostante il clima invernale, continuano gli arrivi di barche di fortuna cariche di migranti provenienti dalla Turchia. L'Oim, l'Organizzazione internazionale per le Migrazioni, precisa che dal primo al 18 gennaio sono morte 77 persone in 31 mila sbarchi sulle isole greche. Gli sbarchi sono aumentati, rispetto a gennaio 2015, di 21 volte.

21 gennaio - Ancora strage di bambini

Almeno 12 persone, tra cui 3 bambini e 4 donne, sono morte in un naufragio avvenuto stamani nel mar Egeo al largo della costa turca di Smirne.

Lo riferiscono media locali, secondo cui 28 migranti sono stati salvati, ma non è chiaro il numero dei dispersi.

20 gennaio - Morti al freddo

Una donna di 35 anni e un bambino di cinque anni sono morti oggi per ipotermia dopo che le imbarcazioni sulle quali viaggiavano, cariche di migranti partiti dalla Turchia, sono affondate vicino all'isola greca di Lesbo, nel Mar Egeo. Lo riferisce la guardia costiera.

Nell'operazione sono state salvate 54 persone. Al momento a Lesbo le temperature si aggirano intorno a zero gradi, ma il freddo non ha fatto diminuire il numero di arrivi quotidiani.

15 gennaio - Tre bambini annegati nell'Egeo

Almeno 3 bambini sono annegati dopo che all'alba il gommone di migranti su cui viaggiavano si è rovesciato nel mar Egeo, tra la costa turca e l'isola greca di Agatonissi.

Lo riferiscono le autorità di Atene. Dopo il naufragio 20 persone sono state salvate.

Quattro migranti afghani - di cui un neonato, due bambini e una donna - sono morti sempre oggi, dopo che l'imbarcazione sulla quale viaggiavano dalla Turchia all'isola greca di Lesbo si è ribaltata a causa del maltempo a circa 200 metri dalla località turca di Ayvacik. Lo riporta l'agenzia di stampa turca Ihlas, secondo la quale a bordo dell'imbarcazione viaggiavano 13 persone, tutte afghane. 

E a conclusione di una tragica giornata, il cadavere di un neonato è stato ritrovato a bordo di un barcone di migranti arrivato dalla Turchia all'isola greca di Farmakonissi, nell'Egeo, dove sono state tratte in salvo 63 persone.

11 gennaio - Buttati in mare dagli scafisti

Il cadavere di una donna è stato recuperato vicino ad uno scoglio, in localita Felloniche, non lontano da Capo di Leuca (Lecce) dove un gruppo di donne sarebbe stato scaraventato in mare dagli scafisti. Tre o quattro donne, a quanto accertato dagli investigatori, risulterebbero disperse. A bordo del natante vi erano, secondo quanto accertato finora, 21 donne e un minorenne.

Nella zona stanno operando mezzi della Capitaneria di porto, Carabinieri e il nucleo sommozzatori dei Vigili del fuoco. Tre i punti in cui sarebbe avvenuto, intorno alle 3.30 della notte, lo sbarco in mare. Prima a Marina di Novaglie, in località Ciolo, dove un primo gruppo di migranti è stato trovato sugli scogli, poi a Leuca e infine a Felloniche dove invece i rinvenimenti sono avvenuti lungo la strada. Un uomo è stato recuperato in mare: è in stato di ipotermia ed è stato trasportato in ospedale a Tricase dove è stata portata anche una donna. 

5 gennaio - In fuga da Siria, Iraq e Algeria

Il nuovo anno dei migranti che attraversano l'Egeo si apre con un'altra strage. Due naufragi hanno causato la morte di almeno 36 persone nelle acque tra Turchia e Grecia. Tra loro diversi bambini e una donna incinta. Un bilancio tragico che potrebbe aggravarsi ancora, visto che nel mare grosso proseguono le ricerche dei dispersi e il numero esatto dei migranti a bordo dei barconi affondati resta incerto.

- LEGGI ANCHE: Quei bambini che muoiono in mare nel silenzio dell'Europa

Entrambi i natanti erano partiti dalla zona di Dikili, sulla costa egea della Turchia, diretti all'isola greca di Lesbo. Prima dell'alba, complici le cattive condizioni atmosferiche, sono affondati, scaraventando decine di persone nelle acque in tempesta. Il mare ha restituito i corpi delle vittime nel corso delle ore in due diverse località sulla costa turca, a una distanza di circa 40 km. Molti avevano ancora addosso i giubbotti salvagente. Ad Ayvalik la guardia costiera turca ha recuperato 26 cadaveri, mentre più a sud, a Dikili, la gendarmeria locale ne ha rinvenuti 10. Il governatore locale Namik Kemal Nazli ha riferito che le vittime sono di nazionalità siriana, irachena e algerina. Ma molte restano ancora da identificare.

I testimoni

Secondo alcuni testimoni un barcone si sarebbe schiantato contro le rocce, mentre l'altro, un gommone, si sarebbe capovolto dopo aver imbarcato acqua. Secondo i media locali la guardia costiera turca è riuscita a trarre in salvo 68 persone, alcune in mare aperto mentre altre erano riuscite ad arrampicarsi sui frangiflutti nei pressi della costa. Molti dei naufraghi salvati sono stati trasferiti in ospedale in stato di ipotermia. Tre mezzi navali e un elicottero sono stati inviati nella zona alla ricerca dei dispersi. Il timore, sostengono le autorità turche, è che altri cadaveri possano emergere nelle prossime ore.

Le cifre della tragedia

Le cifre delle tragedie sulla rotta della disperazione che dalla Turchia porta alle isole greche continuano quindi a crescere. Nel 2015 in quel tratto di mare la guardia costiera di Ankara ha soccorso 91.611 migranti, con un aumento annuo del 570%. Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni lo scorso anno le vittime nell'Egeo, attraversato da quasi 850mila persone, sono state 805. Un numero che già nei primi giorni del 2016 torna drammaticamente a crescere. (ANSA)

2 gennaio: Khalid, 2 anni, la prima vittima del 2016

Si chiama Khalid, aveva due anni, ed è la prima vittima nel Mediterraneo, quest'anno, secondo l'ong Moas (Migrant Offshore Aid Station), con base a Malta. Come spiega la stessa Moas su Facebook, il piccolo siriano viaggiava insieme alla madre di 28 anni ed una quarantina di altre persone su un gommone, che si è schiantato il 2 gennaio sulle rocce di un'isola sull'Egeo. (ANSA)

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