Esteri

Chi è Michael Avenatti, l'avvocato anti-Trump tentato dalla presidenza

Legale della pornostar Stormy Daniels che sta mettendo alle strette il tycoon, pilota di auto, ha un'idea per il 2020: la corsa alla Casa Bianca

Michael Avenatti

Simona Santoni

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47 anni, in prima linea nella "resistenza" contro Trump - anche su Twitter a colpi di hashtag #basta - Michael Avenatti è l'avvocato della pornostar Stormy Daniels che sta mettendo sulla graticola il 45° presidente degli Stati Uniti. 

Italo-americano, Avenatti ha partecipato a diverse cause legali che hanno attirato l'attenzione dei media internazionali e ha anche la passione per le corse: nel 2015, ad esempio, ha partecipato alla 24 Ore di Le Mans. E non esclude di prendere parte a una futura corsa. Quella presidenziale. Intervistato dal Corriere della Sera ha ammesso: "Sto davvero valutando l'idea di candidarmi" nel 2020.

Conosciamo meglio questo avvocato in carriera, ormai ospite costante di talk show ed eventi mondani americani.

La carriera legale

Bisnonni italiani (è stata la nonna a insegnarli la parola "basta"), laureato in Scienze politiche nel 1996 all'Università della Pennsylvania e quind in Giurisprudenza alla George Washington University nel 2000, Avenatti ha passati legami con il partito democratico: già in quegli anni ha lavorato insieme a Rahm Emanuel (in seguito capo dello staff della Casa Bianca per il presidente Barack Obama e sindaco di Chicago) per una ricerca di opposizione politica.

Agli inizi della sua carriera ha lavorato presso lo studio legale O'Melveny & Myers al fianco dell'avvocato Daniel M. Petrocelli, conosciuto per aver rappresentato la famiglia di Ron Goldman, il cameriero ucciso, nel processo contro il noto giocatore di football americano O.J. Simpson. Ha assistito Petrocelli su molteplici questioni legali, tra cui la rappresentanza della cantante Christina Aguilera e il contenzioso relativo al film indipendente K-19 (2002) di Kathryn Bigelow. 

La sorte vuole che ora Petrocelli rappresenti Donald Trump in diverse questioni legali riguardanti la Trump University.

Nel corso della sua carriera Avenatti ha gestito un caso di diffamazione da 10 milioni di dollari contro Paris Hilton e intentato più volte causa contro la National Football League (NFL), a volte avendo la meglio, a volte no.

La passione per le corse

Appena ha saputo che l'ex avvocato di fiducia di Trump, Michael Cohen, ha confessato il pagamento della sua assistita Stormy Daniels per comprarne il silenzio, Attonelli ha esultato: "Stiamo arrivando. Metteremo fine a questo schifo di presidenza in un modo o nell'altro". All'avvocato piace spingere il pedale, non solo nelle dichiarazioni pubbliche. È un pilota professionista di auto da corsa e ha partecipato a gare sia negli Stati Uniti che in Europa.

Tra le varie corse ha cui ha preso parte ci sono la 24 Ore di Daytona, la 12 Ore di Sebring, la Petit Le Mans del 2012 e il Gran Premio di Long Beach. 

Stormy Daniels e Michael Avenatti

Stormy Daniels e il suo avvocato Michael Avenatti a The Abbey, 23 maggio 2018, West Hollywood, California. – Credits: Tara Ziemba/Getty Images

Stormy Daniels vs. Donald Trump

È da inizio 2018 che Avenatti ha preso sotto braccio Stormy Daniels, nella sua battaglia legale contro Donald Trump. A marzo Avenatti ha intentato una causa per conto dell'attrice di film per adulti cercando di invalidare un accordo di non divulgazione del 2016, periodo in cui il tycoon era candidato alla Casa Bianca. Tale accordo prevedeva il silenzio su una presunta relazione avvenuta nel 2006 tra Stormy Daniels (nome d'arte di Stephanie A. Gregory Clifford) e Trump, allora già posato con l'attuale first lady Melania.

Ora che Michael Cohen ha ammesso le sue colpe, Avenatti è più che mai agguerrito: "Il 10 settembre chiederemo al tribunale di consentire al nostro procedimento civile di andare avanti e di permettermi di raccogliere la testimonianza giurata di Michael Cohen e del presidente Trump", ha detto al Corriere della Sera. È deciso a portare il presidente Usa sul banco dei testimoni. È possibile, spiega, "c'è un precedente, il caso della decisione della Corte suprema in 'Jones vs Clinton'. Nel processo intentato da Paula Jones la corte stabilì che un presidente in carica può essere chiamato a testimoniare nel corso del suo mandato".

L'avvocato è intenzionato a combattere Trump politicamente: "Recentemente sono diventato più attivo perché molte persone si sono rivolte a me chiedendomi di assumere un ruolo di leadership su diversi temi. Rappresento per esempio oltre 70 madri e 90 bambini che sono stati divisi al confine a causa delle politiche draconiane di Trump sull'immigrazione. E ho anche incontrato i ragazzi di 'March for our lives' (il movimento contro le armi, ndr): intendo attivarmi anche su quel fronte".

Un futuro da presidente degli Stati Uniti?

Avenatti non si pone limiti. Neanche politici. E sta pensando alla Casa Bianca. "Sto davvero valutando l'idea di candidarmi. Molte persone mi stanno chiedendo di farlo e io sto viaggiando per il Paese per parlare con la gente e raccogliere spunti e suggerimenti. Intanto faccio anche fundraising per altri democratici che corrono nelle elezioni di medio termine di novembre".

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