Esteri

Londra: il piccolo Isaiah Haastrup, l'altro caso Charlie Gard

Chi è il bambino a cui i medici hanno staccato la spina del respiratore. I genitori si erano opposti rivolgendosi al tribunale invano

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Chiara Degl'Innocenti

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Nel giro di pochi mesi, una nuova vicenda di un bambino di neanche un anno con gravi lesioni cerebrali a cui sono state interrotte le cure, torna a scuotere le coscienze in Inghilterra e a dividere, raccontando la vita, il dolore e le speranze di un’altra famiglia inglese.

Isaiah Haastrup, vittima di "un catastrofico danno cerebrale" alla nascita causato da mancanza d'ossigeno, aveva mantenuto un barlume di coscienza, ma per i medici non aveva ormai speranze di miglioramento. E così, come accaduto già con Charlie Gard il piccolo senza speranze a cui l’ospedale di Londra ha interrotto le cure, la sua vita è stata interrotta dai medici del King’s College Hospital dove era in cura.

I medici si sarebbero già arresi da tempo se non fosse stato per la tenacia dei genitori del piccolo che avevano richiesto al tribunale che le cure non venissero sospese. La speranza li aveva accumunati per qualche settimana alla famiglia Gard: desideravano che il bambino potesse migliorare e che venisse trasferito a casa.


Le condizioni di Isaiah

Attaccato al respiratore artificiale, Isaiah non si muoveva, non mostrava reazioni durante il ciclo sonno-veglia. Secondo l’ospedale inglese avrebbe avuto un bassissimo livello di coscienza e lo avrebbe dimostrato nelle poche risposte agli stimoli, come per esempio, l’irrigidimento (forse riflesso) durante le iniezioni, privo però di alterazioni del battito cardiaco. A difesa della vita del bambino si sono sempre schierati i suoi genitori, la mamma Takesha Thomas e il padre Lanre Haastrup, entrambi trentaseienni londinesi, secondo cui il piccolo avrebbe reagito alle loro carezze. Contrari i medici, per i quali Isaiah mostrava solo spasmi muscolari ed epilessia. 

Il caso Charlie Gard

Nell'estate 2017 il piccolo Charlie moriva dopo aver lottato strenuamente per undici mesi, contro un rarissimo male incurabile. I sanitari, denunciate le sofferenze, avevano chiesto a un giudice di poter staccare la spina della macchina per la ventilazione artificiale che lo teneva in vita. Ma l’opposizione dei Gard aveva portato il caso alle cronache, oltre che in tribunale. Anche se alla fine si sono dovuti arrendere.

(Questo post è stato scritto il 24 gennaio 2018 e aggiornato l'8 marzo 2018)

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